<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <title type="html"><![CDATA[Doctor UGO's Short Tales]]></title>
  <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com"/>
  <link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://syndication.splinder.com/19632006/atom.xml" />
  <updated>2008-07-04T23:46:42+02:00</updated>
  <subtitle type="html"><![CDATA[brevi storie di qualche uomo fetido<br>
e di altri straordinari....]]></subtitle>
  <rights>Copyright (c) 2001-2006, Tipic Inc.</rights>
<id>http://19632006.splinder.com/</id>
  <author>
  <name>giorgetto2rock</name>
  <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
  </author>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 21 - Lyskamm]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/17703487/Chapter+21+-+Lyskamm" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/17703487/Chapter+21+-+Lyskamm</id>
    <published>2008-07-04T23:46:42+02:00</published>
    <updated>2008-07-04T23:46:42+02:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p><a title="cresta di g2r, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/82261075@N00/1397822508/"></a>
Dormire non era stato facile. Anzi, non era stato, punto e basta. Non &egrave; umanamente possibile riuscire a dormire in una stanza stracolma di persone, per quanto grande questa possa essere. E quella stanza lo era: abbastanza grande, ma stracolma di persone. Non era per&ograve; il caso di lamentarsi per questo. A quasi quattromila metri, mentre fuori, sui ghiacciai, si scatena un putiferio di tempesta e vento, un rifugio, un luogo protetto e magari pure qualcosa di caldo da mangiare o bere sono l&rsquo;equivalente di un&rsquo;oasi nel deserto.
E comunque la quantit&agrave; di persone non &egrave; l&rsquo;unica ragione per cui non si riesce dormire in un rifugio di montagna. C&rsquo;&egrave; almeno un altro motivo: la montagna, appunto. Oltre a certe quote, mai uguali per tutti, la montagna tende a disturbare la mente dei suoi visitatori, li mette un pochino alla prova, vuole capire se le loro intenzioni sono oneste. C&rsquo;&egrave; chi dice sia la bassa pressione, chi la scarsit&agrave; di ossigeno nell&rsquo;aria, chi entrambi e chi molto di pi&ugrave;. Esistono dotte dissertazioni mediche al riguardo, studi, libri, convegni, teorie, dimostrazioni: ma quando sei l&igrave;, con la testa che ti scoppia, la depressione che ti azzanna e lo stomaco che ti si ribalta, neanche dei medici ti importa pi&ugrave; nulla.
Con grande spirito di originalit&agrave; lo si chiama &quot;mal di montagna&quot;. Anche chi ci vive, in montagna, si dice ne possa soffrire quando sale su, pi&ugrave; in alto; meno di chi normalmente vive in pianura, ovviamente, ma comunque ne soffre. 
In un rifugio di montagna, dunque, si dorme poco. Si chiudono gli occhi, ci si avvolge nella coperta o nella giaccavento, si accuccia la testa contro lo zaino, ci si gira in modo da non mettere il naso dentro ai calzini del vicino, si trattiene ogni necessit&agrave; corporale perch&eacute; tanto sarebbe impossibile raggiungere il cesso a meno di non calpestare una ventina di persone, si sussurra piano al compagno di cordata di non dimenticare dove si trova la torcia, ci si rigira in una posizione in cui si &egrave; abbastanza certi di russare poco, ma non si dorme. Perch&eacute; almeno una delle cento persone che pernottano nella stessa stanza chiude gli occhi, si rigira nella coperta, si accuccia la testa contro lo zaino, si gira di nuovo per sfuggire ai calzini del vicino, tenta improvvido l&rsquo;avventura verso il cesso calpestando una ventina di persone, chiede ad alta voce al compagno di cordata dove cavolo abbia ficcato la torcia, trova subito la posizione ideale per russare a pieno regime, e poi dorme&hellip; 
E vale la pena pure di raccontare cosa succede a chi si avventura ai bagni, in certi rifugi di alta quota. I bagni sono, come &egrave; ovvio, privi di fognature, a meno che qualcuno non abbia provveduto a stendere e interrare un tre, quattro chilometri di tubi di scarico per portare i liquami gi&ugrave; a valle; interrare poi non sarebbe il verbo esatto; quello pi&ugrave; corretto sarebbe &quot;inrocciare&quot;, ammesso che esista&hellip; 
I liquami perci&ograve; vengono dispersi direttamente nella natura circostante; nessun problema serio di inquinamento, stiano tranquilli gli ambientalisti. Ma qualche altro problema s&igrave;, quello s&igrave;. Ad esempio, il fatto che i prodotti corporali vengano scaricati direttamente sul ghiacciaio sottostante, almeno tre o quattrocento metri sotto, risolve quasi completamente la questione &quot;odore&quot;, ma crea una assai poco simpatica striscia dall&rsquo;improbabile colore, che si snoda sinuosa e ben visibile sui candidi cristalli del ghiacciaio che, come &egrave; noto, si muove, lentissimamente, ma si muove.
Un altro aspetto problematico da non sottovalutare &egrave; il fatto che, per espletare le funzioni che producono quanto sopra descritto, &egrave; necessario accovacciarsi sopra ad uno di quegli arnesi chiamati &quot;turca&quot;, su uno strapiombo di tre o quattrocento metri, la distanza alla quale si trova, appunto, il ghiacciaio sottostante, il quale persino si intravede attraverso il foro prima di prendere posizione. Nessun rischio per la propria incolumit&agrave; personale, si intende. O per lo meno, nessuno derivante dal pericolo di cadute, ma&hellip;. Si pu&ograve; immaginare una folata di vento gelido, proveniente da un ghiacciaio gelido, che, risalendo su per un costone roccioso e gelido, si indirizzi vero il pavimento gelido, a strapiombo, di un rifugio, intrufolandosi gelido negli ampi tubi di scarico di una latrina gelida sopra la quale qualcuno &egrave; allegramente seduto e &hellip;.particolarmente indifeso? No? Beh, &egrave; facile da descrivere. E&rsquo; qualcosa di simile all&rsquo;effetto che procurerebbe bere &quot;a gargarozzo&quot; un iceberg di due tonnellate, il 15 di agosto a Cuba.
Dormire perci&ograve; non era stato facile, smaltire la cena nemmeno e, comunque, non erano state le sole cose difficili. In un modo o in un altro per&ograve;, verso le due di mattina - &quot;l&rsquo;ora che volge al disio e ai navicanti-blogger accende il modem&quot; - cento persone si stavano stiracchiando, stropicciando, sbadigliando, smaneggiando, spicconando e srotolando dentro allo stesso ambiente che fino a pochi minuti prima li aveva racchiusi distesi e stanchi. 
Si parte sempre presto per i ghiacciai, perch&eacute; le ore di buio e del primo pallido sole sono le pi&ugrave; sicure. Fino ad una certa ora del mattino il ghiaccio &egrave; solido, la neve compatta, i ramponi fanno solida presa anche su ripidi pendii permettendo di salire di quota molto in fretta. Ma dopo una certa ora, quando il sole estivo picchia diritto, anche le candide nevi e i ghiacci eterni diventano poltiglia in mezzo a cui i piedi affondano con una fatica immane e, soprattutto, i fragili ponti di neve che permettono di superare ampi crepacci diventano insidiose trappole mortali. 
Molti alpinisti sono periti cos&igrave;, rientrando dalle vette ad ore troppo tarde, resi euforici e incauti dalla brusca ricarica di ossigeno che arriva al cervello scendendo di quota molto in fretta, mentre la lenta salita l&rsquo;aveva abituato piano alla carenza. Euforia, allegria, neve marcia, ghiaccio fragile. Alcuni di loro il ghiaccio li restituir&agrave; solo fra chiss&agrave; quanti anni, gi&ugrave; in fondo&hellip;
Si parte presto per questo motivo, talmente presto che ancora il sole non &egrave; sorto, e cos&igrave; tocca accendere le torce e camminare con la pista rischiarata dalla flebile luce che esse producono. Ma non si &egrave; certo soli, e, specie nelle prime ore, quando ancora non si fanno sentire stanchezza e differente allenamento, e tutti i gruppi sono ancora molto vicini, lo spettacolo di un centinaio di flebili luci che si inerpicano in ordinata fila su per una invisibile montagna, contro un cielo scurissimo che una piccola falce di luna rischiara appena, &egrave; di quelli che segnano il cuore e la mente, e pure i ricordi, per sempre.
La salita era stata lunga, lenta e accorta. Faticosa, soprattutto, perch&eacute; salendo l&rsquo;ossigeno vien meno e ogni passo pesa sempre di pi&ugrave;. Una breve sosta era stato il massimo concesso al riposo, giusto il tempo per ammirare il sole spuntare dal profilo delle cime a est, al di sopra di una distesa di nuvole e dopo avere lentamente dipinto il cielo di ogni sfumatura cromatica possibile fra il blu scuro della notte e l&rsquo;arancione dell&rsquo;alba.
Poi, a un certo punto, il Lyskamm. Una delle poche vette che sembra non avere una cima su cui fermarsi, perch&eacute; le cime sono addirittura due, sottilissime, unite da una sorta di striscia bianca sospesa nel cielo, in bilico fra due cieli ugualmente intensi.
Uno spettacolo singolare e unico, che non avevo mai visto prima di allora, e neanche dopo, per la verit&agrave;, perch&eacute; una vertigine me lo avrebbe per sempre impedito. Quello mi bast&ograve;. 
E per le ore successive, quante neppure lo ricordo, tante quante furono necessarie per compiere il resto dell&rsquo;ascesa, la traversata e la discesa, fui costretto a pensare solo ad un paio di cose. 
La prima fu di non guardare n&eacute; a destra n&eacute; a sinistra. A destra una parete quasi verticale scendeva su un ghiacciaio lunghissimo, con un balzo di quasi due chilometri; a sinistra, il salto era pi&ugrave; lieve, appena sei-settecento metri&hellip; Avrei voluto non guardare in basso, ma non era possibile; non avrei visto dove mettevo i piedi, su quella striscia di ghiaccio e neve larga una trentina di centimetri. Cos&igrave; l&rsquo;unica scelta possibile era guardare in basso, ma solo diritto avanti a me per evitare gli enormi e vuoti spazi ai lati.
L&rsquo;altra fu di scordare tutto quello che avevo in testa a proposito del mio compagno di cordata; lo spaccone, lo sbruffone, il ragazzo che insidiava la mia preferita, quello che, in competizione con me, aspirava a strapparle un sorriso, un bacio, un s&igrave;. Anche se avessi voluto buttarlo di sotto, e l&rsquo;occasione sarebbe stata fantastica, avrei dovuto considerare che eravamo legati assieme, e questa era la nostra reciproca salvezza. Ci alternavamo le posizioni, perch&eacute; non calasse l&rsquo;attenzione di quello dei due che camminava dietro, l&rsquo;unico che potesse avere la possibilit&agrave; di salvare entrambi accorgendosi per tempo se il primo fosse scivolato, ma anche quello che avrebbe trascinato entrambi se fosse caduto lui per primo. Nel caso in cui uno dei due fosse caduto o scivolato verso uno dei dirupi, l&rsquo;altro avrebbe potuto salvare entrambi in un unico modo: buttandosi a sua volta dalla parte opposta. Il proprio peso avrebbe bilanciato quello dell&rsquo;altro e, una volta stabilizzata la posizione, entrambi avremmo potuto cercare di risalire, piano piano, ciascuno dalla propria parte, verso la cresta.
