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  <subtitle type="html"><![CDATA[Solo la virtù concede un buon Karma
e la più grande virtù è la compassione.   Budda.
NON PER I PEDOFILI]]></subtitle>
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    <![CDATA[<p>Bambini di strada (parte 1) 
di: Alessio Mannucci

NINOS DE LA CALLE 
Il fenomeno dei &ldquo;ninos de la calle&rdquo;, i bambini di strada, in Sudamerica &egrave; enorme: basti pensare che dei 96 milioni di persone che vivono in povert&agrave; estrema in America Latina e ai Caraibi, 41 milioni sono minori sotto i 12 anni e 15 milioni adolescenti tra i 13 e i 19 anni. Dall'America Latina, l'abbandono dei minori si &egrave; esteso all'Africa, Asia, Europa e perfino al Nord America e Australia. In tutto il mondo sono stimati essere circa 150 milioni. 
La maggiorparte sopravvive chiedendo l'elemosina, vendendo periodici, lustrando scarpe, rubando o prostituendosi. Molti consumano droga o inalano colla come unica via di fuga da una realt&agrave; in cui sembrano invisibili. Una realt&agrave; fatta di violenze subite dalla Polizia, di abusi sessuali (a pagamento e non), e della indifferenza di tutti quelli che camminano sulla strada dove sopravvivono. 


A Santo Domingo de los Colorados, in Ecuador, i &ldquo;ninos gomeros&rdquo; hanno sempre con s&egrave; una sostanza gialla, contenuta in una bottiglietta o in un sacchetto di plastica, che aspirano quasi ventiquattro ore al giorno. Si tratta di comune colla per scarpe (volgarmente chiamata &ldquo;goma&rdquo;, da cui &ldquo;gomeros&rdquo;) in vendita in qualsiasi ferramenta a soli ottanta centesimi di dollaro, ossia meno di un piatto di cibo. I danni causati da questa droga sono irreversibili a livello celebrale e possono anche condurre alla morte improvvisa. Tuttavia, per i ninos gomeros, la colla nella strada &egrave; l'unico compagno fedele. 

I ninos de la calle si danno alla strada fin dalla pi&ugrave; tenera et&agrave; per sfuggire a situazioni familiari insostenibili fatte di alcoolismo, abusi sessuali e/o criminalit&agrave;; una volta in strada, accolti da una polizia che li punisce con interventi estremamente pesanti e arbitrari (da fare rabbrividire qualsiasi organizzazione di tutela dei diritti umani), e da procacciatori di affari sporchi che arrivano addirittura ad abusare di loro sessualmente per un dollaro; di fronte al freddo, ai crampi della fame, all'indifferenza della gente, davanti ad un futuro senza prospettive, la goma diventa l'unico loro &ldquo;svago&rdquo;. 




Per molti dei volontari che hanno operato a contatto con questi bambini, il loro recupero appare impossibile. In Guatemala, nel 2005, venne fuori che gli ufficiali di polizia e delle forze di sicurezza torturavano i ninos de la calle: li pestavano a mani nude o con dei bastoni. 

&ldquo;Gli agenti di polizia si divertono con noi, ma preferiscono le ragazze. Loro le violentano &ndash; racconta Carlos, un ragazzo di strada del Guatemala - ne abusano sia nelle prigioni che per strada, dietro minaccia di arresto. Ho visto tante giovani donne sottomettersi a loro per evitare di essere portate dentro. Una di otto anni mi ha confidato che un agente le ha chiesto di poterla guardare nuda in cambio della libert&agrave;... a volte ci fermano e ci bruciano le mani con le sigarette. A me hanno gettato del solvente addosso e mi hanno picchiato. Solo perch&eacute; non avevo soldi da dargli&rdquo;. Adesso, Carlos &egrave; aiutato da Casa Alianza Guatemala, che raccoglie e sostiene i ni&ntilde;os de la calle con un apposito programma umanitario. 


&ldquo;I poliziotti ci lasciano andare solo se andiamo a letto con loro &ndash; racconta Carminia, una ragazza di strada cresciuta in una zona agricola con i suoi genitori adottivi (la matrigna la malmenava, il patrigno la violentava) - lo fai, e basta. La paura &egrave; troppa. Altrimenti trovano un modo qualsiasi per incastrarci: magari ci nascondono un po&rsquo; di marijuana nelle tasche e per noi &egrave; il carcere.. la tortura &egrave; quando prendono uno di noi, se lo portano lontano lontano, lo bruciano vivo o gli strappano un orecchio o cose del genere. Alcuni dei miei amici li hanno perfino uccisi. Dopo averli torturati per&ograve;. Ad uno gli hanno cavato gli occhi, strappate le orecchie e poi finito a colpi di macete. Questa &egrave; la tortura per noi, ni&ntilde;os de la calle&rdquo;. 
MENINOS DE RUA 
&nbsp;
I &ldquo;meninos de rua&rdquo; diventano cos&igrave; un problema che va risolto. Solo negli ultimi 5 anni, secondo i dati della Commissione parlamentare di indagine sulla violenza contro i minori, sono stati 16.414 i bambini di strada assassinati dagli squadroni della morte. Le &ldquo;meninas&rdquo; della Praca da Se' di San Paolo vivono ogni giorno e ogni notte nel crescente terrore di essere ammazzate tutte insieme in un massacro peggiore di quello di Rio de Janeiro. Una ragazzina che ora ha 16 anni ha avuto un bambino da un poliziotto: non si &egrave; neppure accorta di essere stata violentata perch&eacute; il poliziotto prima l'ha addormentata col gas. 

Solo per il 10% dei delitti e delle violenze su di loro si apre un'inchiesta, sostiene Mario Volpi, responsabile del &ldquo;Movimento Nacional de Meninos e Meninas de Rua&rdquo; che da anni si batte per la difesa dei diritti dei ragazzi e l'autorganizzazione dei minori in Brasile. Secondo Volpi, la violenza su bambini in Brasile non &egrave; solo quella commessa dai poliziotti, dai &ldquo;gruppi di sterminio&rdquo; finanziati da commercianti e industriali o dai &ldquo;gruppi di giustizieri&rdquo; che controllano il traffico di droga, ma anche lo sfruttamento del lavoro minorile: &ldquo;I bambini resi schiavi, segregati nei postriboli o costretti a lavorare nell'acqua nelle miniere per estrarre l'oro - sostiene Volpi - in Brasile sono molto pi&ugrave; numerosi dei bambini di strada, ma non si vedono, non danno fastidio e la societ&agrave; civile li tollera&rdquo;. 
I
Le Nazioni Unite stimano che non meno di 500.000 bambini e bambine in Brasile siano vittime di abusi sessuali. In alcune parti del paese, specie nel nordest, la maggiorparte dei crimini sessuali contro bambini e adolescenti non sono investigati perch&egrave; sono coinvolti rappresentanti della giustizia. 
Nel 1992, membri del Congresso Nazionale diedero vita ad una commissione parlamentare che scopr&igrave;, tra gli altri, il coinvolgimento di ufficiali della polizia. Nel 2003, la polizia sorprese a Porto Ferreira (S&atilde;o Paulo) dei consiglieri mentre stavano facendo sesso di gruppo con minori tra gli 11 e i 16 anni. Nel Luglio del 2004, la commissione ha scoperto che centinaia di politici, giudici, uomini d'affari, partecipavano ad abusi sessuali su minori, inclusi quelli su bambine incinte. Tra i vari coinvolti, il vice-governatore dell'Amazzonia aveva messo su un traffico di prostituzione minorile che reclutava ragazzine di 16 anni. 
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    <![CDATA[<p>Preti pedofili - Italia
Sei preti arrestati o indagati in 15 giorni
1) Don Gavino Lai da Ulassai (NU): <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_cronache_dalla_sardegna/?contentId=31237" target="_blank">http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_cronache_dalla_sardegna/?contentId=31237 </a>

2) Anonimo prete della provincia di Varese, F.C., condannato in appello a 2 anni e 8 mesi dalla Corte di Appello di Milano: 
<a href="http://milano.cronacaqui.it/news-abusava-dei-ragazzini-in-oratorio-condannato-un-altro-prete-pedofilo_8476.html" target="_blank">http://milano.cronacaqui.it/news-abusava-dei-ragazzini-in-oratorio-condannato-un-altro-prete-pedofilo_8476.html </a>

3) Anonimo ex parroco di Castel Ritaldi (PG) a giudizio per pedofilia: <a href="http://www.tuttoggi.info/articolo-6937.php" target="_blank">http://www.tuttoggi.info/articolo-6937.php </a>

4) Don Roberto Berti, parroco di San Mauro a Signa (FI) accusato di pedofilia. Trasferito per motivi di salute: 
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5) Don Ruggero Conti, garante per la famiglia di Alemanno, arrestato per pedofilia: 
<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Io-pedofilo-%C3%88-un-complotto/2031599/6" target="_blank">http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Io-pedofilo-%C3%88-un-complotto/2031599/6 </a>

6) Polizia indaga per pedopornografia don Guido Finino: 
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&nbsp;Il papa guarda all&rsquo;esterno, mai all&rsquo;interno
Pedofilia clero