Grazie a Dio non mi fu dato di sperimentare quel genere di salvamento. E quando arrivammo al successivo rifugio, dall&rsquo;altra parte della montagna, il mio compagno di cordata e io ci abbracciamo stanchi, felici dell&rsquo;avventura e sostanzialmente indifferenti a qualsiasi&nbsp;diverbio potesse derivare dalla smorfiosa in questione. Avesse scelto chi le pareva, noi avevamo sperimentato qualcosa di misteriosamente potente e unico.
Quella montagna senza vetta, quel filo da equilibrista teso fra due vallate di ghiaccio, mi sembr&ograve; proposto, a chi lo affronta, per comprendere una verit&agrave; elementare: da soli non si vive. Da soli non si fa nulla. Perch&egrave; la vita, a differenza della montagna, non consente equilibrismi; si pu&ograve; solo cadere. E allora si pu&ograve; avere paura di un altro, si pu&ograve; provare ad odiare un altro perch&eacute; non ha di te l&rsquo;immagine che vorresti, si pu&ograve; desiderare di far scomparire un altro, lo si pu&ograve; amare solo per ci&ograve; che ci corrisponde, scartando il resto, e&nbsp;poi provare a convincersi che da soli si vive meglio, molto pi&ugrave; forti, magari confidando in Dio. Il fatto &egrave; che Dio &egrave; proprio l&igrave;, in quell&rsquo;altro. Ti propone di salvare un altro, salvando te, attraverso te, attraverso un altro.&nbsp;&nbsp;
In questo consiste quella parte di amore che pretendi e di cui non sei capace, che l'altro pretende e di cui non &egrave; capace: una corda penzolante, legata in vita a ciascuno dei due, apparentemente inutile,&nbsp;a volte persino&nbsp;fastidiosa all'incedere dei passi, ma pronta a tendersi tra l'uno e l'altro come un legame indissolubile e inscindibile, pronta a sorreggere entrambi a patto che&nbsp;lo si voglia e lo si chieda, per salvare la vita di un altro, fosse pure passando&nbsp;per l'egoismo di salvare la propria.&nbsp;&nbsp;
Se dovessi descrivere un matrimonio con una sola immagine, non avrei dubbi, sceglierei questa: il Lyskamm.</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/17703487/Chapter+21+-+Lyskamm#comment" >Commenti (2)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17703487%2FChapter%2B21%2B-%2BLyskamm" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=17703487" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17703487%2FChapter%2B21%2B-%2BLyskamm&title=Chapter+21+-+Lyskamm" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17703487%2FChapter%2B21%2B-%2BLyskamm&title=Chapter+21+-+Lyskamm" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17703487%2FChapter%2B21%2B-%2BLyskamm&title=Chapter+21+-+Lyskamm" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17703487%2FChapter%2B21%2B-%2BLyskamm&t=Chapter+21+-+Lyskamm" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17703487%2FChapter%2B21%2B-%2BLyskamm" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17703487%2FChapter%2B21%2B-%2BLyskamm&title=Chapter+21+-+Lyskamm" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 20 - Amici per Sempre]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/17048695/Chapter+20+-+Amici+per+Sempre" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/17048695/Chapter+20+-+Amici+per+Sempre</id>
    <published>2008-05-09T23:40:43+02:00</published>
    <updated>2008-05-09T23:40:43+02:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p><a title="Rosengarten" href="http://www.flickr.com/photos/82261075@N00/2267241582/"></a>
Carissima amica,
questa sera mi &egrave; successa una cosa strana e meravigliosa; meravigliosamente strana, nella sua normalit&agrave;. Passeggiavo per questa amena valle, nell'ora in cui il sole &egrave; gi&agrave; calato da un po'&nbsp;oltre le alte montagne che si snodano maestose tutto attorno ad essa, lasciandola in una penombra di luce tenue seppure tersa. A quest'ora si scorgono su in alto,&nbsp;nitidissimi, gli alpeggi e le malghe, i prati fra i boschi, i masi sempre abitati; sono ancora inondati dal sole che gli dedica la parte migliore del giorno e della sua luce, quel tono acceso e caldo di rosso e&nbsp;ocra, di oro e&nbsp;sabbia&nbsp;che arriva a colorare larici e abeti, pini e pecci, e le roccie di granito e basalto, arenaria e dolomia. Lo spettacolo lo conosci anche tu, cara amica, te l'ho descritto tante volte e tu pure a me, quando ti &egrave; capitato di assistere ad una delle sue tante&nbsp;rappresentazioni. Sai che non posso fare a meno di restare a guardarlo come fossi un bambino, passeggiando e ringraziandone Dio, ma non &egrave; questo che mi ha colpito oggi, o meglio non &egrave; questa la novit&agrave;.&nbsp;
La luce del tramonto un po'&nbsp; inganna, perch&egrave; si lascia guardare senza ferire gli occhi come fa quella del mezzogiorno; ma li colpisce, eccome, e quando li distogli da essa fatichi a vedere chiaro ci&ograve; che ti sta attorno; e se attorno hai una valle immersa nella penombra che, seppure&nbsp;rumorosamente,&nbsp; prepara&nbsp;lentamente il quotidiano riposo, hai come l'impressione che la notte sia scesa di colpo lasciandoti l&igrave; da solo, sul ciglio di un sentiero, ai bordi del fiume, al centro dell'universo.
Camminavo cos&igrave;, lentamente, distratto da pensieri sereni, cercando di riabituare la mia vista alla mutata scena, quando ho scorto un bagliore crescente, una sensazione diversa, persino difficile da descrivere nella sua semplicit&agrave;, come di una fonte di luce lontana, fari di auto, lampioni potenti o chiss&agrave; cos'altro che stesse progressivamente aumentando di intensit&agrave; rischiarandomi il cammino. Mi sono detto &quot;&egrave; impossibile, sono parecchio distante da case e strade, non pu&ograve; essere nulla di quello che sembra&quot;. Ma il bagliore cresceva continuamente, cominciando lentamente a farmi distinguere&nbsp; in modo sempre&nbsp;pi&ugrave;&nbsp;netto il facile sentiero davanti a me, fino a quel momento solo intuito. Non riuscivo a capire, e ho continuato per qualche minuto a camminare pensando a quale inatteso evento mi si stesse svelando,&nbsp;poi mi sono voltato ed ho arrestato il passo, fermandomi a guardare la scena.&nbsp;
Le alte e&nbsp;maestose&nbsp;montagne che chiudono la valle a nord est, ancora bianche di neve,&nbsp;stavano riflettendo&nbsp;la luce del tramonto&nbsp;lungo tutta la valle ora che, nel suo girare, il sole aveva cambiato di angolazione: una luce tenue, riverbero di cristalli lontani chilometri, ma sufficiente a destare la valle di una vivida impressione, contorni nitidi dove pochi attimi prima erano offuscati, colori vivaci dove prima si stavano smorzando nella notte incombente.
E' durato poco, forse qualche minuto, un'eternit&agrave; nei miei pensieri.
Ho pensato a te, cara amica. 
Ho pensato alle tue veglie insonni passate&nbsp;a placare affettuosa e stanca&nbsp;il pianto dei&nbsp;figli; ho pensato al tuo sorriso radioso, ai tuoi occhi dentro ai quali ho visto brillare la scintilla di una nuova vita, alla promessa di eternit&agrave; che si perpetua nei nostri figli; ho pensato alla tua vita, a quanto bella mi sembri ora, in questa luce al tramonto, in questa sera in ascolto, in attesa di&nbsp;tutto quello che ancora hai da dirmi, e confidando che non finisca mai.
E riascolto la tua voce soave, mentre raggiunge le vette pi&ugrave; alte, lass&ugrave; oltre la luce del tramonto, oltre i prati e i boschi, oltre le rocce e le nevi. La ascolto commosso mentre confonde la sua melodia con un'altra voce, simile ma diversa, tua ma non tua, creando un'armonia di pace come se il mondo,&nbsp;sul foglio bianco di un bambino, si riempisse piano piano di alberi, montagne, prati, fiumi, cielo, stelle, case ed infine persone. 
Cos&igrave; non mi sorprendo nemmeno di scorgere i tuoi capelli al vento, appoggiata ad un albero improbabile per queste latitudini, stagliato&nbsp;contro il cielo azzurro. Il tuo&nbsp;sguardo profondo e tormentato &egrave; rivolto lontano, verso luoghi che non conosco, che solo tu puoi vedere, ma che&nbsp;riempiono di attesa anche il mio sguardo.
Chiss&agrave; se ti rendi conto, amica cara, di quanto sei riuscita a leggere dentro al mio cuore, coi tuoi occhi profondi, cos&igrave; simili ai miei? Chiss&agrave; come potr&ograve; ricompensare il bene che mi fai? Chiss&agrave; com'era la mia vita prima di incontrarti?
A volte ti cerco, ti chiamo al telefono,&nbsp;desidero solo sentire la tua voce profonda e rassicurante. Nulla di pi&ugrave;, solo questo. Mi basta questo per sentirmi meglio, come&nbsp;oggi mi &egrave;&nbsp;bastato questo spettacolo per sentirmi felice.
E&nbsp;ripenso alle nostre serate&nbsp;interminabili, alle corse&nbsp;su treni&nbsp;deserti verso una citt&agrave; assonnata, meravigliosa nella&nbsp;sua quiete notturna, e alle ore passate su gloriose scalinate&nbsp;a parlare di amici, del mondo, della vita, di Dio; oggi la stessa prodiga citt&agrave; mi offre ancora il suo splendore, lo stupore di te, amica nuova eppure da sempre conosciuta, per la quale ogni parola&nbsp;sembra portare con leggerezza e&nbsp;gioia il ponderoso fardello di confidenze profondissime.
Domani ritorner&ograve; di nuovo nella mia citt&agrave;, e non potr&ograve; fare a meno di pensare a quegli angoli di essa di cui&nbsp;mai mi ero&nbsp;accorto, che ritenevo inutili e vuoti, e che il tuo sguardo ha invece riempito di luce e mistero.
Adesso che ci penso, cara amica, sento che devo chiederti scusa. Ti ho chiamata moglie, madre, figlia, sorella, sposa, amica di ieri e di oggi, ma non sono riuscito ancora a pronunciare il tuo nome: lo far&ograve; ora, salutandoti, adorata Bellezza.
Non chiedo altro alla vita che di poterti per sempre conoscere e riscoprire come il&nbsp;segno che sei, indelebile, della presenza di Cristo accanto a me. Se non ci potessi riconoscere ed amare Cristo, nessuna amicizia avrebbe senso.</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/17048695/Chapter+20+-+Amici+per+Sempre#comment" >Commenti (18)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17048695%2FChapter%2B20%2B-%2BAmici%2Bper%2BSempre" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=17048695" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17048695%2FChapter%2B20%2B-%2BAmici%2Bper%2BSempre&title=Chapter+20+-+Amici+per+Sempre" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17048695%2FChapter%2B20%2B-%2BAmici%2Bper%2BSempre&title=Chapter+20+-+Amici+per+Sempre" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17048695%2FChapter%2B20%2B-%2BAmici%2Bper%2BSempre&title=Chapter+20+-+Amici+per+Sempre" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17048695%2FChapter%2B20%2B-%2BAmici%2Bper%2BSempre&t=Chapter+20+-+Amici+per+Sempre" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17048695%2FChapter%2B20%2B-%2BAmici%2Bper%2BSempre" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F17048695%2FChapter%2B20%2B-%2BAmici%2Bper%2BSempre&title=Chapter+20+-+Amici+per+Sempre" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 19 - dal Diario di un Romagnolo (1, 21-03)]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/16431011/Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/16431011/Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+</id>
    <published>2008-03-21T16:06:34+01:00</published>
    <updated>2008-03-21T16:06:34+01:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p><a title="non è briscola - Pupanna" href="http://www.flickr.com/photos/82261075@N00/2267241582/"></a>
&nbsp;foto per gentile concessione di <a href="http://pupanna.blogspot.com">pupanna</a>
tutte le foto di pupanna sono visibili nel suo <a href="http://www.flickr.com/photos/60841173@N00/">spazio</a> su flickr
In quei giorni si festeggiava il Triduo pasquale, e il gruppo di compagni di cammino si ritrov&ograve; assieme come in tante altre occasioni. Nessuno di loro aveva&nbsp;la pi&ugrave; pallida idea di cosa fosse un Triduo, ma pareva che facesse una gran bella figura metterlo qua e l&agrave; nelle conversazioni con le ragazze, specie con quelle di chiesa. 
Gisto, l'invornito del gruppo, una volta si era fatto trovare fuori dalla messa e si&nbsp;era rivolto&nbsp;a ciascuna ragazza che usciva&nbsp;con un roboante &quot;D&igrave; un po', bella, vieni con me che andiamo a&nbsp;fare un bel triduo insieme!! &quot;. Le pi&ugrave; inibite, colta l'evidente allusione, pur con gli occhi bassi non avevano esitato a mandarlo a cagare. Le pi&ugrave; sveglie, invece, si erano fatte una grassa e sonora risata, prima ovviamente di mandarlo a cagare allo stesso modo delle altre.
Trovatisi quel giorno ancora una volta assieme nel luogo a loro pi&ugrave; caro, uno di loro disse:
&quot;Maestro, parlaci ancora della Creazione!&quot;
&quot;E sia!&quot; acconsent&igrave; il Maestro. &quot;All'inizio non c'era niente, e allora Dio si girava e rigirava tutto il giorno e non sapeva come fare ad arrivare a sera....&quot; attacc&ograve; il Maestro, ma quasi subito si dovette fermare
&quot;Maestro - lo interruppe Gisto - ma se non c'era niente, come faceva esserci Dio?&quot;
&quot;Ascolta Gisto, - replic&ograve; il Maestro - non cominciare a stracciare i maroni. Io la storia la conosco cos&igrave;. Se a te non ti piace,&nbsp;vai in edicola a&nbsp;comprare Focus e te la leggi l&igrave;&quot;
&quot;Ti prego, Maestro, continua, non ascoltare qull'invornito&quot; lo esortarono gli altri.
&quot;Insomma Dio and&ograve; gi&ugrave; in cantina a prendere il blachedecher e una scatola di chiodi, un po' di legno, di tela, le molle del divano vecchio e delle cianfrusaglie che aveva l&igrave; in giro, e si mise a fare un po' di roba cos&igrave; come gli veniva: fece il cielo, le nuvole, la terra, il mare, i fiori, i pesci, gli animali, le piante, l'uomo e la donna. La donna ovviamente lo fece incazzare subito e allora Dio per dispetto fece anche le mosche e le zanzare.
Poi fece le stelle, i pianeti, le autostrade e i bagnini, le ciabatte e i costumi da bagno, il vento e la pioggia. E vide che tutto ci&ograve; era buono. Molto buono. Anche troppo buono.
Si accorse anche che aveva fatto una fatica bestiale. Allora decise di prendersi un giorno di ferie e di riposarsi per benino: si mise al calduccio sotto le coperte e spense la luce, ma proprio quando stava per addormentarsi, lo colse un pensiero fulminante - ma non si annoieranno un po' con tutta sta bont&agrave;? mi voglion tutti bene, c'han sempre un sacco di preghiere, di ringraziamenti, di attenzioni per me, ma quanto dureranno? bisogna escogitare qualcosa - E fu cos&igrave; che gli venne in mente una idea geniale: una razza nuova, uomini e donne speciali, scelti, eletti, originali, divertenti, spiritosi e simpatici. E cos&igrave; si rimise al lavoro. Ma era stanco, molto stanco, e cos&igrave; l'ultima opera non gli riusc&igrave; proprio bene come avrebbe voluto: era nato il romagnolo.&quot;
&quot;Maestro, ci hanno sempre detto di rispettare il sabato, ma in questo giorno in cui si celebra la morte in croce, &egrave; lecito andare a fare un giro in bicicletta?&quot; gli chiese uno di loro.
&quot;In verit&agrave; vi dico che oggi &egrave; venerd&igrave; quindi non capisco la domanda, e poi se non sbaglio la Via Crucis &egrave; alla sera e se in bicletta ci vai alla mattina non vedo dove sta il problema. E poi se lavori tutte le settimane a quattrocento chilometri da casa credo proprio che ti si possa permettere una distrazione, oggi che sei in vacanza. Al massimo, se proprio c'hai degli scrupoli, ti suggerisco di andare a fare il <a href="http://www.ciclismodaltritempi.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=137&amp;Itemid=40">Barbotto</a>, cos&igrave; almeno ti sembrer&agrave; di condividere un po'&nbsp;di Calvario....&quot;
&quot;Maestro, oggi Gisto si &egrave; mangiato una braciola da mezzo chilo. E' vero che cos&igrave; va all'inferno?&quot;
&quot;In verit&agrave; vi dico, non di sole braciole si ciba un invornito, ma di ogni sciocchezza che esce in edicola; &egrave; proprio per questo che le cose non gli entrano in testa neanche con l'imbuto. Ma voi siete i miei prediletti e a voi dico - oggi si mangia solo pesce, anzi vi consiglio&nbsp; il fritto misto della Scogliera, che se ci andiamo tutti quanti insieme&nbsp;magari ci offrono anche il caff&egrave; e l'ammazzacaff&egrave;&quot;.
&quot;Maestro,&nbsp;&egrave; lecito, nella giornata di oggi, avere pensieri impuri?&quot;
&quot;Certo che no! Ma in verit&agrave;, in verit&agrave;&nbsp;vi dico,&nbsp;voi siete&nbsp;romagnoli, e i romagnoli son divisi in due categorie: c'&egrave; la categoria di quelli che ce l'hanno a morte coi preti, che pregano a suon di bestemmie e poi per&ograve; vanno di nascosto ad accendere un cero in chiesa quando i figli escono per andare a ballare, e poi c'&egrave; l'altra categoria,&nbsp;quelli santi e devoti che ogni mattina rivolgono a Dio preghiere caste e pie per i loro familiari e le persone care, nonch&egrave; qualche altra preghiera un po' meno pia e un po' meno casta riguardo alla loro vita affettiva....&quot;
&quot;Maestro, non capisco. Ma sei sicuro che queste cose vengono da Dio?&quot;
&quot;In verit&agrave; vi dico, che cacchio ne so io? Mi fai domande e io, che ti voglio bene, ti rispondo. Vuoi avere anche l'imprimatur? E pure il bollino blu, magari? Comunque &egrave; normale che non capisca, sei un testone!&nbsp;Quindi te lo dir&ograve; con una parabola.&quot;
Quel giorno il buon romagnolo si svegli&ograve; e, come ogni mattina di quelle passate nella propria casa, and&ograve; a dare un bacio ai figli che ancora dormivano. Quindi&nbsp;recit&ograve; velocemente le proprie preghiere, ringraziando Dio per il dono di una bella famiglia,&nbsp;chiedendo intercessioni per s&egrave;, per i propri cari e per i propri amici, &nbsp;nonch&egrave; facendo qualche lieve accenno a piccoli e non facilmente confessabili desideri... Sfortunamente per quella mattina la moglie era gi&agrave; uscita prima di lui, cos&igrave; dovette posticipare la &quot;richiesta&quot;&nbsp;almeno al dopocena. 
Diede una occhiata fuori e vide un sole pallido, ma caldo, alto sopra l'orizzonte, il che significava mantenere le promesse, inforcare la bici e andare. Lo fece e si diresse verso le colline,&nbsp;quando&nbsp;malauguratamente decise di affrontare una delle salite pi&ugrave; terribili del circondario. A met&agrave; della stessa il buon romagnolo aveva gi&agrave; ampiamente ipotecato ogni millimetro quadrato di paradiso che si era faticosamente guadagnato con anni di devozione; ma, per sua fortuna, ad un certo punto anche le salite finiscono e cominciano le discese. 
Per chi decide di andarsene da solo, in compagnia dei propri pensieri, a passare in bici&nbsp;un po' del&nbsp;proprio tempo, c'&egrave; una sola&nbsp;cosa pi&ugrave; temibile della fatica: sono gli scassamaroni. Cos&igrave; quando il buon romagnolo, all'uscita da un tornante, vide in lontananza un gruppetto di persone a lato della strada, bici a terra, si disse: &quot;Ahia, odore di guai! Speriamo che non.....&quot; Non fece in tempo a finire il pensiero che una figura si stacco dal gruppetto, alzando un braccio per chiedere aiuto. &quot;Porca paletta&quot; penso il buon romagnolo &quot;che cacchio vogliono?&quot; Ma mentre si avvicinava si accorse di qualcosa che lo fece ricredere: &quot;Ehil&agrave;, vuoi vedere che qualche mia preghierina &egrave; stata ascoltata!&quot;
Il gruppetto era composto da tre splendide fanciulle, una bionda, una mora e una rossa, affusolate atlete strette nelle loro divise attillate e variopinte, in difficolt&agrave; per una foratura.
Nel breve volgere di un nanosecondo il buon romagnolo cominci&ograve; ad elaborare una strategia offensiva. &quot;Benebenesonosicuramentestranieredireitedeschequindisonoinvacanzadasolequiinriviera; oralesiaiutapoisirientraconloroprimadimezzogiornosiamoinpianurasostaunaperitivoouncaff&egrave;, staserahappyhouralloSloppypoiovviamentedopolaViaCrucisciscappasicuramenteunacapatinaaRiccioneindiscoteca&quot;.