La domanda: Nei suoi discorsi statunitensi della scorsa settimana, papa Benedetto XVI ha detto: &rsquo;Bisogna contrastare ogni tendenza a trattare la religione come cosa privata &hellip; Dal momento in cui la religione diviene ambito puramente privato, perde la sua essenza&rsquo;. Sei d&rsquo;accordo con questa affermazione? Perch&eacute;?
La gerarchia cattolica romana non ha forse un limite strutturale e sistematico, l&rsquo;abuso di potere, di cui la pedofilia clericale e la complicit&agrave; dei vescovi sono state terribili manifestazioni?
Nel suo discorso ai vescovi statunitensi a Washington del 16 aprile, il papa ha affermato: &ldquo;Bisogna contrastare ogni tendenza a trattare la religione come cosa private&rdquo;. Una affermazione infelice se presa separatamente, sebbene il suo senso sia pi&ugrave; chiaramente specificato nella successiva: &ldquo;Solo quando la fede permea ogni aspetto della vita i cristiani sono completamente aperti alla trasformazione attraverso il Vangelo&rdquo;.
Questo tema &egrave; venuto fuori ancora una volta quando ha messo in guardia contro &ldquo;forme di pieta che a volte enfatizzano una relazione private con Dio, a scapito della nostra chiamata ad essere membri di una comunit&agrave; redenta&rdquo;. E di una comunit&agrave; in via di redenzione?
E&rsquo; stato ripetuto ancor pi&ugrave; chiaramente in una delle risposte del papa alle domande dei vescovi dopo il suo discorso. &ldquo;Nel cristianesimo&rdquo;, ha affermato, &ldquo;non c&rsquo;&egrave; posto per una religione privata: Cristo &egrave; il Salvatore del mondo. Dal momento in cui la religione diviene ambito puramente privato, perde la sua essenza&rdquo;.
Tutto ci&ograve; &egrave; corretto e profondamente biblico. Pensate, ad esempio, al parallelismo presente nella prima frase del Salmo 24:
Del Signore &egrave; la terra e quanto contiene, 
l&rsquo;universo e i suoi abitanti 
E notate la sequenza: &rsquo; non noi da soli o il mondo da solo, ma noi nel mondo&rdquo;. O ancora, pensate al passo famoso di Giovanni 3:16: &ldquo;Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch&eacute; chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna&rdquo;. Cristo e il papa sono d&rsquo;accordo: &ldquo;Si tratta del mondo, ragazzi&rdquo;.
Sulla base di tale principio assodato, il papa critica il materialismo, l&rsquo;individualismo e il secolarismo degli Stati Uniti. La triade non rappresenta problemi privati degli individui, ma problemi strutturali e sistemici della nostra societ&agrave;. Ma quando il papa parl&ograve; degli abusi sessuali del clero, tale distinzione tra privato ed individuale e sistemico e strutturale fu posta al rovescio.
Primo, nessun cenno nel suo discorso che la colpa risieda tra i membri della gerarchia che hanno permesso al fenomeno di espandersi, spostando i preti criminali da una parrocchia all&rsquo;altra, che hanno ostacolato la giustizia &ldquo;sia moralmente che legalmente&rdquo; pagando per il silenzio, o che hanno cercato in ogni modo di mantenere la faccenda &ldquo;puramente privata&rdquo;.
Secondo, ha detto qualcosa riguardo ci&ograve; che il papa precedente sapesse riguardo gli abusi o quando ne venne a conoscenza? I vescovi hanno rivelato i crimini al papa durante le visite ufficiali? Se si, cosa ha fatto lui? Se no, perch&eacute; rimasero in silenzio?
Terzo, non &egrave; sufficiente soffermarsi solo sui preti criminali e sui vescovi indifferenti. Non &egrave; neanche abbastanza affermare che &ldquo;qualche volta la cosa &egrave; stata mal-gestita&rdquo;. Quando &egrave; stato fatto qualcosa di diverso? Cosa &egrave; necessario che un papa faccia e cosa &egrave; stato sempre taciuto anche oltre le parole &ldquo;grande vergogna&rdquo;, che ha pronunciato? Dov&rsquo;&egrave; la consapevolezza dei problemi strutturali e sistemici all&rsquo;interno dell&rsquo;episcopato e della gerarchia che hanno facilitato il diffondersi del crimine?
Infine, poi, mentre il papa guardava all&rsquo;esterno e faceva numerose critiche alla societ&agrave;, non ha mai guardato all&rsquo;interno e rivolto simili critiche alla sua stessa gerarchia. Da qui la domanda: La gerarchia cattolica romana non ha forse un limite strutturale e sistematico, l&rsquo;abuso di potere, di cui la pedofilia clericale e la complicit&agrave; dei vescovi sono state terribili manifestazioni?
John Dominic Crossan



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    <![CDATA[<p>Un' altra storia di ordinaria PEDOFILIA
Denuncia il patrigno: anni di molestie 
&nbsp;
&nbsp;
&nbsp;
Con l'accusa di violenza sessuale aggravata, un trentino &egrave; stato arrestato dai carabinieri. I militari hanno notificato all'uomo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Marco La Ganga su richiesta del pm Alessandra Liverani&nbsp;
&nbsp;
Per anni avrebbe subito, in silenzio, gli atti sessuali del padrino. Neppure dalla madre avrebbe trovato l'aiuto e il sostegno che si aspettava. Poi la confidenza fatta ad una compagna di scuola ha aperto uno squarcio su quello che, secondo la procura di Trento, &egrave; una bruttissima storia di abusi sessuali iniziati quando la ragazza aveva meno di 10 anni. Con l'accusa di violenza sessuale aggravata, un trentino di 46 anni &egrave; stato cos&igrave; arrestato dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Trento. I militari hanno notificato all'uomo, residente in un paese del trentino meridionale (non forniamo ulteriori particolari a tutela della vittima) un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Marco La Ganga su richiesta del pubblico ministero Alessandra Liverani. Secondo il giudice, dagli atti di indagine sin qui raccolti emergono evidenti pericoli di reiterazione del reato. Secondo quanto raccontato dalla ragazza, che oggi ha 17 anni, le violenze da parte del patrigno furono ripetute e continuate negli anni. I primi episodi risalirebbero ad oltre 7 anni fa quando la vittima era una bambina. La giovane nel corso delle deposizioni rese all'autorit&agrave; giudiziaria ha raccontato che il patrigno la molestava quando la madre non era in casa: palpeggiamenti ripetuti, sul seno e nelle parti intime, che lei respingeva senza per&ograve; avere la forza di sottrarsi a quella persecuzione. Tutto ci&ograve; sarebbe andato avanti fino a quando la ragazza non fu abbastanza grande per ribellarsi, fuggire da quella casa e confidarsi con un'amica fidata. E cos&igrave;, tra molte sofferenze, la vicenda sarebbe arrivata alle orecchie dei servizi sociali che poi hanno segnalato i fatti alla procura della Repubblica. Ovviamente si tratta di accuse ancora tutte da provare, anche se per il tribunale sono stati raggiunti gravi gravi indizi di colpevolezza necessari per arrestare il padrigno. L'uomo ora si trova recluso nel carcere di Montorio Veronese dove finiscono dal Trentino quasi tutti i detenuti per reati sessuali. L'indagato, difeso dall'avvocato Nicola Degaudenz, in occasione dell'interrogatorio di garanzia ha preferito avvalersi della facolt&agrave; di non rispondere. La difesa attende infatti di valutare gli atti d'indagine prima di rispondere alle domande del pm. Sembra per&ograve; che l'uomo sia deciso a protestare la sua innocenza COME&nbsp;TUTTI. La denuncia infatti sarebbe maturata in un clima di forte conflitto familiare. In sostanza, la ragazza, che vive un periodo di aperta contestazione con i genitori tanto da voler lasciare casa, potrebbe aver dato una rappresentazione diversa dei fatti calcando la mano contro il patrigno. Certo la vicenda &egrave; delicata, anche perch&eacute; nell'ordinanza il giudice sottolinea, a conferma del pericolo di reiterazione del reato, come la madre che - dopo aver ricevuto le confidenze della figlia - non prese tutte le iniziative per tutelare la minore, di fatto coprendo le violenze. Secondo la ragazza il patrigno, dopo i fatti, avrebbe in qualche modo ammesso le sue pulsioni sessuali. &laquo;La prossima volta che ti tocco - avrebbe detto come se si fosse reso conto di non essere capace di frenare i suoi istinti - prendimi a calci nei coglioni...&raquo;.&nbsp; Le &quot;madri&quot; sempre a proteggere la bestia, chiudono gli occhi e le orecchie, lasciano le loro creature nelle luride mani di questi spregevoli, schifosi, pervertiti scarti della societ&agrave;. Come pu&ograve; una madre non proteggere la vita che ha donato..
vergogna
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    <![CDATA[<p>SIAMO SULLA STRADA GIUSTA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Forse qualcosa di vero si muove in favore di questa infanzia, violata, tradita, e ignorata da tanti, troppi.
PEDOFILIA: CHIUSO SITO OLANDESE


Telefono Arcobaleno ha consentito oggi la chiusura di un nuovo sito olandese che inneggiava alla pseudocultura pedofila.'Quest'ultima chiusura rappresenta una svolta epocale - rileva il presidente di Telefono Arcobaleno, Giovanni Arena - poiche' oggi le due maggiori societa' olandesi che ospitano siti hanno deciso di censurare la pedofilia culturale e qualsiasi sito che porti avanti filosofie e giustificazioni a sostegno dell'idea che la pedofilia sia un fenomeno culturale'.
PEDOFILIA/ INTESA SAVE THE CHILDREN-POLIZIA POSTALE PER CONTRASTO
Nella identificazione delle vittime on line

ROma, 2 lug. (Apcom) - E' stata siglata la convenzione tra Save the Children e Polizia Postale per l'attuazione della collaborazione nell'identificazione delle vittime della pedo-pornografia on line. a firma del Prefetto Luciano Rosini, Direttore centrale delle Specialit&agrave; della Polizia di Stato, e di Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, suggella la volont&agrave; di attuare nuove sinergie tra il Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line del Servizio della Polizia Postale e un'organizzazione non governativa tra le pi&ugrave; grandi a livello internazionale per la tutela e la promozione dei diritti dei minori. 
&quot;Le funzioni della repressione e della prevenzione demandate al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line intersecano ed incontrano le vie fruttuose della collaborazione con tutte le componenti sociali impegnate nella difesa dei minori&quot;, ha detto il Prefetto Luciano Rosini. 
&quot;L'identificazione delle vittime di abuso sacrificate per le esigenze del 'mercato pedopornografico' - ha aggiunto - &egrave; una grande sfida che oggi vogliamo affrontare insieme al prezioso e qualificato contributo del volontariato&quot;. 
&quot;L'Identificazione delle vittime di abusi per la produzione di materiale pedo-pornografico &egrave; una grande sfida per le forze di polizia e per le organizzazioni che si occupano di protezione dei minori - ha affermato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia -. Le immagini pedo-pornografiche sono la registrazione visiva della violenza sessuale su un bambino e costituiscono la prova di un crimine. I minori che appaiono in queste immagini sono sottoposti ad azioni degradanti, abusanti e umilianti di natura criminale. L'identificazione delle vittime &egrave; quindi di vitale importanza per porre fine ad una violenza che potrebbe essere ancora in corso. I bambini che subiscono violenza hanno diritto ad un'assistenza terapeutica che li aiuti sia a superare il trauma dell'abuso in s&eacute;, che il fatto di essere stati filmati mentre ne erano vittime&quot;. &quot;La sottoscrizione dell'accordo testimonia un nuovo sguardo alle sfide investigative del futuro, ed in virt&ugrave; di consolidate prassi di collaborazione con Save the Children, instauratesi sin dall'avvio delle investigazioni telematiche nella lotta alla pedofilia in Rete - ha spiegato Domenico Vulpiani, Direttore del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Intendiamo mettere a frutto la strada sin qui percorsa insieme - ha concluso Vulpiani - per un obiettivo tanto importante quanto arduo: scoprire le identit&agrave; delle vittime mercificate dal mercato globale della pedopornografia attraverso la Rete. 


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    <![CDATA[<p>CASO CHIUSO?