Ma non di preghiere esaudite si trattava, evidentemente,&nbsp;piuttosto dell'opera di qualche altra entit&agrave; che aveva provveduto a piazzare sulla strada del buon romagnolo tre splendide pentole, dimenticandone&nbsp;come da manuale&nbsp;i coperchi.... Le tre graziose fanciulle non erano affatto straniere, bens&igrave; romagnolissime e perci&ograve; abbondantamente allenate ad ogni tipo di tamarro, dal brusco-con-garbo al sofisticato-pop. 
&quot;La Roberta qui ha forato. Non &egrave; che ci puoi dare una mano?&quot;
&quot;Mo' ceeeerto che vi do una mano! Anche due!&quot; - il romagnolo &egrave; sborone per diritto feudale. 
E gi&agrave; che ci sono vi sistemo anche il cambio e&nbsp;il manubrio, poi&nbsp;vi d&ograve; una controllata alle ruote e a tutta la carrosscieria, opsional inclusi - pens&ograve; il buon romagnolo.
Ma la <a href="http://baruliamo.splinder.com/">donna romagnola</a> &egrave;&nbsp;geneticamente attrezzata per uomini cos&igrave;, tanto &egrave; vero che, a dispetto di libri&nbsp;ben conosciuti, non &egrave; ancora ben chiaro se sia&nbsp;lei ad essere stata generata dalla costola dell'uomo romagnolo, o se invece non sia stato&nbsp;l'uomo a scaturire da un ceffone della donna. Una delle caratteristiche predominanti delle&nbsp;femmine romagnole &egrave; una carenza affettiva non inferiore a quella degli omologhi maschi, ma perlomeno corredata da un senso pratico e da un sarcasmo terribilmente superiori.
Il buon romagnolo si mise baldanzoso all'opera&nbsp;ed armeggi&ograve; per qualche minuto sotto l'occhio vigile e attento delle tre, che intanto erano passate dai ringraziamenti sfrenati del tipo &quot;c'&egrave; un cespuglio l&agrave;, ti prego fatti ringraziare come meriti&quot;, a caute domande del tipo &quot;ma sei sicuro di sapere come si fa?&quot;.
Ad un certo punto una delle tre propruppe tutto il suo spirito romagnolo, caustico,&nbsp;sarcastico e tremendamente pratico: &quot;Senti un po', lascia fare a me, che son figlia di un ciclista e mio marito c'ha un negozio di bici da corsa&quot;.
La parabola finisce qui; vi lascio con una domanda la cui risposta&nbsp;costituisce il senso che ciascuno di voi ne pu&ograve; ricavare. 
Avrebbe dovuto, il buon romagnolo,&nbsp;assecondare quel&nbsp;chiaro ed evidente tentativo di approccio da parte di tre disinibite fanciulle perfettamente in grado non solo di cambiarsi una gomma, ma pure di smontare la bici pezzo per pezzo e rimontarla in otto secondi? oppure avrebbe dovuto rialzare lentamente la testa e, guardandole&nbsp;attraverso i raggi delle ruote sussurare loro un acidissimo &quot;andate a cagare! se siete capaci da sole, che cacchio volete da me?&quot;
&quot;Maestro, non c'ho capito ancora niente&quot;
&quot;Ascolta, invornito, adesso te lo spiego ancora pi&ugrave; chiaramente: se io esco di cinque a briscola e chiedo il busso, tu&nbsp;mi devi dare il due. Hai capito, zuccone? Mi devi dare il due! il DUE, non il quattro!!! 
E te, Ernesto, &egrave; mai possibile che in 'sto cazzo di bar non c'hai neanche un po' di patatine da servire collaperol?&quot;
[end Chapt 19]
&nbsp;</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/16431011/Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+#comment" >Commenti (22)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16431011%2FChapter%2B19%2B-%2Bdal%2BDiario%2Bdi%2Bun%2B" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=16431011" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16431011%2FChapter%2B19%2B-%2Bdal%2BDiario%2Bdi%2Bun%2B&title=Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+Romagnolo+%281%2C+21-03%29" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16431011%2FChapter%2B19%2B-%2Bdal%2BDiario%2Bdi%2Bun%2B&title=Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+Romagnolo+%281%2C+21-03%29" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16431011%2FChapter%2B19%2B-%2Bdal%2BDiario%2Bdi%2Bun%2B&title=Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+Romagnolo+%281%2C+21-03%29" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16431011%2FChapter%2B19%2B-%2Bdal%2BDiario%2Bdi%2Bun%2B&t=Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+Romagnolo+%281%2C+21-03%29" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16431011%2FChapter%2B19%2B-%2Bdal%2BDiario%2Bdi%2Bun%2B" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16431011%2FChapter%2B19%2B-%2Bdal%2BDiario%2Bdi%2Bun%2B&title=Chapter+19+-+dal+Diario+di+un+Romagnolo+%281%2C+21-03%29" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[epitombola....]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/16201961/epitombola...." />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/16201961/epitombola....</id>
    <published>2008-03-04T17:53:14+01:00</published>
    <updated>2008-03-04T17:53:14+01:00</updated>
    <author>
      <name>g2r</name>
      <uri>http://19631993.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p>noi qua si fa quaresima come di l&agrave;
- se avvertite puzza di gas.... vuol dire che non avete ancora acceso un fiammifero
- ritorno dopo pasqua
- fate quello che volete, a me lasciatemi fare quello che dovrei. io me la cavo (e poi me la rimetto)
...non&nbsp;avete capito nulla? tranquilli, nemmeno io....</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/g2r" >g2r</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/16201961/epitombola....#comment" >Commenti (6)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16201961%2Fepitombola...." title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=16201961" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16201961%2Fepitombola....&title=epitombola...." title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16201961%2Fepitombola....&title=epitombola...." title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16201961%2Fepitombola....&title=epitombola...." title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16201961%2Fepitombola....&t=epitombola...." title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16201961%2Fepitombola...." title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16201961%2Fepitombola....&title=epitombola...." title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 18 - Umidità]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/16159940/Chapter+18+-+Umidit%C3%A0" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/16159940/Chapter+18+-+Umidit%C3%A0</id>
    <published>2008-03-01T15:18:34+01:00</published>
    <updated>2008-03-01T15:18:34+01:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p>Il freddo lo conosci.
E il deserto.
Abitano da tanto tempo la tua casa.
Abitano le pareti, le mensole, i cassetti, le vetrine, il tuo letto.
Si sono insediati silenziosi tra le cornici d'argento di vecchie foto ed una collezione di fumetti, tra soldatini di piombo e vecchi libri di scuola.
Non hanno dovuto spostare nulla; si sono trovati un posto comodo in mezzo al resto, e se ne stanno l&igrave; silenziosi e quieti.
Il sole lo conosci.
E l'amore.
Abitano curiosi la tua casa.
Abitano le camere, gli armadi, i grembiuli, le scatole, gli zaini.
Sono arrivati chiassosi, ornati da fiocchi vistosi ed aureole di luce, pieni di senso e ricolmi di domande.
Ma hanno buttato all'aria tutto; per fargli posto hai dovuto mettere in soffitta tutto il resto, pensando di ritrovarlo un giorno.
Il male lo conosci.
E l'errore.
Abitano da sempre la tua casa.
Abitano gli indumenti, gli sguardi, la veglia, il sonno, il riposo.
Si sono appartati maliziosi, nascosti assopiti tra gesti quotidiani e slanci improvvisi, tra abitudine ed estro, tra nebbia e lampi.
Hanno insidiato ogni cosa; per sfuggirgli hai sognato la pace, sognando di non doverti mai risvegliare.
Ma il freddo lo conosci.
E il deserto pure.
Molte volte hai aperto quell'uscio, la porta di casa, e sei uscito a scaldarti.
Nel cerchio attorno al fuoco c'era solo un posto libero, uno solo.
Dentro all'uscio richiuso una dimora gelida. E tu di qua.
Ma il sole lo conosci.
E l'amore pure.
Ogni volta che rientri a quell'uscio, la porta di casa, ogni domanda si riaffaccia, insieme al senso di gelo sciolto attorno a loro.
Nel raggio attorno a quell'aureola non c'&egrave; un solo angolo oscuro, neppure uno solo.
Fuori dall'uscio giardini fioriti. Ma tu dentro.
Ma il male lo conosci.
E l'errore pure.
Fuori e dentro quell'uscio, la porta di casa, stanno immobili ad attendere.
Nella sfera attorno a te non c'&egrave; spazio, non un solo attimo di libert&agrave;, nemmeno uno.
Sull'uscio ti aspettano, che entri o che esca. E tu?
Il bene non esiste. Esisti solo tu.
Il bene lo conosci.
E la vita.
Corrono insieme nella via di fianco alla tua, in vortici di vento e polvere.
Gettano sassi di qua, sulla tua strada, e lasciano orme che segui da qui.
Si sono rivelati mille volte, fra sorrisi ed ardori che ancora riscaldano.
Il lampo lo conosci.
E la sua luce.
Saettano insieme nel cielo sopra al tuo, secondi prima di scatenare rombo e spavento.
Fanno brillare i contorni delle nuvole di qua, nel cielo sotto al loro, e lasciano scie che vedi da qui.
Ti hanno rischiarato mille volte, fra brividi e rumori che ancora rimbombano.
La musica la conosci.
E pure il suono.
Si amano insieme nella stanza di fianco alla tua, in spirali di melodie e stupore.
Rimandano note di qua, nella tua stanza, e lasciano una malinconia sottile, languida, che ti prende anche qui.
Ti hanno rincuorato mille volte, tra armonici ed accordi che ancora risuonano.
Ma il bene lo conosci.
E la vita pure.
Hai bevuto di entrambi alla fonte pi&ugrave; fresca.
Hai goduto per sempre alla festa pi&ugrave; allegra.
Hai scoperto di entrambi la gioia pi&ugrave; vera.
Ma il lampo lo conosci.
E la sua luce pure.
Hai visto di entrambi la forza potente.
Hai sciolto per sempre quella paura incombente.
Hai scorto di entrambi lo splendore lucente
Ma la musica la conosci.
E il suono pure.
Hai appreso di entrambi la forza struggente.
Hai ascoltato per sempre la loro grazia sognante.
Hai conosciuto di entrambi la bellezza fulgente.
Il male non esiste. Esiste solo la mia assenza.
Ricordi il tuo viaggio?
C'era un amico, distante nel tempo, che ti aveva avvertito,
una mezza verit&agrave;, la sua parte femmina, aveva scorto l'intero ord&igrave;to.
C'era una ragazza splendente, allora come quella di ora, il cui sorriso abbracciava il creato,
ed il suo cuore inquieto, oggi come quella di allora, a&nbsp;fuggire per un gesto sbagliato.
C'era una donna, fluente di nobilt&agrave; e peccati, a rammentarti il rancore,
ed una storia sempre uguale, la passione preludio ad un grande dolore.
C'era un gesto da compiere, un solco da tracciare, una scelta da fare,
ed un padre pronto ad accoglierla e ad ogni sbaglio perdonare.