&nbsp;
Madeleine Mccann, la bimba sparita il 03 maggio del 2007, rimane tale. La polizia chiude l'indagine per mancanza di prove, di strade da seguire. Questo era diventato un caso mediatico ad alto livello in tutto il mondo &quot;grazie&quot; ai genitori che avevano pure aperto una specie di sito di raccolta fondi.
Le investigazioni avevano portato a rendere sospetti i genitori e un altro uomo. Si pensa ad un rapimento, alla morte accidentale e occultamento di cadavere, gli indizzi sono molti, ma le prove certe mancano, era stata vista in molti paesi, ma poi non avevano portato a niente, &nbsp;l'unica certezza &egrave; che di questo piccolo angelo non si s&agrave; NIENTE. Sembra svanit&agrave; nel nulla, risucchiata dallo stesso.
Chiss&agrave; dov'&egrave;, se va bene in qualche famiglia adottiva, ma potrebbe essere il gioco di una rete di bastardi pedofili che giorno dopo giorno la uccidono nell'anima e nel fisico.
Io spero per lei che sia un angelo nel cielo, libero e spensierato con tutti gli altri, a brillare e proteggere i bimbi del mondo.</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/Herta1971" >Herta1971</a> | <a href="http://herta1971.splinder.com/post/17663378/CASO+CHIUSO%3F%0A%0A%26amp%3Bnbsp%3B%0AMadel#comment" >Commenti (3)</a>
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L'arma peggiore che l'uomo usa...]]></title>
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    <published>2008-06-29T22:33:41+02:00</published>
    <updated>2008-06-29T22:33:41+02:00</updated>
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    <![CDATA[<p>STUPRO
L'arma peggiore che l'uomo usa per sottomettere, umiliare, distruggere,ferire,&nbsp; donne, ragazze e bambine. Un orrenda arma &nbsp;per sentirsi potenti, padroni della vittima e dimostrare la loro forza e diritto nei nostri confronti come ai tempi del patriarcato.
A settembre, la rivista medica britannica &ldquo;The Lancet&rdquo; pubblica un rapporto sconvolgente in cui si dice che durante il colpo di stato ad Haiti, guidato dagli USA dopo la destituzione nel 2004 del presidente democraticamente eletto Jean Bertrand Aristide, 8.000 persone sono state uccise e 35.000 donne e ragazze violentate. Tra i responsabili di queste azioni compaiono la polizia haitiana, bande, e &ldquo;peacekeeper&rdquo; ONU. 

A fine novembre, la BBC manda in onda dei reportage di denuncia su nuovi episodi di violenza sessuale e abusi in Liberia e ad Haiti da parte di forze ONU. Le accuse chiamano in causa alcuni militari della MINUSTAH (United Nations Stabilization Mission in Haiti), impiegati in missione di &ldquo;peace-keeping&rdquo; nel piccolo stato caraibico. L'inchiesta della BBC &egrave; partita all'interno di un programma che si occupa di giovani sotto i 18 anni, &ldquo;Generation Next&rdquo;, in cui il conduttore, Mike Williams, ha intervistato alcune ragazzine ad Haiti: una ragazza di sedici anni ha riferito di essere stata rapita e violentata, all'interno di una base navale delle Nazioni Unite, da un militare brasiliano, quando aveva quattordici anni. I genitori della giovane hanno denunciato il fatto alle autorit&agrave; dell'ONU presenti sul territorio, ma, nonostante le evidenti prove mediche, il soldato in questione &egrave; stato rimpatriato senza alcun provvedimento. Un'altra bambina ha affermato di essere stata stuprata da un peacekeeper a soli undici anni, e altri militari sono stati accusati di usufruire della prostituzione locale (anche minorile). 
Nel Burundi, dove l'ONU &egrave; presente con 5.188 caschi blu, diversi soldati sono stati coinvolti in crimini legati alla prostituzione. Secondo Charles Mukasi, da sempre contrario all'arrivo del convoglio ONU in Burundi, &laquo;il fatto pi&ugrave; grave non &egrave; tanto che questi soldati siano implicati in scandali sessuali, ma che siano venuti qui per proteggere la popolazione dal genocidio e da altri crimini contro l'umanit&agrave;&raquo;. Dal 2004 ad oggi, l'ONU ha messo sotto inchiesta, ben 319 &ldquo;operatori di pace&rdquo; delle Nazioni Unite, accusati di abusi sessuali verso le popolazioni che avrebbero dovuto proteggere: nel complesso, sono stati presi provvedimenti disciplinari (tra cui licenziamenti e rimpatri forzati) contro 179 soldati, poliziotti e civili. 

Un rapporto ONU dello scorso ottobre, dedicato alla violenza contro le donne, stima che durante il genocidio del Ruanda del 1994 siano state violentate tra le 250.000 e le 500.000 donne, mentre in Bosnia tra le 20.000 e le 50.000. Per le milizie &egrave; un modo di umiliare il nemico, impedire che si riproduca - nel caso le donne vengano anche ammazzate - o (in Africa) diffondere il virus dell'AIDS. &ldquo;Le violenze sessuali sono sempre meno una conseguenza della guerra e sempre pi&ugrave; un'arma utilizzata a fini di terrore politico, di sradicamento di un gruppo, di un disegno di genocidio e di una volont&agrave; di epurazione etnica&rdquo; (dall'introduzione a &ldquo;Stupri di Guerra&rdquo; di Karima Guenivet). 
Karima Guenivet, una giornalista algerina esperta di diritto umanitario, ha ricostruito in maniera approfondita la storia di quel che &egrave; accaduto in tre regioni devastate dalla brutalit&agrave; della violenza: l'Algeria, il Rwanda, la Bosnia. In particolare, Karima documenta la violenza contro le donne da parte dei militari, definendo lo stupro di guerra come un vero e proprio crimine contro l'umanit&agrave;. 

STUPRI DI MASSA 
&laquo;Come altri soldati di altri eserciti, anche gli americani si sono resi responsabili di stupri durante la Seconda Guerra Mondiale. Le donne inglesi e francesi erano alleate, quelle tedesche nemiche, ma tutte sono rimaste vittime, a migliaia, di quella esasperata violenza sessuale che &egrave; lo stupro&raquo;. Anche J. Robert Lilly, professore di sociologia e di criminologia alla Northern Kentucky University negli Stati Uniti e professore associato di sociologia e politica sociale all'Universit&agrave; di Durham in Gran Bretagna, si &egrave; occupato della questione pubblicando il saggio &ldquo;Stupri di Guerra. Le violenze commesse dai soldati americani in Gran Bretagna, Francia e Germania&rdquo; (Mursia Editore). 

Il volto oscuro e sconosciuto dei &laquo;liberatori&raquo; &egrave; stato rivelato da documenti e testimonianze drammatiche conservati negli archivi dei tribunali militari americani. Tra il 1942 e il 1945, circa 17.000 donne di tutte le et&agrave;, inglesi, francesi e tedesche, furono stuprate da soldati americani. Cause, modalit&agrave; e conseguenze di questo agghiacciante fenomeno sono analizzate con rigore storico e descritte con un linguaggio contenuto e privo di sensazionalismi. La rilettura attenta degli atti dei processi e la voce dei testimoni permettono di ricostruire la verit&agrave; storica dello &laquo;stupro di guerra&raquo;, vietato dalla Convenzione di Ginevra nel 1949 e riconosciuto come crimine di guerra solo nel 1996. 
Il libro di Lily colma un vuoto storico, affiancando agli stupri di massa commessi dall&rsquo;Armata Rossa ai danni delle popolazioni civili della Germania Orientale (circa 2.000.000 di donne tra i 12 ed i 60 anni) le brutalit&agrave; commesse dagli americani di Eisenhower. In Germania gli stupri furono 11.000, in Francia 3.620 ed in Gran Bretagna 2.420, senza contare quelli non denunciati. La furia bestiale che si abbatt&egrave; sulle campagne e sui villaggi italiani, specie al Sud, dopo lo sbarco alleato ad Anzio e l'avanzata su Roma nella primavera del 1944, &egrave; ancora in parte sconosciuta, salvo che alle 60.000 donne, adolescenti e bambine, che ne furono le vittime. Il generale Juin, al termine della battaglia di Cassino, diede ai suoi &ldquo;goumiers&rdquo; (da &ldquo;goum&rdquo;, reparto militare marocchino arruolato nel medesimo villaggio e clan) carta bianca per due giorni, come premio della vittoria che implicava il diritto di vita e di morte sulle popolazioni civili, il furto dei loro beni e la violenza sulle donne. 
D'altronde, era stato proprio questo l'incentivo che aveva convinto i marocchini a combattere per i francesi, andando all'assalto delle posizioni nemiche alla testa dei reparti alleati. Cos&igrave;, per due giorni e due notti, razziarono, violentarono, uccisero. Stuprarono donne e bambine, dagli otto agli ottant&rsquo;anni, obbligando padri e mariti ad assistervi. Le violenze sessuali dei marocchini erano una specie di &ldquo;promozione&rdquo; che li elevava al rango di &ldquo;dominatori&rdquo;, di padroni assoluti della vita degli sconfitti, privati della loro dignit&agrave; pi&ugrave; intima, una testimonianza elementare di &ldquo;possesso&rdquo; che li ripagava dalla condizione di paria colonizzati dai bianchi. I francesi lasciavano fare dicendo che era impossibile governare i marocchini. Si fin&igrave; per chiamare &ldquo;marocchini&rdquo; tutti i soldati africani che stupravano le donne e quel marchio d'infamia rest&ograve; loro appiccato per sempre. 
&Egrave; per questo che nell'immaginario popolare &ldquo;marocchino&rdquo; divenne sinonimo - e lo &egrave; rimasto ancora oggi - di ferocia bestiale e di violentatore recidivo e abituale. Dopo la &ldquo;liberazione&rdquo; di Roma, le truppe coloniali francesi, marocchini, algerini e senegalesi, si sarebbero macchiate di atrocit&agrave; e violenze sessuali anche in Toscana, nel Senese e all'isola d'Elba. Dopo la caduta di Montecassino, su precisa autorizzazione del comando francese, ebbero a disposizione le donne d'ogni et&agrave; dei villaggi italiani conquistati. Una indagine ministeriale posteriore accert&ograve; che le donne violentate raggiungevano complessivamente la cifra di 60.000. La magistratura militare francese avvi&ograve; 160 procedimenti giudiziari che riguardavano 360 individui. Il tribunale francese emise alcune condanne a morte e ai lavori forzati. Una quindicina di marocchini erano stati colti sul fatto e fucilati sul posto. In complesso, lo stato francese fu reticente e non riconobbe la vastit&agrave; dei casi denunciati dagli italiani. 
Nelle piazze dei paesi ciociari, ad Ausonia e Esperia, sorgono le lapidi che ricordano le vittime della violenza selvaggia dei &ldquo;marocchi&rdquo;, come li chiamano da quelle parti. Ma nessuno ama parlarne. I testimoni, e insieme le vittime di quella tragedia, sono morti da tempo. Da quelle violenze non nacquero figli. I marocchini erano affetti da gravi malattie veneree che trasmisero alle donne e alle bambine violentate. Malattie che provocarono interruzioni e aborti spontanei nella maggioranza dei casi. Solo pochi bambini meticci sopravvissero e le madri li allevarono amorevolmente rinunciando a sposarsi. Ma parecchie donne, specie le pi&ugrave; giovani, non ressero alla vergogna e abbandonarono il paese per trasferirsi in citt&agrave; dove sarebbe stato pi&ugrave; facile dimenticare e farsi dimenticare. 
THE RAPE OF NANKING 
L'occupazione della citt&agrave; cinese di Nanchino, il 13 dicembre 1937, uno dei momenti culminanti dell'invasione del territorio cinese da parte del Giappone, fu il momento pi&ugrave; tragico e violento del comportamento criminale giapponese. Le vittime furono da 260.000 a 350.000 (secondo altri calcoli, i morti furono circa 350.000 e le donne violentate tra 20.000 e 80.000). Tutte uccise brutalmente, con una crudelt&agrave; ed una ferocia inaudite: decapitate dalle spade degli ufficiali giapponesi, sepolte vive, bruciate, bastonate, date in pasto ai cani, con un sadismo degno dei peggiori assassini. Vi furono, per esempio, gare tra ufficiali giapponesi a chi riusciva a decapitare con la propria spada pi&ugrave; persone nel minor tempo (e di queste gare venivano anche pubblicate notizie e foto sui giornali giapponesi dell'epoca); molti soldati spedirono alle proprie fidanzate i teschi delle vittime, altri fotografavano le stragi o gli stupri per averne un ricordo. 

Le violenze furono decise in parte dai comandanti supremi (&egrave; una pratica comune durante le guerre, per far sfogare alle proprie milizie tutta la rabbia, l'oppressione, l'isteria, l'adrenalina, accumulata durante le battaglie, ndr): leggittimati dai propri superiori, i soldati si abbandonarono cos&igrave; alle peggiori efferatezze contro la &ldquo;razza inferiore&rdquo; cinese. La vicenda &egrave; stata ricostruita da Iris Chang nel libro &ldquo;Lo Stupro di Nanchino. L'Olocausto Dimenticato della Seconda Guerra Mondiale&rdquo; (Milano, Corbaccio, 2000) 
STUPRO ETNICO 


Con lo stupro etnico, la violenza sessuale &egrave; stata impiegata come mezzo deliberato al servizio di interessi strategici. Ad esempio, durante la guerra del Kosovo, sono state violentate in Bosnia Erzegovina - e di conseguenza oltre un migliaio sono rimaste incinte - 20mila donne, in maggioranza musulmane. Numerosi stupri sono stati compiuti con la deliberata intenzione di ingravidare le donne e tenerle prigioniere fino al parto &ldquo;come forma ulteriore di umiliazione&rdquo;. 
Il documentario &ldquo;Calling the Ghost: a Story about Rape, War and Women&rdquo;, girato dalla giornalista sudafricana Mandy Jacobson per la Women Make Movies, descrive, per bocca delle bambine protagoniste, il ratto subito in un campo di prigionia serbo (il responsabile, tuttavia contumace, &egrave; stato poi giudicato colpevole di crimini di guerra). Sebbene il film sia distribuito solo in circuiti femminili di New York, &egrave; stato utilizzato dal Tribunale Criminale Internazionale nel perseguire i responsabili di violenze nelle crisi iugoslava e ruandese, tanto che, per la prima volta nella storia, un tribunale ha potuto dichiarare il ratto delitto contro l'umanit&agrave;. 
STUPRI UMANITARI 
Una canzone d'addestramento, notissima, accompagnata da gesti sconci, dice: &laquo;Questo &egrave; il mio fucile, questa &egrave; la mia pistola: uno &egrave; per uccidere, e l'altra &egrave; per divertirsi&raquo;. Aveva 14 anni. Si chiamava Abeer. Significa &ldquo;fragranza di fiori&rdquo;. I soldati americani la notarono ad un posto di blocco. Cominciarono a seguirla e infastidirla. Il 12 marzo, dopo aver giocato a carte e mischiato il whisky ad una bibita energetica, e dopo aver provato qualche tiro a golf, hanno indossato abiti neri civili ed hanno fatto irruzione nella casa di Abeer, a Mahmoudiya, una citt&agrave; cinquanta miglia a sud di Baghdad. Hanno ucciso sua madre, Fikhriya, suo padre Qassim, e la sorellina di cinque anni, Hadeel, con pallottole in fronte. Poi, hanno &ldquo;fatto i turni&rdquo; per stuprare Abeer. Infine, l'hanno uccisa,. hanno inzuppato i corpi di kerosene, e hanno dato loro fuoco per distruggere le prove. Dopodich&eacute;, se ne sono andati ad arrostire ali di pollo sulla griglia. 
Questi dettagli vengono dalla testimonianza giurata del soldato James P. Barker, uno degli accusati assieme al sergente Paul Cortez, al soldato scelto Jesse Spielman, ed al soldato scelto Bryan Howard; un quinto, il sergente Anthony Yribe, &egrave; accusato di non aver riportato l'accaduto, ma non di avervi partecipato. Barker, che &egrave; sotto processo, potrebbe evitare la pena di morte grazie all'ammissione di colpevolezza. 100 donne soldato americane hanno dichiarato di essere state stuprate dai loro colleghi mentre prestavano servizio in Iraq. L'ex-capitano di aviazione Reverendo Dorothy Mackey, stuprata all'interno dell'esercito americano, &egrave; in contatto con molte donne sopravvissute a tale violenza. Mackey ha spiegato come lo stupro delle donne da parte di soldati viene trattato come una componente della paga dei soldati. 
Che lo stupro sia una pratica diffusa tra i soldati degli eserciti in guerra non &egrave; una novit&agrave;. &Egrave; ancor pi&ugrave; grave che lo sia anche tra le forze armate in missione di pace, che in teoria dovrebbero tutelare i diritti umani. Secondo un rapporto ONU del 1999, a commettere violenze sessuali sono anche funzionari civili inviati dalla stessa ONU in zone di guerra. La relatrice del rapporto, Radhika Coomaraswamy, ha riferito di abusi sessuali di &ldquo;brutalit&agrave; inimmaginabile&rdquo;, illustrando una mappa delle violenze che spazia dai Balcani all'Africa Australe, dal Sud Est Asiatico all'America latina. Tra gli episodi documentati ce n'&egrave; uno che riguarda il Kosovo e risale al 1999 (ci sono anche i fatti addebitati ai militari italiani in missione in Somalia negli anni tra il 1992 e il 1995). 
Le violenze sessuali non sono peraltro l'unica forma di violenza contro le donne di cui si sono macchiate le &ldquo;forze di pace&rdquo; di stanza in varie aree del mondo. Agli stupri si possono infatti aggiungere omicidi e torture di vario genere. Il rapporto ONU prende in considerazione anche le violenze subite dalle donne in conflitti pi&ugrave; convenzionali di quelli in cui sono coinvolti caschi blu e affini. E qui le cose vanno anche peggio, ad opera di eserciti regolari e non: Schiavit&ugrave; sessuale, matrimoni forzati o anche pi&ugrave; moderni arruolamenti coatti. Sullo sfondo, una condizione di subalternit&agrave; che le donne scontano a tutte le latitudini, con livelli sconsolanti in paesi come l'Afghanistan, il Burundi o la Sierra Leone. 
Nel marzo del 2005, le autorit&agrave; sudanesi arrestarono quattordici persone, fra cui responsabili dell'esercito e delle forze di sicurezza, accusate di stupri e crimini di guerra nel Darfur. Organizzazioni come Black Women's Rape Action Project e Women Against Rape, che da decenni esigono giustizia e protezione per le donne e che lavorano con richiedenti asilo politico di tutto il mondo che sono fuggite allo stupro, sanno benissimo che la maggior parte delle donne che sopravvivono allo stupro in qualsiasi parte del mondo, trovano che &egrave; quasi impossibile parlare delle loro vicissitudini. Si sentono umiliate e si vergognano, specialmente perch&eacute; la societ&agrave; e la giustizia criminale di solito accusano le donne per quello che &egrave; loro successo. 
Sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, le donne spesso definiscono il processo di chi le ha attaccate &ldquo;un secondo stupro&rdquo;, perch&eacute; &egrave; lo stato mentale e la storia sessuale della donna a essere esaminata pubblicamente per distruggere la sua credibilit&agrave; e mandare libero lo stupratore. In altri paesi, l'ostilit&agrave; nei confronti della vittima pu&ograve; essere ancora pi&ugrave; estrema: le donne che sopravvivono allo stupro possono non essere pi&ugrave; maritabili, ostracizzate e perfino uccise. 
Le bambine di appena nove anni che erano state stuprate sotto Saddam Hussein si vedevano rifiutare le cure ospedaliere, e questa pratica continua sotto l'occupazione. Un avvocato iracheno ha detto che la sua cliente, un'ex-prigioniera di Abu Ghraib, &ldquo;svenne prima di fornire maggiori dettagli dello stupro e delle coltellate subite da parte dei soldati americani&rdquo;. Cinque ex-detenute hanno dichiarato al loro avvocato che sono state picchiate, ma non hanno detto di essere state stuprate: &ldquo;Non ve lo possiamo dire. Abbiamo famiglia. Non possiamo parlare di quello che &egrave; successo&rdquo; (Los Angeles Times, 12 Maggio 2004). 
&ldquo;Una mia collega &egrave; stata arrestata e portata [ad Abu Ghraib]. Quando, dopo che venne rilasciata, le chiesi che cosa era successo, si mise a piangere. &Egrave; molto difficile parlare dello stupro. Ma penso che sia successo&rdquo;. La Prof. Huda ha dichiarato che la donna rimasta incinta come risultato dello stupro da parte di un soldato americano adesso &egrave; scomparsa e pu&ograve; essere stata uccisa: &ldquo;Quando sono andata a casa sua i vicini mi hanno detto che lei e la sua famiglia avevano cambiato casa&rdquo; (Guardian, 10 Maggio 2004). A meno che non ci siano prove fotografiche che documentano gli stupri, le autorit&agrave; non sembrano voler riconoscere quello che succede. Non ci sono state dichiarazioni o scuse per stupri e altre torture di donne e ragazze. Secondo dichiarazioni del Pentagono, esistono almeno due CD di foto contenenti parecchie centinaia di immagini di truppe americane &ldquo;che abusano&rdquo; di prigionieri, tra cui &ldquo;un prigioniero iracheno picchiato fino a farlo svenire, atti sessuali con una prigioniera, e festeggiamenti sopra un cadavere&rdquo; (Guardian, 10 Maggio 2004). 
Che lo stupro e la tortura sessuale vengano usati come pornografia non &egrave; cosa nuova. Women Against Rape (WAR) ha dichiarato che in Gran Bretagna, in tempi &ldquo;normali&rdquo;, foto e dichiarazioni di testimoni dove la vittima descrive il suo stupro vengono spesso fatte circolare per il loro valore pornografico nelle prigioni da uomini condannati per stupro oltre che tra la polizia. Il Ministro della Difesa Geoff Hoon, commentando le fotografie sulle torture da parte di truppe americane e britanniche, ha dichiarato: &ldquo;Non vedo nessuna prova di tortura sistematica durante gli interrogatori&rdquo; (Guardian, 7 maggio). Donald Rumsfeld ha dichiarato pubblicamente che le foto e i video che ritraggono le atrocit&agrave; peggiori devono ancora essere rese pubbliche; vi sono voci che contengano scene di stupri di donne e bambini. 