C'era un fratello, scortese e scostante, a darti sul volto schiaffi brucianti, 
ed un giovane ricco, indeciso e distante, ad esitare nei momenti importanti.
C'era una madre, al coraggio negata, che persino Dio si spinse a sfidare,
per una vita non sua, ma che a lei era data da procreare.
C'era un uomo sconvolto, davanti alla morte di una figlia che neppure conosceva,
che nei volti commossi ed amici distinse il volto della pace che lo chiamava.
C'era una banda di amici, chiamati altrove ai confini del mondo,
attraversando frontiere, paesi e barriere, solo per un girotondo.
C'era un ragazzo che in quel mondo lontano si chiese, appoggiato ad un vetro, 
quanto fosse vicino il suo mondo, mentre la vita scorreva l&agrave; dietro.
C'erano due amici sinceri, legati per sempre da una promessa remota,
ed una festa di gente ad applaudire l'artista, o forse il pilota.
C'era una donna sognante, e una canzone da stringersi al cuore per i giorni di nebbia,
per le notti di veglia, le giornate pi&ugrave; grigie, per scansare la rabbia.
C'era un tempo minuscolo, una risposta ossessiva,
per far capire ad un bimbo quanto la vita sia viva.
C'era una foglia smaniosa, una domanda di libert&agrave; sospesa,
che dovette cadere nel fango per soddisfare la sua sete curiosa.
C'era un sogno ricorrente, un incubo allucinante,
la sensazione che niente possa scampare ad un eterno agghiacciante.
C'era una amica sperduta, rimpianto e ricordo di un cuore straziato,
ed un marito costretto a tornare per capire dove il suo viaggio fosse iniziato.
C'era un senso preciso nascosto in un lampo d'argento,
che non hai colto e hai lasciato sfuggire in un soffio di vento.
C'era un bimbo, trepidante e felice, diretto verso un mondo di vita,
e suo padre, solerte e deciso, a sorreggerlo nella sua prima caduta.
C'era una bimba, presente di luce, nascosta nel ventre,
a rimandare a un futuro, alla vita, pi&ugrave; oltre.
C'era infine una storia, una scelta affrettata,
e una domanda rabbiosa per una risposta negata.&nbsp;
E adesso? Dove mi porti?</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/16159940/Chapter+18+-+Umidit%C3%A0#comment" >Commenti (6)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16159940%2FChapter%2B18%2B-%2BUmidit%25C3%25A0" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=16159940" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16159940%2FChapter%2B18%2B-%2BUmidit%25C3%25A0&title=Chapter+18+-+Umidit%C3%A0" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16159940%2FChapter%2B18%2B-%2BUmidit%25C3%25A0&title=Chapter+18+-+Umidit%C3%A0" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16159940%2FChapter%2B18%2B-%2BUmidit%25C3%25A0&title=Chapter+18+-+Umidit%C3%A0" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16159940%2FChapter%2B18%2B-%2BUmidit%25C3%25A0&t=Chapter+18+-+Umidit%C3%A0" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16159940%2FChapter%2B18%2B-%2BUmidit%25C3%25A0" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16159940%2FChapter%2B18%2B-%2BUmidit%25C3%25A0&title=Chapter+18+-+Umidit%C3%A0" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 17 - Il viaggio]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/16094352/Chapter+17+-+Il+viaggio" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/16094352/Chapter+17+-+Il+viaggio</id>
    <published>2008-02-25T20:00:14+01:00</published>
    <updated>2008-02-25T20:00:14+01:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p><a title="Fiori - Pupanna" href="http://www.flickr.com/photos/82261075@N00/2267241582/"></a>
&nbsp;foto per gentile concessione di <a href="http://pupanna.blogspot.com">pupanna</a>
tutte le foto di pupanna sono visibili nel suo <a href="http://www.flickr.com/photos/60841173@N00/">spazio</a> su flickr
Eravamo partiti per un viaggio di conoscenza. 
Eravamo saliti su un aereo diretto lontano, arrivato da non si sa bene dove. Avevamo preparato valigie leggere, pochi effetti e un mare di curiosit&agrave;. Avremmo lasciato pure quelle, se avessimo saputo a cosa andavamo incontro. Avevamo disdetto appuntamenti, lasciato appartamenti, abbandonato impieghi, salutato amici.
Ed eravamo corsi veloci verso un destino ignoto ed amico, in anticipo sul tempo. 
E nulla ci sembrava cos&igrave; vicino come la speranza di una vita felice, niente ci sembrava pi&ugrave; facile che contare su noi stessi. Non eravamo neanche giovani e neppure&nbsp;adolescenti. 
Ma eravamo una corda tesa, una pelle di tamburo riscaldata dal sole, eravamo pioggia e vento e sale e luci nel buio. 
Come l&rsquo;arrivo notturno in una grande citt&agrave;: un bagliore diffuso e indistinto che lentamente si accende di luci via via pi&ugrave; splendenti, prima disposte in sparpagliate file poi mutando in geometrie curiose, e infine rivelando palazzi, case, camere, auto, lampioni, gente. E quando il rombo dei motori sembra svanire, d&rsquo;improvviso un pezzetto di buio invade l&rsquo;obl&ograve; prima di sentire il tonfo delle ruote sulla pista.
Eravamo sorpresa e rossore, desiderio e tremore.
Eravamo un fuoco sottile, caldo e accogliente, pronto a divampare nel petto all&rsquo;arsura di un cielo tropicale, in una notte rovente. 
Eravamo gelo all&rsquo;addiaccio, i sensi smarriti in bicchieri di vodka con ghiaccio.
Eravamo un risveglio tardivo, letti disfatti e camere spoglie. Eravamo giorno, attesa, corsa, fame e rabbia. E mentre l&rsquo;inverno pareva lontano come la citt&agrave; che avevamo lasciato, scoprivamo di essere diventati grandi senza avere ancora conosciuto nulla.
&nbsp;
Un viaggio inutile. Una corsa verso il niente. Un respiro affaticato da gradini di fango.
E cos&igrave; ci inventammo la nebbia. Diventammo nuvole grevi e gelide nelle mattine di inverno; auto sporche che rombavano veloci verso il buio dell&rsquo;anima, verso il freddo dell&rsquo;alba. 
Diventammo cicche di sigarette spente rabbiosamente fuori dai motel, marmitte fumanti in mezzo al rumore di camion lontani, parole sempre uguali sussurrate tra nuvole di fumo e sciarpe arrotolate. 
Cercavamo camere accoglienti e femmine compiacenti, saluti affrettati e indumenti gettati; docce bollenti e lenzuola pulite, ruvidi accappatoi e posacenere sui comodini. 
Vite veloci, giorni senza domande, serate senza risposte, notti senza sogni.
Come la partenza all&rsquo;alba da una grande citt&agrave;: i vagoni che sussultano sferragliando, la banchina che si allontana, il tremore che si diffonde alle porte, ai sedili, alle mani, al libro, e mentre lo sguardo si sfianca contro il finestrino appannato&nbsp;piano piano&nbsp;compare la periferia, lo sterco sui binari, le baracche, i rifiuti, la gente. E quando il crepitare dei binari sembra sovrastare lo squallore,&nbsp;d'improvviso ecco che&nbsp;il giorno scompare dentro al gelo di una galleria.
Diventammo grigio e vapore, sonno e torpore.
Diventammo fogli di giornale sollevati dall&rsquo;onda del treno, fluttuanti per secondi interminabili prima di essere di nuovo sospinti in alto, poi in basso, volando strappati, laceri, sporchi. 
Lettere indistinte nell&rsquo;aria. Illeggibili, inutili.
E mentre l&rsquo;estate pareva distante come l&rsquo;amore che avevamo cercato, scoprivamo di essere diventati uomini senza avere ancora conosciuto nulla.
&nbsp;
Cosa scegliemmo di fare? Quale voce ci spinse a desiderare il riposo? Quale ci spinse a posare i bagagli? Quale letto scegliemmo di adornare con lenzuola di seta? E su quale invece posammo una sposa radiosa? 
Quale viaggio ci port&ograve; cos&igrave; lontano da non desiderare un ritorno? E quale ci spinse a credere di dormire finalmente sonni tranquilli? Quale notte ci sembr&ograve; cos&igrave; lunga? E quale invece passammo sospesi come un&rsquo;aurora boreale, come un tempo mai uguale?
Ci sembr&ograve; un&rsquo;attesa senza orario, una missiva senza destinatario.
Ci parve un viale senza luci, un giardino senza voci.
E nello scorrere di un fiume torbido, invano cercammo ciottoli da gettare, rumori da ascoltare, gemme da scoprire, solchi da riempire. 
Ci apparve tutto pi&ugrave; lontano, nulla pi&ugrave; a portata di mano.
Ci apparve un sogno senza risveglio, e mentre alzando lo sguardo cercavamo stelle brillanti, sentivamo solo echi di rancori profondi, distanti.
Come un punto tra due destinazioni, come un ponte sospeso sul vuoto senza protezioni; come il viaggio che avevamo intrapreso, a met&agrave; del quale ci&nbsp;eravamo riscoperti&nbsp;soli e disperati, stanchi e affamati. 
Una scelta sbagliata, una risposta non data. 
Una domanda mai posta, per non correre il rischio di sapere quanto costa&hellip;
&nbsp;
...viaggiare, correre, mutare, cercare, sbagliare, amare, desiderare, spendere, gettare, tornare, entrare, guardare, sognare, credere. ...sperare. ...vivere. 



[end chapter 17]



</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/16094352/Chapter+17+-+Il+viaggio#comment" >Commenti (2)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16094352%2FChapter%2B17%2B-%2BIl%2Bviaggio" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=16094352" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16094352%2FChapter%2B17%2B-%2BIl%2Bviaggio&title=Chapter+17+-+Il+viaggio" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16094352%2FChapter%2B17%2B-%2BIl%2Bviaggio&title=Chapter+17+-+Il+viaggio" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16094352%2FChapter%2B17%2B-%2BIl%2Bviaggio&title=Chapter+17+-+Il+viaggio" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16094352%2FChapter%2B17%2B-%2BIl%2Bviaggio&t=Chapter+17+-+Il+viaggio" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16094352%2FChapter%2B17%2B-%2BIl%2Bviaggio" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F16094352%2FChapter%2B17%2B-%2BIl%2Bviaggio&title=Chapter+17+-+Il+viaggio" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 16 - Giulia e Lara]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/15959115/Chapter+16+-+Giulia+e+Lara" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/15959115/Chapter+16+-+Giulia+e+Lara</id>
    <published>2008-02-15T16:43:13+01:00</published>
    <updated>2008-02-15T16:43:13+01:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p><a title="Fiori - Pupanna" href="http://www.flickr.com/photos/82261075@N00/2267241582/"></a>
&nbsp;foto per gentile concessione di <a href="http://pupanna.blogspot.com">pupanna</a>
tutte le foto di pupanna sono visibili nel suo <a href="http://www.flickr.com/photos/60841173@N00/">spazio</a> su flickr
Che cosa penserai? Quale destino ha preparato Dio per la tua vita?