I primi casi di abusi sessuali dei caschi blu in Congo vennero alla luce due anni fa. Dopodich&eacute;, le missioni di pace nel mondo sono finite nell'occhio del ciclone: ben 259 accuse di stupro sono state presentate contro il personale delle Nazioni Unite di mezzo mondo (Kosovo, Liberia, Sierra Leone, Guinea, Congo, Burundi). La Monuc, la missione ONU in Congo, In un paese martoriato dalla guerra civile, &egrave; quella dove i caschi blu hanno dato il peggio, secondo le testimonianze delle presunte vittime. Si va dal &ldquo;semplice&rdquo; favoreggiamento della prostituzione, fino alla pedofilia (sembra fosse piuttosto diffusa la pratica di costringere bambini affamati ad avere rapporti sessuali con i caschi blu, in cambio di razioni alimentari supplementari). Pratiche aberranti, aggravate anche dal fatto che vengono compiute su popolazioni gi&agrave; provate da anni di guerre e violenze. 
Eppure, negli anni passati, i caschi blu sono stati pi&ugrave; volte &ldquo;graziati&rdquo; per la scarsa volont&agrave; politica dei loro stati di risolvere il problema (due anni fa fece scalpore la decisione del Marocco di processare sei peacekeepers, impiegati in Congo, per crimini sessuali). Secondo Amnesty International, che ha fatto una valutazione approssimativa, un minimo di &ldquo;decine di migliaia di donne e ragazze sono state sistematicamente stuprate e torturate&rdquo; in Congo fin dall'inizio del conflitto nel 1998. La SFVS (Synergy for Women Victims of Sexual Violence) che fornisce sostegno alle vittime di stupro al GESOM (Groupe d'Entraide et de Solidarit&eacute; M&eacute;dicale) a Goma, dice che si &egrave; assistito a un aumento drammatico di queste aggressioni. Secondo Justine Masika, che lavora nel centro di Goma, nei primi tre mesi del 2006, a North Kivu sono stati riportati circa 750 casi, una cifra sei volte pi&ugrave; alta della media. 
Questi dati sono stati confermati anche da Immaculee Birhahekam, coordinatrice di Promotion et Appui aux Iniziatives Feminines (PAIF), un'organizzazione femminile che lavora con le superstiti alle violenze di genere, con sede a Goma. Dal 2004, PAIF collabora con Medica Mondiale per raccogliere le testimonianze di un numero crescente di vittime di stupro. Negli ultimi tre anni, la commissione investigativa interna delle Nazioni Unite, l'OIOS (Office of Internal Oversigh Service), ha confermato le relazioni delle organizzazioni congolesi per i diritti umani che hanno denunciato i molti casi di stupro di donne e le ragazze congolesi da &ldquo;operatori di pace&rdquo; delle Nazioni Unite, in &ldquo;cambio&rdquo; di una piccola somma di denaro o di cibo (lo scandalo &ldquo;Sex for Food&rdquo;,ndr). A dispetto della politica &ldquo;tolleranza zero&rdquo; per gli abusi sessuali delle Nazioni Unite, gli stupri sono in costante aumento. 
L'organizzazione per i diritti umani Medica Mondiale e la Lobby Europea delle Donne chiedono protezione, supporto professionale e giustizia per le vittime e punizioni severe per i colpevoli. I responsabili devono essere finalmente consegnati alla giustizia e rispondere di fronte ai tribunali nazionali e internazionali. Inoltre, dovrebbe essere finalmente introdotto un codice di condotta e un addestramento preparatorio che punti all&rsquo;aumento dell&rsquo;attenzione sulla violenza di genere. &ldquo;Nonostante la politica Nato di tolleranza zero sulla violenza sessuale e lo stupro da parte di soldati e operatori di pace, sappiamo che queste regole non sono ancora state tradotte in pratica di addestramento militare&rdquo;, ha detto la dottoressa Monika Hauser, direttore esecutivo di Medica Mondiale. 
SOMALIA AFFAIR 
La missione in Somalia sarebbe dovuta essere una missione di pace, o meglio, di mantenimento della pace, un&rsquo;opera di &ldquo;peace-keeping&rdquo;. L'intervento in Somalia, promosso dalle Nazioni Unite come &ldquo;Restore Hope&rdquo; (Restaurare la Speranza), era stato denominato &ldquo;umanitario&rdquo;. Nella primavera del 1997, il settimanale Panorama pubblica foto e testimonianze su sevizie che sarebbero state compiute da militari italiani, paracadutisti della Brigata &laquo;Folgore&raquo;, a danni di civili somali. Il Governo decise di istituire una Commissione Governativa d'inchiesta al fine di indagare a fondo sui fatti riportati e per rispondere alle esigenze di chiarezza davanti al terribile sospetto di violenze perpetrate da nostri soldati. A far parte della Commissione vennero chiamati: il professore Ettore Gallo in qualit&agrave; di Presidente, l'onorevole Tina Anselmi, la professoressa Tullia Zevi, il generale di corpo d'armata dell'Esercito Antonino Tambuzzo ed il generale di corpo d'armata in ausiliaria dei Carabinieri Cesare Vitali. 
La Commissione present&ograve; le sue conclusioni nell'agosto 1997. Nel frattempo, per&ograve;, ulteriori dubbi sul comportamento dei militari italiani in Somalia vennero sollevati dalla apparizione di un diario tenuto da un sottufficiale che aveva partecipato alla missione italiana, il maresciallo Aloi. Venne cos&igrave; deciso di riaprire l'inchiesta. &laquo;Trasmettevo per competenza le denunce di violenza sessuale (io ero addetto ad altre mansioni), ma dei miei rapporti non c&rsquo;&egrave; traccia&raquo;, afferm&ograve; Aloi. &laquo;Ad alcuni episodi di violenza ho assistito. Non si trattava di prostitute, erano per lo pi&ugrave; donne che lavoravano al campo e che subivano il ricatto di accondiscendere o essere cacciate. In ogni campo degli italiani c'era l&rsquo; 'angolo dello stupro', un luogo dove avvenivano le violenze. Ilaria Alpi (la giornalista uccisa, ndr) sapeva: una sera mi ha portato a vedere un episodio di stupro. Lei ha scattato anche delle foto con una piccola macchina fotografica che avevamo comprato insieme (una piccola macchina fotografica risulta guarda caso fra gli oggetti scomparsi dal bagaglio della giornalista, ndr)&raquo;. 
I lavori della Commissione governativa hanno messo in luce i riscontri oggettivi di almeno tre episodi: lo stupro di una ragazza somala, l'uso degli elettrodi come strumento di tortura o di inaccettabile pressione psicologica, i maltrattamenti a danno di tre somali poi accompagnati nell'ospedale degli Emirati Arabi. Pur tuttavia, la Commissione ritenne che l'operato complessivo dei militari in Somalia fosse stato fondamentalmente all'altezza delle nostre tradizioni e delle finalit&agrave; di pace e soccorso umanitario della missione &laquo;Restore Hope&raquo;. La Commissione Difesa concluse che le evidenti ed oggettive carenze e responsabilit&agrave; avrebbero dovuto trovare collocazione nelle dimensioni quantitative della missione. 
E i colpevoli che fine hanno fatto? Nel febbraio del 2001, la Corte d&rsquo;Appello di Firenze ha dichiarato prescritto il reato di abuso d&rsquo;autorit&agrave; contestato, nella fattispecie, al solo maresciallo della Folgore Valerio Ercole. 
Data articolo: dicembre 2006 
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    <published>2008-06-26T22:22:38+02:00</published>
    <updated>2008-06-26T22:22:38+02:00</updated>
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    <![CDATA[<p>Greta e Sandro
&nbsp;
Greta gioca a palla nel cortile di casa.
Greta gioca con le amichette del cuore.
Greta stringe tra le mani la palla.
Sandro &egrave; seduto nella sua auto.
Sandro guarda Greta e le sue amichette attraverso il cancello.
Sandro stringe tra le mani i suoi genitali attraverso i jeans stretti.
Greta tira la palla verso le sue amichette con molta forza.
Greta non colpisce nessuna, la palla rimbalza male e finisce oltre il cancello.
Greta guarda il cancello dietro il quale Sandro la osserva seduto in macchina.
Sandro vede la palla mentre oltrepassa il cancello.
Sandro ha un pensiero fugace, maligno, che si impossessa di lui.
Sandro guarda il cancello dietro il quale Greta osserva la sua palla.
Le amichette di Greta approfittano dell'accaduto per andare a casa e la lasciano sola, con la sua palla dietro al cancello.
Sandro scende dalla macchina e afferra la palla.
Greta si avvicina al cancello e lo guarda sorridendo.
Sandro le sporge la palla invitandola ad aprire il cancello ed uscire per prenderla.
Greta ha il divieto dei suoi genitori di oltrepassare il cancello.
Sandro le fa notare che nessuno la vede.
Greta &egrave; ingenua, Greta annuisce e oltrepassa il cancello.
Sandro la prende per mano, Sandro la fa salire in macchina.
Greta &egrave; spaventata, ma non urla, Greta &egrave; bloccata.
Sandro guida per pochi isolati e si ferma.
Greta stringe la sua palla e le lacrime le bagnano il viso.
Sandro approfitta della sua debolezza e gioca con lei.
Greta ha paura e non si muove.
...
Sandro guida verso il cancello.
Greta &egrave; in silenzio.
Sandro la lascia vicino al cancello.
Greta &egrave; immobile con la sua palla in mano.
Sandro la guarda, le dice di non dirlo a nessuno o torner&agrave;.
Greta lo guarda, annuisce.
Sandro sale in macchina e svanisce nel nulla con la sua soddisfazione.
Greta sale a casa e terr&agrave; quel segreto dentro di lei.
Sandro &egrave; a casa con la sua famiglia, Sandro ride e scherza.
Greta &egrave; a casa con la sua famiglia, Greta sta in disparte, da sola.
Sandro incontrer&agrave; altre bambine non pensando pi&ugrave; a Greta.
Greta penser&agrave; per sempre a Sandro e la sua vita non sar&agrave; pi&ugrave; la stessa.
Sandro ha 45 anni.
Greta ha 9 anni.


USA/ FBI, OPERAZIONE ANTI-PEDOFILIA, 345 GLI ARRESTI
Maxiretata portata a termine in 16 citt&agrave;,
&nbsp;liberati 21 bambini

Washington, 26 giu. (Ap) - Il dipartimento di Giustizia americano ha dichiarato guerra alla prostituzione infantile. Gli uomini dell'Fbi hanno portato a termine di un'operazione che ha condotto all'arresto di 345 persone e alla liberazione di 21 bambini, sottoposti per mesi ad abusi rivoltanti. 
Molti dei bambini coinvolti erano stati drogati, tenuti senza cibo e picchiati. &quot;Non abbiamo compito pi&ugrave; alto della protezione dei nostri bambini&quot;, ha detto il direttore dell'Fbi, Robert Mueller, a conclusione di un'indagine che dura dal 2003. Da allora gli agenti federali hanno incriminato 308 persone accusate di sfruttamento della prostituzione minorile e tolto dalle strade 433 bambini. 
La maxiretata &egrave; stata messa in atto in 16 citt&agrave; americane, tra cui anche metropoli come Washington, Los Angeles, Miami, Las Vegas e Boston, portando cos&igrave; al ritrovamento dei bambini in molti casi finiti nelle mani della rete di pedofili dopo essere fuggiti di casa o dopo essere stati abbandonati dalle famiglie. 
Il fenomeno dello sfruttamento sessuale infantile &egrave; cresciuto negli ultimi anni negli Stati Uniti parallelamente allo sviluppo dei network pedopornografici su Internet. Secondo uno studio dell'Universit&agrave; della Pennsylvania sono 300 mila i bambini a rischio di finire nel giro della pedofilia negli Stati Uniti. 
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    <title type="html"><![CDATA[COPIO E INCOLLO DAL BLOG DI MAX]]></title>
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    <published>2008-06-23T20:32:26+02:00</published>
    <updated>2008-06-23T20:32:26+02:00</updated>
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    <![CDATA[<p>Drogati si esibivano in una minuscola cittadina vicino a Dallas
&nbsp;
Scoperto asilo degli orrori in Texas
Bambini di 5 anni costretti a porno show