Non posso fare a meno di domandarmi queste cose, mentre penso a te. 
Il letto &egrave; grande. Ti sembrer&agrave; addirittura enorme quando vorrai restartene accucciata a farti coccolare fino a mattina inoltrata, e non ti accontenterai certo delle mattine dei giorni di festa... Ma ora sembra piccolo, quel letto. Pieno della vostra presenza, della vostra attesa, pare davvero piccolo, e mi spaventa non poco l'idea di potere fare un gesto improvviso, nel sonno, un movimento brusco, una qualsiasi azione che vi possa fare del male. Meglio passare la notte sul divano. 
Chi sei? Che cosa farai?
Non posso fare a meno di pensare che la tua vita &egrave; ancora cos&igrave; piccola, cos&igrave; fragile, eppure gi&agrave; ricolma, stracolma di un mistero immenso, ineffabile, talmente grande ed inesprimibile che non riesco neppure a dargli un nome; non posso neanche pensare di contenerlo da qualche parte; figurarsi immaginarlo mentre riempie di vita una creatura piccola e indifesa come te. Eppure questa tua vita ancora piccola, brevissima, ha gi&agrave; dentro di s&egrave; il sigillo di un amore eterno, infinatamente pi&ugrave; grande del mio e di quello pure enorme di tua madre. La tua vita &egrave; gi&agrave; piena di misteriosi rapporti di amore e di tenerezza, di gioia e pure di sofferenza. E' gi&agrave; legata a doppio filo&nbsp;ad una bambina nata prima di te, e che ora per te prega e vive assieme a Dio. Ma &egrave; pure avvinghiata, e lo sar&agrave; per tanto tempo ancora, con una altra creatura che ora ti guarda, come me, in un misto di curiosit&agrave; e di gelosia. Tutti e due, lui ed io, allunghiamo timorosi la mano sopra la pelle tesa di tua madre, ed attraverso il suo ventre ti sentiamo agitarti indecisa, timorosi in fondo che la tua frenesia non si fermer&agrave; affatto una volta fuori da l&igrave;. Aspettiamo curiosi e gelosi di sapere chi sei, che sorriso avrai, quali giochi potremo fare insieme, e anche quanto dell'amore di tua madre riuscirai a portarci via..... Siamo uomini, e per giunta maschi, tutti e due.
Penso per&ograve; anche ad un'altra bambina, che un padre come me ha aspettato curioso e fiducioso. La nostra amicizia di uomini, la nostra avventura di mariti e di padri si &egrave; mescolata ed incontrata con il nostro talento, con la nostra passione. E non abbiamo potuto fare a meno di dedicare entrambi, talento e passione, insieme a tutte le nostre gioie e alle nostre debolezze, a Cristo che ci ha fatti incontrare, che ci ha fatto conoscere le nostre mogli, che ci ha fatto dono di cose che non possiamo tenere nascoste dentro di noi.
Nel vostro destino, tuo e della tua &quot;sconosciuta&quot; amica, c'&egrave; qualcosa di pi&ugrave; grande di noi orgogliosi ma poveri padri. Per quanto grandi ti sembreranno le mie mani, per quanto alta ti sembrer&agrave;, da scalare, la montagna che io sono, per quanto amore ti mancher&agrave; di quello che mi chiederai, c'&egrave; qualcosa di pi&ugrave; grande.
Vorrei che la tua vita sbocciasse come un fiore all'alba, i petali sfiorati dalla luce dell'aurora mentre il prato ancora riposa al buio.
Vorrei che un giorno si svelasse evidente davanti a te la tua strada.
Vorrei toglierti di torno ogni ostacolo e ogni dolore, ma so che non potr&ograve; mai farlo, e allora vorrei che ti apparisse chiara la speranza ed il senso che incontrerai al di l&agrave; di ogni ostacolo, dentro ad ogni ostacolo.
Vorrei vederti bimba, ragazza, donna, sposa e madre felice, ma ancora di pi&ugrave; vorrei saperti libera.
Vorrei vederti scegliere, decidere, sbagliare e riprenderti, ma pi&ugrave; di tutto vorrei saperti amata.
Vorrei amarti ed aiutarti, ma pi&ugrave; di tutto vorrei che tu conoscessi l'amore immenso che Dio ha per te.
Ora riposa, mia piccola adorata.
Non manca molto.
Tra un po', finalmente, ci conosceremo.
[end chapter 16]
Il player propone Lara, la&nbsp;canzone dei Rockers Estinti che ha ispirato questo breve racconto. Grazie a Sandro, autore di una di quelle canzoni che hanno segnato, in bene!!!!, la mia vita. Grazie anche per darmi la possibilit&agrave; di farla ascoltare, cos&igrave; come&nbsp;altre sue canzoni suonate dai Rockers Estinti.
&nbsp;</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/15959115/Chapter+16+-+Giulia+e+Lara#comment" >Commenti (10)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15959115%2FChapter%2B16%2B-%2BGiulia%2Be%2BLara" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=15959115" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15959115%2FChapter%2B16%2B-%2BGiulia%2Be%2BLara&title=Chapter+16+-+Giulia+e+Lara" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15959115%2FChapter%2B16%2B-%2BGiulia%2Be%2BLara&title=Chapter+16+-+Giulia+e+Lara" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15959115%2FChapter%2B16%2B-%2BGiulia%2Be%2BLara&title=Chapter+16+-+Giulia+e+Lara" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15959115%2FChapter%2B16%2B-%2BGiulia%2Be%2BLara&t=Chapter+16+-+Giulia+e+Lara" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15959115%2FChapter%2B16%2B-%2BGiulia%2Be%2BLara" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15959115%2FChapter%2B16%2B-%2BGiulia%2Be%2BLara&title=Chapter+16+-+Giulia+e+Lara" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 15 - La bicicletta]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/15566174/Chapter+15+-+La+bicicletta" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/15566174/Chapter+15+-+La+bicicletta</id>
    <published>2008-01-18T14:18:53+01:00</published>
    <updated>2008-01-18T14:18:53+01:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p><a title="in velocità di giorgetto2rock, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/82261075@N00/2201015931/"></a>
&nbsp;foto per gentile concessione di <a href="http://pupanna.blogspot.com">pupanna</a>
tutte le foto di pupanna sono visibili nel suo <a href="http://www.flickr.com/photos/60841173@N00/">spazio</a> su flickr
Il sole &egrave; alto&nbsp;ormai&nbsp;da ore, arroventa la stradina di sassi che corre diritta in mezzo al campo di grano&nbsp;quasi pronto per essere mietuto.
A quest'ora del giorno i rumori di questo mondo lontano, sperduto nel tempo e nella memoria, sono ormai quasi completamente affievoliti; i grilli hanno gracidato per tutta la notte e per buona parte della mattina, insieme al coro di ranocchie che occasionalmente traversano ancora la stradina per raggiungere l'argine del fiume pi&ugrave; avanti; le rondini hanno lautamente cacciato ogni genere di insetto fino a che la calura glielo ha consentito, e ora riposano nei loro nidi di sterpi e fango al riparo dal sole cocente; ogni altro animale pare rispettare una consegna del silenzio dovuta pi&ugrave; alla fatica di emettere ogni tipo di suono piuttosto che ad un qualche rituale segreto e fertile. 
La campana in lontananza si appresta a battere le ore undici, entro le quali nei giorni feriali ogni persona fa ritorno alla propria casa a pranzare e a riposare, almeno fino pomeriggio inoltrato. Ma oggi &egrave; festa, la messa &egrave; stata assolta il mattino presto, come di consueto in questa stagione, e la campana ora&nbsp;si limita allo&nbsp;scorrere naturale del tempo pi&ugrave; che invitare qualcuno ad una messa che non ci sar&agrave;, almeno fino a sera. Sembra questa, la campana, l'unico segno di attivit&agrave; umana, per cos&igrave; dire. 
Ma dietro la porta del granaio c'&egrave; una attesa febbrile e spasmodica che pare impossibile possa appartenere a questo mondo di pace. Un bambino eccitatissimo, sorridente e spaventato, preoccupato ma felice, ha ricevuto il regalo pi&ugrave; desiderato: la sua prima bicicletta. Pap&agrave; gliel'ha comprata in inverno da un robivecchi e per tutta la primavera, sotto il suo sguardo, l'ha sistemata un po' alla volta: vernice, olio, i raggi delle ruote, gli pneumatici, il sellino imbottito, tutto rimesso a lucido per il grande evento. 
Oggi si impara la bicicletta. 
Si pu&ograve; descrivere l'attesa, la gioia, l'ansia, il timore, il desiderio? Si possono descrivere tutte queste cose quando, tutte insieme, prorompono sul volto di un bambino? Si pu&ograve; descrivere la speranza, il futuro, la vita, l'amore? Si possono descrivere tutte queste cose quando, tutte insieme, irrompono nella storia personale di un adolescente?
L'uomo invece sa cosa lo aspetta; almeno fino a un certo punto. Sa che cosa deve fare, quali indicazioni dare, quali parole usare. Ma il resto?
E' ora di montare in sella. L'uomo tiene la bicicletta per un braccio del manubrio, mentre l'altra mano sorregge il fondo del sellino; il bimbo &egrave; cos&igrave; libero di salire e mettere le mani sul manubrio ed entrambi i piedi sui pedali senza correre il rischio di perdere l'equilibrio. Bene, benissimo. Il bimbo sorride, poi&nbsp;ride di pi&ugrave;. L'uomo comincia a camminare piano piano, sempre tenendo entrambe le mani sulla bicicletta. L'agitazione e la gioia del bambino crescono insieme alla piccola differenza di velocit&agrave;; e anche l'uomo comincia a corricchiare un po'.
Bene, benissimo, ora &egrave; il momento. Prova tu. L'uomo molla le mani e il bambino prosegue. Non fa pi&ugrave; di due metri che comincia a barcollare e, incapace di correggere l'equilibrio, crolla a terra incrociandosi con la disarticolata bicicletta. Prima di guardarsi mani o piedi il bambino alza lo sguardo tremante, certo che il pap&agrave; lo rimproverer&agrave; per non essere stato capace di continuare da solo. Ma quello che vede lo lascia incredulo. Il pap&agrave; gli si fa incontro sorridente e premuroso; gli controlla le braccia e le mani, si leva un fazzoletta dal taschino e gli pulisce il sangue che sgorga da un ginocchio sbucciato e, teneramente ma con decisione - riproviamo? -
La seconda volta va meglio. Ora il bimbo ha fatto cinque metri prima di fermarsi, ma con entrambi i piedi a terra e la bicicletta fra le gambe. L'uomo lo guarda con un sorriso di ammirazione e approvazione. E la terza volta &egrave; quella buona. Il bimbo ora pedala, una, due, dieci, cento volte, dritto lungo la stradina. Il padre lo rincorre un po', incredulo e preoccupato, poi rinuncia stanco,&nbsp;accaldato e soddisfatto, aspettando di vedere dove si fermi per andarlo a prendere e &quot;girarlo&quot; verso la direzione opposta. Di questo passo ci metter&agrave; un niente a imparare a curvare. E poi.... 