Due persone sono state condannate: la giuria popolare in cinque minuti ha deciso l'ergastolo
NEW YORK - L&rsquo;asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un&rsquo;oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunit&agrave; ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che l&agrave; dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti. 
DROGATI - Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano &laquo;le pillole che fanno diventare scemi&raquo;. Gi&agrave; due persone sono state condannate in relazione alla vicenda. Alla giuria popolare, che ha deliberato all&rsquo;inizio dell&rsquo;anno, sono bastati cinque minuti in camera di consiglio per decidere: ergastolo, il massimo della pena. Luned&igrave; inizia il processo per una terza persona, con l&rsquo;accusa di abusi sessuali nei confronti di minori aggravato, per avere cercato di interferire nelle indagini e per concorso in attivit&agrave; criminosa. Sono in tutto sei le persone nel mirino, uno di loro &egrave; il genitore dei tre fratellini coinvolti, che ora hanno 12, 10 e 7 anni. Con loro c&rsquo;era anche la sorella di uno degli organizzatori, che oggi ha dieci anni. Erano costretti a esibirsi di fronte a 50-100 persone una volta alla settimana. L&rsquo;orrore &egrave; finito nel 2004, quando il proprietario dell&rsquo;edificio ha sfrattato gli organizzatori. Gi&agrave; perch&eacute; prima di essere un teatro di orribili abusi, quello era un asilo vero. L&rsquo;indagine &egrave; iniziata l&rsquo;anno dopo. Tutto avveniva a pochi passi dalla redazione del quotidiano locale, il Mineola Monitor. Le voci sul sex club giravano in citt&agrave;, ammette il direttore che poteva vedere l&rsquo;edificio dalla finestra del suo ufficio, ma nessuno aveva mai parlato di bambini. 
</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/Herta1971" >Herta1971</a> | <a href="http://herta1971.splinder.com/post/17578929/COPIO+E+INCOLLO+DAL+BLOG+DI+MA#comment" >Commenti (5)</a>
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    <published>2008-06-20T15:02:44+02:00</published>
    <updated>2008-06-20T15:02:44+02:00</updated>
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    <![CDATA[<p>KINSEY&nbsp;&nbsp;&nbsp;
&nbsp; UN PERVERSO, SADOMASO BASTARDO PEDOFILO
&nbsp;
Alfred C. Kinsey aveva un segreto. Lo zoologo della Indiana University e &quot;padre della rivoluzione sessuale&quot; ridefin&igrave; quasi da solo i costumi sessuali degli americani comuni. Il problema era che per fare questo dovette mentire. Non bisogna sottovalutare la portata di questo fatto. La scienza che lanci&ograve; la rivoluzione sessuale &egrave; stata usata negli ultimi 50 anni per influenzare le decisioni delle corti, per approvare leggi, per introdurre l'educazione sessuale nelle scuole e persino per ridefinire il matrimonio. Il Kinseyismo era il vero fondamento di questo tentativo. Se la sua scienza era difettosa - o peggio ancora, un chiaro inganno - allora i nostri atteggiamenti culturali riguardo il sesso non sono solo sbagliati moralmente ma anche scientificamente.
Consideriamo i fatti. Quando Kinsey&nbsp; e i suoi collaboratori pubblicarono Sexual Behavior in the Human Male nel 1948 e Sexual Behavior in the Human Female nel 1953, capovolsero i valori della classe media. Molte pratiche sessuali tradizionalmente proibite, proclamavano Kinsey e i suoi colleghi, erano sorprendentemente comuni; l'85% degli uomini e il 48% delle donne dissero di aver fatto sesso prima del matrimonio e il 50% degli uomini e il 40% delle donne erano stati infedeli dopo il matrimonio. Incredibilmente, il 71% delle donne sosteneva che la relazione non aveva danneggiato il proprio matrimonio e alcune addirittura sostenevano che era stato di aiuto al matrimonio. Inoltre il 69% degli uomini era stato con prostitute, il 10% era stato omosessuale per almeno 3 anni e il 17% dei ragazzi di campagna aveva sperimentato il sesso con gli animali. Implicito nel rapporto di Kinsey era il concetto che questi comportamenti fossero biologicamente &quot;normali&quot; e non danneggiassero nessuno. Quindi le persone avrebbero dovuto seguire i loro impulsi senza nessuna inibizione o senso di colpa. 
Il rapporto del 1948 sugli uomini produsse recensioni deliranti e vendette sorprendentemente 200.000 copie in due mesi. Il nome di Kinsey era ovunque, dai titoli delle canzoni pop (&quot;Ooh, Dr. Kinsey&quot;) alle pagine di Life, Time, Newsweek e New Yorker. Kinsey &quot;presenta i fatti&quot;, proclamava la rivista Look. Egli &quot;rivela non ci&ograve; che dovrebbe essere, ma ci&ograve; che &egrave;.&quot;&nbsp; Soprannominato &quot;Dott. Sesso&quot; e applaudito per il suo personale coraggio, il ricercatore fu paragonato a Darwin, Galileo e Freud.
Ma dietro l'approvazione popolare molti scienziati avveduti avvertivano che la ricerca di Kinsey era seriamente difettosa. L'elenco dei critici, osserva il biografo di Kinsey James H. Jones, &quot;sembrava il Who's Who della vita intellettuale americana&quot;. La lista comprendeva le antropologhe Margaret Mead e Ruth Benedict; lo psicologo Lewis M. Terman della Stanford University; il medico Karl Menninger, (fondatore del famoso Menninger Institute); gli psichiatri Eric Fromm e Lawrence Kubie; il critico culturale Lionel Trilling della Columbia University e moltissimi altri.
All'epoca in cui fu pubblicato il volume di Kinsey sulle donne, molti giornalisti avevano abbandonato le folle entusiaste e si erano uniti ai critici. Gli articoli sulle riviste uscivano con titoli come &quot;Il rapporto Kinsey &egrave; un imbroglio?&quot; e &quot;L'amore non &egrave; una statistica&quot; La rivista Time present&ograve; una serie di storie che esponevano la dubbiosa scienza di Kinsey (Una era titolata &quot;Sesso o acqua fresca?&quot;) 
Questo non significa, naturalmente, che i rapporti Kinsey non contengano alcuna verit&agrave;. La sessualit&agrave; &egrave; certamente una materia degna di studio scientifico. E molte persone si dichiarano favorevoli alla purezza sessuale mentre nella vita privata si comportano segretamente in modo del tutto diverso.
Ciononostante, la versione di Kinsey della verit&agrave; era cos&igrave; grossolanamente semplificata, esagerata e mischiata a falsit&agrave; che &egrave; difficile distinguere i fatti dalla finzione. L'eminente antropologo inglese Geoffrey Gore ha espresso bene questo fatto quando ha definito i rapporti propaganda mascherata da scienza. In effetti gli errori contenuti nel lavoro di Kinsey suscitarono una tale controversia che la Rockefeller Foundation, che aveva sostenuto la ricerca originale, ritir&ograve; il suo finanziamento di 100.000 dollari l'anno. Un anno dopo l'uscita del libro sulla sessualit&agrave; femminile, Kinsey stesso si lamentava che quasi nessuno scienziato al di fuori di alcuni dei suoi migliori amici continuasse a difenderlo.
Quali erano le critiche mosse dai migliori scienziati del mondo all'opera di Kinsey? Le critiche possono essere riassunte in tre punti sconvolgenti..
Problema n&deg;1: esseri umani come animali 
Prima che cominciasse a studiare la sessualit&agrave; umana, Kinsey era il maggiore esperto mondiale sulla cinipe. Avendo studiato da zoologo, egli vedeva il sesso puramente come una risposta fisiologica &quot;animale&quot;. In tutti i suoi libri egli continuamente fa riferimento all' &quot;animale umano&quot;. Secondo Kinsey, in effetti, non c'era nessuna differenza morale tra una valvola di sfogo sessuale e qualsiasi altra. Nel nostro mondo secolare di relativismo morale, Kinsey era un radicale relativista sessuale. Come osserv&ograve; attentamente perfino l'antropolga libertaria Margaret Mead, nella visione di Kinsey non c'era nessuna differenza morale tra un uomo che faceva sesso con una donna oppure con una pecora.
Nel suo volume sulle donne Kinsey paragonava l'orgasmo umano allo starnuto. Notando che questa ridicola descrizione trascurava gli ovvi aspetti psicologici della sessualit&agrave; umana, l'antropologo George Simpson del Brooklyn College osserv&ograve;, &quot;Questa &egrave; veramente una teoria-scimmia dell'orgasmo&quot;. Gli esseri umani, naturalmente, differiscono dagli animali in due modi molto importanti: noi possiamo pensare razionalmente e abbiamo il libero arbitrio. Ma nella visione di Kinsey gli esseri umani differiscono dagli animali solo quando si tratta di procreare. Gli animali fanno sesso solo per procreare. D'altra parte la procreazione umana non ha ricevuto molta attenzione da Kinsey. Nelle 842 pagine del suo volume sulla sessualit&agrave; femminile la maternit&agrave; non &egrave; mai stata menzionata. 
Problema n&deg;2: campioni inattendibili 
Kinsey spesso presentava le sue statistiche come se facessero riferimento alla persona media, mamme, pap&agrave;, fratelli, sorelle. Egli sosteneva che il 95% degli uomini americani aveva violato le leggi sui reati sessuali e che avrebbero potuto finire per questo in galera. Perci&ograve; agli americani fu detto che dovevano cambiare le loro leggi sui reati sessuali per &quot;adattarsi alla realt&agrave;.&quot; Ma, in realt&agrave;, i rapporti di Kinsey non sono mai stati validi per le persone medie nella popolazione generale. Infatti molti degli uomini intervistati da Kinsey erano in realt&agrave; dei detenuti. Wardell B. Pomeroy, collaboratore di Kinsey e testimone oculare della ricerca, scrisse che nel 1946 il gruppo aveva preso le storie sessuali di circa 1.400 detenuti per reati sessuali. Kinsey non ha mai rivelato quanti di questi criminali fossero stati inclusi nel suo campione totale di &quot;circa 5.300&quot; uomini bianchi. Ma ammise di aver incluso &quot;diverse centinaia&quot; di prostituti maschi. Inoltre almeno 317 dei soggetti maschi di Kinsey non erano neanche adulti, ma bambini vittime di abusi sessuali. 
Accumulando un errore dopo l'altro, circa il 75% dei soggetti maschi adulti fornirono le loro storie sessuali come volontari. Come ha osservato lo psicologo Lewis M. Terman della Stanford University, i volontari per gli studi sul sesso sono da due a quattro volte sessualmente pi&ugrave; attivi dei non volontari. 
Il lavoro di Kinsey non miglior&ograve; nel suo volume sulle donne. Infatti intervist&ograve; cos&igrave; poche donne medie che dovette ridefinire il termine &quot;sposata&quot; per includere qualsiasi donna che avesse vissuto con un uomo per pi&ugrave; di un anno. Questa modifica permise di aggiungere le prostitute al suo campione di donne &quot;sposate&quot;. 
L'11 dicembre 1949 W. Allen Wallis del&nbsp; New York Times, poi presidente del comitato per le statistiche della University of Chicago, bocci&ograve; &quot;l'intero metodo di raccolta e presentazione delle statistiche che soggiace alle conclusioni del Dott. Kinsey.&quot; Wallis dichiar&ograve;, &quot;Ci sono 6 aspetti importanti per ogni ricerca statistica e Kinsey non ne ha rispettati 4.&quot; 
In breve, il gruppo di Kinsey ricerc&ograve; il comportamento sessuale pi&ugrave; bizzarro in America - prendendo centinaia se non migliaia di storie da depravati sessuali - e poi spacci&ograve; il comportamento come sessualmente &quot;normale&quot;, &quot;naturale&quot; e &quot;medio&quot; (e quindi socialmente e moralmente accettabile). 
Problema n&deg;3: statistiche false 
Considerato tutto questo, non sorprende che le statistiche di Kinsey erano cos&igrave; gravemente difettose che nessuna seria ricerca scientifica ha mai potuto duplicarle. 
Kinsey sosteneva, ad esempio, che il 10% degli uomini tra i 16 e i 55 anni fossero omosessuali. Tuttavia in una delle pi&ugrave; ampie indagini che sia mai stata condotta a livello nazionale sul comportamento sessuale maschile, gli scienziati del&nbsp; Battelle Human Affairs Research Centers di Seattle scoprirono che gli uomini che si consideravano esclusivamente omosessuali ammontavano solo all'1% della popolazione. Nel 1993 la rivista Time riportava, &quot;Recenti ricerche svolte in Francia, Gran Bretagna, Canada, Norvegia e Danimarca indicano numeri pi&ugrave; bassi del 10% e oscillano tra l'1 e il 4 per cento.&quot;&nbsp; L'incidenza dell'omosessualit&agrave; fra gli adulti &egrave; in realt&agrave; &quot;fra l'1 e il 3 per cento&quot; , sostiene Joel Best, sociologo e professore di diritto penale alla University of Delaware, autore di Damned Lies and Statistics. Best osserva, tuttavia, che gli attivisti omosessuali preferiscono usare la percentuale del 10% &quot;perch&eacute; indica che gli omosessuali sono sostanzialmente un gruppo di minoranza, all'incirca numericamente uguali agli afro-americani - troppo grande per essere ignorato.&quot;
Prevedibilmente anche i numeri di Kinsey che mostravano l'infedelt&agrave; coniugale come innocua non sono mai stati presi in considerazione. In uno studio sulla infedelt&agrave; del Journal of Sex and Marital Therapy , l'85% dei matrimoni risultavano danneggiati e il 34% si era concluso con un divorzio. Anche i coniugi che rimanevano insieme solitamente descrivevano il loro matrimonio successivamente come infelice. Lo psichiatra di Atlanta Frank Pittman stima che fra le coppie che sono state sposate a lungo e che poi hanno divorziato, &quot;pi&ugrave; del 90% dei divorzi &egrave; dovuto a infedelt&agrave;.&quot; 
Parlando ad una conferenza sponsorizzata dalla Planned Parenthood nel 1955, Kinsey tir&ograve; fuori un'altra bomba statistica dal suo cappello. Egli sostenne che di tutte le donne incinte, all'incirca il 95% delle single e il 25% di quelle sposate segretamente ricorrevano all'aborto. Un colossale 87% di questi aborti, egli sosteneva, erano praticati da dottori in buona fede. Di conseguenza egli dava autorit&agrave; scientifica al concetto che l'aborto era gi&agrave; una pratica medica comune - e doveva quindi essere legalizzato. 