Io sono il narratore, sono il padre e sono il bimbo. Sono l'uomo a cui sono state affidate creature da mettere su una bicicletta, rivolta nella direzione di una luce risplendente da qualche parte lungo una stradina bianca. Impareranno a curvare, e allora niente potr&agrave; pi&ugrave; rassicurarmi che continuino nella giusta direzione, n&egrave; che la ritrovino dopo averla deviata. Ma io sono anche il bimbo, che un padre premuroso ha messo su una bicicletta, un giorno di sole di tanto tempo fa, un giorno meraviglioso, indimenticabile. Della fiducia di quel padre che mi aspettava, dietro, ho dovuto dubitare, mio malgrado, anche se nulla era pi&ugrave; splendente e grande dei suoi occhi. Io stesso, in sella a quella bici, ho tradito tante volte la fiducia dell'uomo che mi ci aveva messo. Ma della certezza di quella luce, da qualche parte lungo la stradina bianca, di quella non ho mai potuto dubitare, nemmeno quando avrei voluto. E questa luce ha dato un senso all'amore incostante di un padre, al desiderio felice di un bimbo, a ogni curva, ad ogni svolta, ad ogni strada, ad ogni ritorno.
dedicato a s.p.
[end chapter 15]&nbsp;</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/15566174/Chapter+15+-+La+bicicletta#comment" >Commenti (14)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15566174%2FChapter%2B15%2B-%2BLa%2Bbicicletta" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=15566174" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15566174%2FChapter%2B15%2B-%2BLa%2Bbicicletta&title=Chapter+15+-+La+bicicletta" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15566174%2FChapter%2B15%2B-%2BLa%2Bbicicletta&title=Chapter+15+-+La+bicicletta" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15566174%2FChapter%2B15%2B-%2BLa%2Bbicicletta&title=Chapter+15+-+La+bicicletta" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15566174%2FChapter%2B15%2B-%2BLa%2Bbicicletta&t=Chapter+15+-+La+bicicletta" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15566174%2FChapter%2B15%2B-%2BLa%2Bbicicletta" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F15566174%2FChapter%2B15%2B-%2BLa%2Bbicicletta&title=Chapter+15+-+La+bicicletta" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 14 - Un Soffio di Vento]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/14969123/Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vent" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/14969123/Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vent</id>
    <published>2007-12-02T20:52:06+01:00</published>
    <updated>2007-12-02T20:52:06+01:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p><a alt="la damigella" href="http://www.splinder.com/mediablog/giorgetto2read/media/14969064"></a>
foto per gentile concessione di <a href="http://pupanna.blogspot.com">pupanna</a>
tutte le foto di pupanna sono visibili nel suo <a href="http://www.flickr.com/photos/60841173@N00/">spazio</a> su flickr
E' quasi l'alba ormai fuori nella citt&agrave;
fuori da questo mondo che sembra non dormire mai
avrei voluto anch'io sfiorare le tue mani
avrei voluto illudermi che non fosse mai domani
ma c'&egrave; una strada sola ed una sola vita
&egrave; questa che mi resta &egrave; questa la mia sfida
&nbsp; E' stato un lampo d'argento in una notte scura
&nbsp; o forse un colpo di vento ma non avere paura
&nbsp; &egrave; stato un cielo azzurro bagliori di corallo
&nbsp; come una principessa che si prepara al ballo
Il sole &egrave; alto e gi&agrave; si muove la citt&agrave;
forse lo hai creduto perso ma non ti ha abbandonata mai
tutto l'Amore Suo, quel desiderio che
ha mosso l'universo si muove sempre accanto a te
per questo c'&egrave; una strada ed una sola vita
non ti voltare indietro mai prima che sia finita
&nbsp; E' stato un lampo d'argento in una notte scura
&nbsp; o forse un colpo di vento ma non avere paura
&nbsp; &egrave; stato un cielo azzurro bagliori di corallo
&nbsp; come una principessa che si prepara al ballo
&nbsp; mi resta un cielo azzurro riflessi di corallo
&nbsp; sei tu la principessa ma questo non &egrave; il mio ballo
&nbsp;</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/14969123/Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vent#comment" >Commenti (17)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14969123%2FChapter%2B14%2B-%2BUn%2BSoffio%2Bdi%2BVent" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=14969123" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14969123%2FChapter%2B14%2B-%2BUn%2BSoffio%2Bdi%2BVent&title=Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vento" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14969123%2FChapter%2B14%2B-%2BUn%2BSoffio%2Bdi%2BVent&title=Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vento" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14969123%2FChapter%2B14%2B-%2BUn%2BSoffio%2Bdi%2BVent&title=Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vento" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14969123%2FChapter%2B14%2B-%2BUn%2BSoffio%2Bdi%2BVent&t=Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vento" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14969123%2FChapter%2B14%2B-%2BUn%2BSoffio%2Bdi%2BVent" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14969123%2FChapter%2B14%2B-%2BUn%2BSoffio%2Bdi%2BVent&title=Chapter+14+-+Un+Soffio+di+Vento" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title type="html"><![CDATA[Chapter 13 - Incontro]]></title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://19632006.splinder.com/post/14728210/Chapter+13+-+Incontro" />
    <id>http://19632006.splinder.com/post/14728210/Chapter+13+-+Incontro</id>
    <published>2007-11-14T22:01:20+01:00</published>
    <updated>2007-11-14T22:01:20+01:00</updated>
    <author>
      <name>giorgetto2read</name>
      <uri>http://19632006.splinder.com</uri>
    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p>Faceva piuttosto freddo; anche se gi&ugrave; in basso tanta gente ancora riempiva le spiaggette e i prati in riva alla baia e si godeva il sole di met&agrave; settembre, su, in cima alla torre soffiava un vento gelido. Ma valeva davvero la pena andarci e trattenersi ad osservare il meraviglioso panorama: dalle Olympics fino al monte Rainier (vetta misteriosa e sempre avvolta da nubi ciclopiche) dalla catena del Cascade su fino quasi a sfiorare i confini del Canada, dal variopinto skyline del centro di Seattle fino alle pi&ugrave; lontane baie, contornate da splendide casette immerse nel verde e barche a vela ancorate ai porticcioli. Non so se lo spettacolo fosse sempre cos&igrave; maestoso e insieme familiare: quel giorno certamente lo era.
Sabrina mi aveva dato appuntamento l&igrave;, in cima allo Space Needle, certa che qualunque taxista di qualsiasi nazionalit&agrave; mi ci avrebbe portato in un batter d'occhio e senza poter fingere di non avere capito la destinazione. Era uno dei miei primi viaggi, certamente quello pi&ugrave; lontano, e tentavo di parlare una lingua praticamente sconosciuta, ricordo sbiadito di assonnate lezioni al liceo, e che certamente risultava sconosciuta ai miei interlocutori. 
Sabrina mi aveva solo detto: 
&quot;St&agrave;mpati una foto da internet e mostrala al taxista. Ci vediamo in cima alle tre, tre e mezza&quot;. 
Niente altro. Prima di salire mi scocciava parecchio essere arrivato cos&igrave; presto, prima dell'una, ma una volta arrivato me l'ero goduta, avevo fatto foto, letto una guida in italiano, guardato la gente e il panorama. 
Sabrina era arrivata che erano quasi le quattro, e aveva cominciato subito a mitragliare una raffica di scuse, di incidenti, di accidenti.... 
&quot;Tranquilla, tranquilla, &egrave; un ritardo da nulla, non fa niente&quot;.
&quot;Oh, dici bene tu, sei in vacanza!&quot;
&quot;Sei bella come allora!&quot;
&quot;Ehi, nemmeno un ciao?&quot;
&quot;Sei tu che nemmeno hai salutato e gi&agrave; hai cominciato la tua litan&igrave;a tutta d'un fiato&quot;.
&quot;Hai ragione, &egrave; che sono nervosa. Tu, invece - te lo posso dire? - sei&nbsp;ingrassato&quot;
&quot;Me lo puoi dire,..... anche se avrei preferito di no.... ma cos&igrave; posso abbracciarti meglio: d&agrave;i, vieni!&quot;
L'ultima volta che ci eravamo visti era stato vent'anni prima. Un saluto frettoloso e bugiardo alla stazione: alla fine della settimana, sul treno di ritorno dalle lezioni all'universit&agrave;, avevo &quot;assoldato&quot; il fido amico Franco perch&egrave; mi facesse il palo fuori dallo scompartimento, mentre dentro io ero certo di poter ottenere da Sabrina quello che non ero riuscito ad avere in tutto il tempo precedente. Ma Sabrina gi&agrave; da mesi aveva cominciato a respingermi, a negarsi il sabato sera, a chiudersi in appartamento dopo le lezioni e, ancora non lo sapevo, a vedersi con qualcun altro, Luca, credo, o forse gi&agrave; Carlo, quello che poi se l'era sposata. 
Sabrina era soprattutto testarda, cocciuta, abitudinaria e meticolosa, ma serena. Una destinata ad ottenere tutto ci&ograve; che voleva, dalla vita. Aveva&nbsp;carattere&nbsp;e io me ne ero accorto subito, ma, essendo riuscito a &quot;mettermi con lei&quot; quasi senza alcuna fatica pensavo che poi sarebbe andato tutto in discesa.... 
A vent'anni si &egrave; stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'et&agrave;.
&quot;Quanto tempo &egrave; passato....?!?&quot;
&quot;Hai ragione, Sabrina, tanto tempo...&quot;
&quot;Tutto invano&quot;
Sapevo che ci sarebbe arrivata, lo sapevo, lo temevo, ero arrivato fin l&igrave; apposta; ma forse speravo di rimandare un po' il momento fatale. 
Avrei voluto dirle - nulla accade invano - ma le chiesi:
&quot;Come stai?&quot;
&quot;Come vuoi che stia?&quot;
Avrei voluto dirle - vorrei sapere che sei felice come lo eri allora - ma le chiesi:
&quot;Hai freddo, vuoi che entriamo&quot;
&quot;No, mi piace stare qui. Vengo spesso qui. E' sempre pieno di turisti, &egrave; impossibile incontrare qualche faccia conosciuta. E poi questo panorama, riesco a guardare cos&igrave; lontano che mi illudo di poter vedere.....&quot;
&quot;.....casa?&quot;
&quot;....s&igrave;, casa.&quot;
Avrei voluto raccontarle qualcosa dei nostri amici - ti ricordi di Paola? - la sua migliore amica di allora, ma le chiesi:
&quot;Hai voglia di parlare?&quot;
&quot;.....&quot;
&quot;Come vuoi, scusa&quot;
&quot;Alberto.&quot;
&quot;S&igrave;, dimmi&quot;
&quot;Perch&egrave; sei venuto fino qua?&quot;
Non me l'aspettavo. Avevo preparato tutto, le mail, le telefonate, le avevo raccontato della visita di lavoro su a Yakima, gli indirizzi dei clienti che avrei visitato, le coincidenze, gli scali, gli aeroporti.... non pensavo proprio che avrebbe capito subito che ero l&igrave; solo per lei.