Vivere con i rottami 
Quando il Reader's Digest chiese alla terapista sessuale Ruth Westheimer cosa pensasse della disinformazione operata da Kinsey, ella rispose testualmente, &quot;Non mi importa molto cosa &egrave; corretto e cosa non lo &egrave;. Senza di lui non sarei la Dott.ssa Ruth.&quot; 
Ma l'inganno operato da Kinsey oggi importa, perch&eacute; stiamo ancora vivendo con il suo modello di sessualit&agrave;. Esso permea la nostra intera cultura. Come osserva Best, le statistiche sbagliate sono significative per molte ragioni: &quot;Esse possono essere usate per provocare paura o indignazione nell'opinione pubblica, possono distorcere la nostra comprensione del mondo e possono condurci a fare cattive scelte politiche.&quot;
In uno studio del 1951 del Journal of Social Psychology, gli studenti di psicologia della University of California, Los Angeles, furono divisi in tre gruppi: alcuni studenti fecero un corso intensivo di 9 settimane sulle scoperte di Kinsey, mentre gli altri due gruppi non ricevettero informazioni su Kinsey. Successivamente gli studenti fecero un quiz per esaminare i loro atteggiamenti verso il sesso. In confronto a quelli che non avevano ricevuto nessuna istruzione su Kinsey, quelli impregnati di Kinseyismo erano portati a vedere il sesso prematrimoniale 7 volte pi&ugrave; favorevolmente di prima e l'adulterio il doppio di prima. Dopo Kinsey la percentuale di studenti aperta all'esperienza omosessuale s'impenn&ograve; dallo 0 al 15 per cento. Gli studenti pensavano che il Kinseyismo fosse anche meno propenso a lasciare che la religione influenzasse il loro comportamento sessuale e meno incline a seguire le norme sessuali insegnate dai loro genitori. 
Influenzare le decisioni delle corti 
La pseudoscienza di Kinsey ha fatto forse danni maggiori nel nostro sistema giudiziario. Questo &egrave; l'ambito in cui i legali hanno usato i &quot;dati&quot; del ricercatore per abrogare o indebolire le leggi contro l'aborto, la pornografia, l'oscenit&agrave;, il divorzio, l'adulterio e la sodomia. Nel numero di Scientific Monthly del maggio 1950, l'avvocato Morris Ernst di New York (che rappresentava Kinsey, Margaret Sanger, la American Civil Liberties Union e la Planned Parenthood) descrisse&nbsp; il suo ambizioso piano legale per i risultati di Kinsey. &quot;Dobbiamo ricordare che ci sono due parti nella legge&quot;,disse Ernst. Una era &quot;la scoperta dei dati&quot; (il lavoro di Kinsey); l'altra era l'applicazione di questi risultati nella corte (il lavoro di Ernst). Rilevando che la legge aveva bisogno di maggiori strumenti &quot;che aiutassero nella ricerca della verit&agrave;&quot;, il legale sostenne la necessit&agrave; di &quot;nuove regole&quot; in base alle quali i &quot;dati&quot; come quelli di Kinsey sarebbero stati introdotti nelle aule giudiziarie cos&igrave; come gi&agrave; era consentito ad altri strumenti quali le impronte digitali, la macchina della verit&agrave; e i tests sui campioni di sangue. L'instancabile Ernst sollecit&ograve; anche le corti a rivedere le leggi riguardanti l'istituzione del&nbsp; matrimonio.
Le ricadute legali dell'opera di Kinsey continuano. La storica decisione dell'anno scorso della Corte Suprema degli Stati Uniti di abbattere le leggi sulla sodomia &egrave; derivata da una lunga sfilza di casi giudiziari vinti alla grande sulla base della ricerca di Kinsey. E 50 anni di precedenti stabiliti in base al &quot;falso 10% di Kinsey&quot; vengono ora usati in stati come il Massachusetts per ridefinire il matrimonio. 
Una triste eredit&agrave; 
Ispirato dal primo rapporto Kinsey, Hugh Hefner fond&ograve; Playboy nel 1953. Dieci anni dopo, Helen Gurley Brown trasform&ograve; Cosmopolitan in una rivista di sesso per donne. Anche oggi riviste come Self e Glamour continuano a citare Kinsey con rispetto, senza mai aver preso atto dei gravi errori che inficiano la sua ricerca. Circa 30.000 siti web offrono pornografia e i produttori americani sfornano 600 video hard-core ogni mese. Sebbene sia difficile ottenere cifre attendibili, l'industria del sesso statunitense si stima produca da 2.5 a 10 bilioni di dollari l'anno. E' evidente che stiamo vivendo l'eredit&agrave; di Kinsey.
Nel suo libro The End of Sex, un necrologio della rivoluzione sessuale, il collaboratore di&nbsp; Esquire George Leonard ha osservato accuratamente che &quot;laddove abbiamo scisso il sesso dall'amore, dalla creazione e dal resto della vita.... abbiamo banalizzato e spersonalizzato lo stesso atto di amore.&quot; Valorizzando gli altri solo per la loro sessualit&agrave; li spogliamo della loro umanit&agrave;. Quando Kinsey ha diviso il mistero dell'amore dalla sessualit&agrave; umana, ha abbandonato tutti noi a un mondo sessualmente infranto. E' giunta l'ora di rimediare. 
Il lato oscuro di Alfred Kinsey 
Alfred Kinsey &egrave; stato un coscienzioso cercatore della verit&agrave; che &egrave; stato semplicemente distratto dalla cattiva scienza? O aveva un lato pi&ugrave; inquietante? Queste domande - lungamente dibattute fra i critici e i fans - stanno nuovamente tornando alla luce con un nuovo film sulla vita di Kinsey. Provvisoriamente intitolato Kinsey e interpretato da Liam Neeson, il film a quel che si dice incenser&agrave; il controverso personaggio. 
Anche prima della sua uscita programmata, il film sta provocando un acceso dibattito, con critici che accusano Hollywood di voler rendere candida la reputazione di un uomo che era un praticante omosessuale, sadomasochista e voyer che difese- e forse anche diresse - l'abuso sessuale sui bambini. 
A lanciare questa accusa &egrave; la ricercatrice sulla pornografia conosciuta internazionalmente Judith Reisman. Essa studia l'opera di Kinsey e i suoi effetti sulla nostra cultura da 25 anni. (La sua ricerca iniziale sulla pornografia fu finanziata con 800.000 $ dal U.S. Department of juvenile justice and Delinquency Prevention.) 
In una lettera aperta a Neeson, la Reisman ha invitato l'attore a riconsiderare la sua decisione di intepretare Kinsey. Riferendosi al famigerato Dott. Josef Mengele, il dottore del campo di concentramento di Auschwitz, Reisman ha detto a Neeson che girare Kinsey lo metterebbe in &quot;un ruolo terribilmente sbagliato, come interpretare il mostro Mengele facendolo passare solo per un personaggio discusso.&quot; Neeson ha scelto di rimanere con il progetto.
Secondo la Reisman Kinsey istru&igrave; degli osservatori pedofili che abusarono sessualmente di pi&ugrave; di 300 minori per dimostrare che ai bambini &quot;piace&quot; il sesso con gli adulti. &quot;Alcune delle vittime avevano solo 2 mesi e alcune furono sottoposte a pi&ugrave; di 24 ore non stop di atrocit&agrave; sessuali&quot;, dice Reisman. &quot;Un collaboratore di Kinsey era un ufficiale nazista della II guerra mondiale. Le sue giovani vittime dovevano scegliere tra lo stupro e la camera a gas.&quot; 
Per quanto le asserzioni della Reisman possano sembrare stravaganti, non sono senza fondamento. Nel libro di Kinsey del 1948 Sexual Behavior of the Human Male,&nbsp; egli racconta gli esperimenti di 9 pedofili che impieg&ograve; per la sua ricerca. &quot;Alcuni di questi adulti&quot;, scriveva Kinsey, &quot;sono persone tecnicamente preparate che hanno tenuto diari o altre registrazioni che sono state messe a nostra disposizione.&quot; Egli include una tabella indicante che questi pedofili &quot;preparati&quot; inducevano l'orgasmo in bambini di 5 mesi. Viene riportato che un bambino di 4 anni aveva avuto 26 orgasmi in 24 ore. 
Secondo quali criteri veniva giudicato che un bambino aveva avuto un orgasmo? Kinsey guardava a diversi comportamenti: violente convulsioni, gemiti, singhiozzi, pianti violenti, &quot;un'abbondanza di&nbsp; lacrime&quot;, grande tremore, svenimenti, dolore atroce e urla. In altre parole, quello che qualsiasi adulto normale avrebbe giudicato una violenta reazione ad un trauma, per Kinsey era segno che i bambini si stavano divertendo. 
Quando Reisman vide per la prima volta questi dati ne rimase terrificata. Dopotutto, da dove venivano queste informazioni? Chi sveglia quel bambino e lo molesta per intere 24 ore? I genitori avrebbero permesso che i loro figli prendessero parte a questi brutali esperimenti? E perch&eacute; di questi crimini nauseanti non si fa parola nelle innumerevoli descrizioni dell'opera di Kinsey? 
Essa ottenne alcune risposte nel dicembre del 1990 durante il Phil Donahue show. Uno degli ospiti, Clarence Tripp, un fotografo che conosceva Kinsey, disse che queste informazioni erano raccolte da pedofili che usavano il cronometro per registrare le risposte dei bambini. &quot;Cos&igrave; era molto scientifico,&quot; fece notare Tripp. 
(Le accuse di abuso sessuale mosse dalla Reisman contro Kinsey furono confermate anche da diversi testimoni oculari delle ricerche di Kinsey intervistati nel 1988 per un documentario della televisione britannica, Secret Histories: Kinsey's Paedophiles.) 
Dall'altra parte, lo storico James H. Jones, finalista del premio Pulitzer che spese 25 anni&nbsp; a ricercare la biografia di Kinsey, dice, &quot;Non c'&egrave; nessuna prova di ci&ograve; che io sappia&quot; e cio&eacute; che Kinsey prepar&ograve; e diresse dei pedofili per raccogliere dati. Egli crede che l'accusa di pedofilia contro Kinsey sia &quot;non credibile&quot; e tende a credere alla versione della storia fornita dal Kinsey Institute. Nel 1995 il direttore dell'istituto rese pubblica la sua convinzione che Kinsey avesse basato molti di questi dati sui diari di un anonimo pedofilo che aveva tenuto resoconti dettagliati dei suoi abusi sessuali su 317 bambini dal 1917 al 1948. 
Non potremo mai sapere se Kinsey diresse personalmente gli abusi sui bambini. Ciononostante, qualsiasi film che si basasse interamente sull' immagine pubblica di Kinsey sarebbe di fatto sbagliato. In pubblico Kinsey si presentava come un uomo stabilmente sposato, uno scienziato disinteressato che si limita a riportare &quot;i fatti&quot;. Ma privatamente la ricerca di Jones ha rivelato che Kinsey era un omosessuale, un voyer e un sadomasochista che indiscutibilmente si immerse &quot;nell' abisso dell'incesto e delle molestie ai bambini.&quot; Lo stesso sadomasochismo di Kinsey lo port&ograve; a estremi stravaganti. Jones riporta che quando la fondazione Rockefeller gli tolse il finanziamento, Kinsey and&ograve; in un seminterrato, leg&ograve; l'estremit&agrave; di una fune a una tubatura e l'altra estremit&agrave; intorno al suo scroto, poi mont&ograve; su una sedia e salt&ograve; gi&ugrave;. Riguardo la sua omosessualit&agrave;, Kinsey e il suo collaboratore Wardell Pomeroy erano amanti? &quot;Erano partners sessuali, ma non li chiamerei amanti&quot; dice Jones. &quot;Non erano cos&igrave; legati.&quot; 
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    <published>2008-06-17T13:04:34+02:00</published>
    <updated>2008-06-17T13:04:34+02:00</updated>
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    <![CDATA[<p>LEGGENDA DELL'AMMAZZONIA
Non si devono picchiare i bambini
Capita assai di rado che, tra le trib&ugrave; del Chaco, un bambino venga picchiato dai genitori, e molti anzi ritengono che farlo sia un delitto. Questa storia, narrata dagli indios, della trib&ugrave; Tapui, spiega perch&eacute;.
Una sera al villaggio c'era una grande festa alla quale accorsero tutti i genitori. Bambini e bambine erano chiusi al sicuro nelle loro capanne, ma una di loro riusc&igrave; a sgattaiolare dalla finestra, e in punta di piedi si accost&ograve; al luogo in cui si teneva la festa. Stette a spiare nella capanna in cui la gente beveva e ballava allegramente. C'era anche sua madre, che rideva e dondolava sempre pi&ugrave; continuando ad ingurgitare la forte birra di mais. 
&laquo;Non avrei mai creduto di vedere mia madre in questo stato.&raquo; si disse la bambina &laquo;Chiss&agrave; mai perch&eacute; dondola cos&igrave;!&raquo;
Proprio in quel momento la madre la vide, si arrabbi&ograve;, corse da lei gridando stizzita: &laquo;Perch&eacute; non sei nella capanna con gli altri bambini?&raquo;.
Poi incapace di sopportare lo sguardo di rimprovero della figlia, prese a picchiarla, trascinandola a viva forza alla capanna dove i piccoli erano rinchiusi. Persuasa che tutto fosse a posto, la donna torn&ograve; barcollando alla festa, imprecando e borbottando.
La ragazzina rimase a piangere nella capanna e spieg&ograve; agli altri bambini quel che era accaduto. Non era mai stata picchiata e si sentiva piena di rancore.
All'improvviso, chiss&agrave; per quale magia, l'uscio serrato della capanna si spalanc&ograve; e i bambini uscirono tutti all'aperto al chiarore della luna, e qui, tenendosi per la vita, formarono una lunga catena, cantando sottovoce e cominciando a danzare a un ritmo che mai si era sentito prima. Mentre passavano per il villaggio, altri bambini si unirono a loro, finch&eacute; ogni casa fu vuota. E cos&igrave; uscirono dal villaggio, gli occhi fissi al cielo, con un passo che si faceva sempre pi&ugrave; leggero, finch&eacute; quelli che erano in testa alla fila presero a salire lentamente in aria.
&nbsp;&nbsp;
Andarono in alto, sempre pi&ugrave; in alto, cantando e danzando, finch&eacute; scomparvero nel buio e al loro posto comparvero,sulla volta del cielo, nuove stelle lucenti, alcune isolate, altre raccolte assieme come in gruppetti familiari. E i bambini non riapparvero mai pi&ugrave;.
Ecco perch&eacute; non vengono mai maltrattati.
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