&quot;Perch&egrave; ti voglio bene&quot;
&quot;Alberto, tu hai una famiglia e dei figli, cos&igrave; mi hai scritto. Sei venuto a fare una scappatella a migliaia di chilometri da casa? E tante altre cose ho capito da ci&ograve; che mi hai scritto: ho riconosciuto in quelle lettere una persona felice, quale tu non sei mai stato, almeno non fino a quando ci siamo frequentati.&quot;
&quot;Eravamo giovani, pieni di rabbia.....&quot;
&quot;Tu eri pieno di rabbia e di pretese, io non lo ero affatto&quot;
Era vero. Sabrina era sempre stata la persona pi&ugrave; raggiante che avessi mai conosciuto: raggiante, assai pi&ugrave; che bella. Ma anche esigente, con se stessa prima ancora che con gli altri. Aveva un modo tutto particolare di credere in Dio, una fede semplice e ostinata, una fede di altri tempi, che sembrava rocciosamente sorretta da gesti rituali, abitudini, buone maniere, qualcosa che sembrava non potesse mai essere incrinato. Mi faceva soggezione, e mi faceva anche arrabbiare, allora, perch&egrave; pensavo fosse quella fede l'unico ostacolo fra me e la felicit&agrave; che mi aspettavo da lei.
&quot;Cosa &egrave; successo?&quot;
&quot;A me? oh, &egrave; semplice: Carlo &egrave; morto. Te lo ricordi Carlo?&quot;
&quot;Mi dispiace.... certo che me lo ricordo&quot;
Erano partiti per gli Stati uniti in viaggio di nozze e non erano mai pi&ugrave; tornati. Lui lo conoscevo poco, mi sembrava uno stronzetto, ma forse allora ero solo geloso; poi se ne erano andati e chiss&agrave; lui cosa era diventato prima di morire.
Avrei dovuto dirle - la morte &egrave; solo il nostro viaggio di ritorno verso Dio - ma, pur conoscendo benissimo la risposta, le chiesi:
&quot;Quando?&quot;
&quot;E' tanto ormai, sono dieci anni&quot;
&quot;E tu?&quot;
&quot;Ho perso lui, ho perso tutto quello in cui credevo, ho perso la voglia di sperare, ho perso la voglia di vivere, sono morta&quot;.
Sabrina non aveva lacrime. Il suo volto asciutto, impassibile, avrebbe potuto raccontare allo stesso modo dell'articolo di un quotidiano, o della lista della spesa. E invece mi stava raccontando qualcosa di terrificante. Sapevo che la vita qui era stata difficilissima per lei: pur disponendo di tantissimi soldi, un lavoro da favola, nella societ&agrave; pi&ugrave; ricca e famosa del mondo, la sua vita era soprattutto un oceano di solitudine, di depressione, di storie durate il tempo di una sigaretta, di leg&agrave;mi sottili come carta. Sapevo gi&agrave; tutto, o forse credevo di saperlo, ma Sabrina non mi risparmi&ograve; nulla: nulla della disperazione della sua vita subito dopo la morte di Carlo, della difficolt&agrave; di avere amici, amici veri, nulla mi sottrasse degli uomini che si andava a cercare ogni sera nei locali, nulla di ogni pasticca e polverina sciupata per nascondersi dalla paura.
Avrei dovuto dirle - f&egrave;rmati! la disperazione assoluta non esiste; se ancora senti il vuoto dentro di te &egrave; perch&egrave; desideri ancora l'amore - ma le dissi solamente:
&quot;Andiamo a bere qualcosa&quot;.
Mi port&ograve; ad ascoltare un po' di musica rock, al Twilight o qualcosa di simile. Ormai cominciava a fare sera, una meravigliosa serata tersa e limpida, che si andava arrossando piano piano mentre il sole si tuffava lontano nell'oceano. Il locale aveva vetrate ampie e luminose che davano su una delle tante baie, e l'acqua immobile specchiava ogni piccolo dettaglio dell'altra sponda. Il mondo, quella sera, da l&igrave;, sembrava essersi duplicato: una parte in alto, chiara, tersa, affascinante e limpida; ed un'altra, ugualmente meravigliosa ma rovesciata all'ingi&ugrave;. Niente avrebbe potuto descrivere il nostro incontro meglio del quadro incorniciato da quella finestra.
Avrei voluto dirle - guarda come &egrave; bello il mondo. si &egrave; fatto straordinario solo per te, questa sera - ma riuscii solo a chiederle:
&quot;Cosa prendi?&quot;
&quot;Non so, un Martini.... poco alcool, voglio stare lucida, almeno per il tempo che ti fermi qui&quot;
&quot;Grazie, cara.... &quot;
&quot;E a te, cosa ti ha salvato? Come hai fatto? in fondo sei sempre stato un po' sfigato?&quot;
Come cazzo faceva ad andare sempre al centro delle questioni? Cosa fossi vent'anni prima, questo lo sapeva bene, ma cosa ero allora, quella sera, come poteva saperlo? Eppure....
&quot;Non sei molto carina...&quot;
&quot;E' la verit&agrave;. Eri bellissimo, fisicamente mi piacevi un sacco, ma non hai mai capito niente della gente che ti stava intorno, a cominciare dalle ragazze.&quot;
&quot;Sono ancora cos&igrave;&quot;
&quot;Bellissimo... insomma.....direi di no! Quanto al resto, non so. E allora? Qual &egrave; la ricetta?&quot;
Avrei voluto dirle - non ci sono ricette, ho solo cominciato a fidarmi degli amici; di quelli che, come&nbsp;te allora, erano felici della compagnia di Cristo - ma non feci altro che dirle:
&quot;Forse sono solo stato fortunato&quot;
Lei sollev&ograve;&nbsp;i suoi occhi meravigliosi e spenti; mi fiss&ograve; a lungo e poi: &quot;Vuoi passare la notte da me?&quot;
&nbsp;
La sera che rientrai dal viaggio, molto tardi&nbsp;una notte, mia moglie era ancora sveglia ad aspettarmi. Non not&ograve; subito le mie mani, ma quando lo fece si blocc&ograve; per un attimo e nel tempo di un battito di ciglia parve aver capito tutto quello che mi era successo. Non mi chiese mai perch&egrave;&nbsp;avessi le nocche insanguinate e tumefatte. Forse temeva che, se lo avesse fatto, le avrei detto una bugia, una qualsiasi tipo - sono caduto dalle scale dell'albergo. 
Mi parl&ograve; solo tre giorni dopo:
&quot;Ci sei stato a letto?&quot;
La verit&agrave;. Sarebbe bastato dirle la verit&agrave;. Mi sarebbe bastato raccontare che ero rientrato in albergo ormai all'alba, dopo aver preso a pugni ogni lampione, ogni portone, ogni muro che mi si era parato dinnanzi. Mi sarebbe bastato dire - No. Lei sapeva benissimo che non c'ero andato a letto, ma sapeva altrettanto bene che lo avevo desiderato pi&ugrave; di ogni altra cosa al mondo, in quel momento. E queste sono cose che&nbsp;non si&nbsp;riesce a perdonare facilmente. 
Avrei voluto raccontarle - credimi, la cosa che pi&ugrave; mi ha sconvolto &egrave; che non sono riuscito a dirle niente, a fare niente per lei - ma anche questa volta non mi usc&igrave; nulla se non un:
&quot;Potrei spiegarti....&quot;
&quot;Lascia stare, mi ha detto don Claudio che domani vai da lui. Parlane con lui e poi, io e te, ....vediamo&quot;
Ero partito con la&nbsp;presunzione di salvare il mondo. Mi sarei accontentato di salvare un amica. Avevo fallito l'uno e soprattutto l'altro dei miei obiettivi.&nbsp;Forse perch&egrave;, come lucidamente la mia amica mi aveva detto,&nbsp;ero solo uno sfigato. O forse perch&egrave; solo Dio pu&ograve; salvare, Lui solo pu&ograve; perdonare, anche se si serve di sfigati, anche se&nbsp;preferisce i disperati. Chi lo sa se davvero&nbsp;la mia amica non&nbsp;fosse pi&ugrave; vicina a Lui di quanto lo&nbsp;fossi io? Chi lo sa? Io l'avevo amata un tempo&nbsp;con l'amore di un adolescente, l'avevo poi&nbsp;desiderata&nbsp;con la&nbsp;concupiscenza&nbsp;di un&nbsp;uomo, ma potei solo affidarla a Dio sperando&nbsp;che, un giorno, trovasse la sua pace. La mia pace.
&nbsp;
Quante donne&nbsp;bastano per salvare un uomo? Quanti amici&nbsp;servono per salvare il mondo? 
Quella volta andai fino ai confini di un oceano per scoprirlo, ma lo capii davvero tornando a casa. 
La mia casa.
</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/giorgetto2read" >giorgetto2read</a> | <a href="http://19632006.splinder.com/post/14728210/Chapter+13+-+Incontro#comment" >Commenti (21)</a><br /><br />
<a href="http://www.splinder.com/blogthis?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14728210%2FChapter%2B13%2B-%2BIncontro" title="Cita il post nel tuo blog" rel="nofollow" class="image" ><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/blogthis.png" alt="Cita il post nel tuo blog" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.splinder.com/community/contacts/invite?nid=14728210" title="Segnala il post" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/emailthis.png" alt="Segnala il post" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14728210%2FChapter%2B13%2B-%2BIncontro&title=Chapter+13+-+Incontro" title="Aggiungi su del.icio.us" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/delicious.png" alt="Aggiungi su del.icio.us" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://digg.com/submit?phase=2&url=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14728210%2FChapter%2B13%2B-%2BIncontro&title=Chapter+13+-+Incontro" title="Aggiungi su digg.com" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/digg.png" alt="Aggiungi su digg.com" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&bkmk=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14728210%2FChapter%2B13%2B-%2BIncontro&title=Chapter+13+-+Incontro" title="Aggiungi su Google" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/google.png" alt="Aggiungi su Google" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://myweb2.search.yahoo.com/myresults/bookmarklet?u=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14728210%2FChapter%2B13%2B-%2BIncontro&t=Chapter+13+-+Incontro" title="Aggiungi su Yahoo" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/yahoo.png" alt="Aggiungi su Yahoo" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14728210%2FChapter%2B13%2B-%2BIncontro" title="Aggiungi su Technorati" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/technorati.png" alt="Aggiungi su Technorati" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.badzu.net/submit?action=it&link=http%3A%2F%2F19632006.splinder.com%2Fpost%2F14728210%2FChapter%2B13%2B-%2BIncontro&title=Chapter+13+-+Incontro" title="Aggiungi su Badzu" rel="nofollow" class="image" target="_blank"><img src="http://www.splinder.com/modules/service_links/badzu.png" alt="Aggiungi su Badzu" /></a>

<br /><br />]]>
    </content>
  </entry>
</feed>
