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  <title type="html"><![CDATA[Guida letteraria]]></title>
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  <subtitle type="html"><![CDATA[Suggerimenti per letture da tutto il mondo]]></subtitle>
  <rights>Copyright (c) 2001-2004, Tipic Inc.</rights>
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    <title type="html"><![CDATA[Children of Men]]></title>
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    <published>2007-04-21T17:43:01+02:00</published>
    <updated>2007-04-21T17:43:01+02:00</updated>
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    <![CDATA[<p>Lo so, lo so. E' gi&agrave; uscito il film, &egrave; gi&agrave; arrivato in DVD, chiss&agrave; quanti di voi avranno gi&agrave; seguito le avventure di Clive Owen /Theo Faron (la faccina sbavante era d'obbligo, non ho potuto resistere... )...Ma avete letto l'omonimo romanzo di P.D. James, a cui il film &egrave; liberamente ispirato? Scritto nel 1992, il&nbsp;romanzo&nbsp;strizza l'occhio ai migliori Huxley, Orwell, Dick e Bradbury, di cui l'autrice rielabora in maniera straordinaria la visione distopica del mondo e della scienza. L'alternanza della narrazione in prima e terza persona&nbsp;aiuta il lettore a meglio calarsi nei panni di Theo Faron, a meglio comprenderlo e ad&nbsp;entrare&nbsp;in quasi totale sintonia con lui.La desolazione espressa&nbsp;dalle descrizioni di questo mondo in cui non nascono pi&ugrave; bambini emerge con forza impressionante dalle pagine del romanzo, e si viene talmente&nbsp;assorbiti dalle sue atmosfere surreali (eppure sconvolgentemente plausibili) che&nbsp;appena alzanti&nbsp;gli occhi dal testo per un attimo ci si sente&nbsp;spaesati perch&egrave;&nbsp;in parte convinti di vivere nel mondo di Theo; e per tornare nel mondo reale ci si deve scuotere per bene, un po' come si fa quando ci si sveglia da un profondo sonno o da&nbsp;un sogno particolarmente coinvolgente.Non stupitevi se, ad un certo punto della lettura, guardandovi&nbsp;in giro&nbsp;vi sembrer&agrave; di vedervi&nbsp;intorno solo persone anziane: &egrave;&nbsp;un normale side effect&nbsp;della vicenda di questo romanzo. Il&nbsp;mondo di Children of Men esce dalle pagine stampate esi fonde con il nostro, e come allo specchio ci aiuta a vedere i pericolicui la nostra societ&agrave; sta andando incontro. P.D. James&nbsp;sa&nbsp;far penetrare con grande maestria nelle viscere del lettore le sensazioni di decadimento, sconfitta, rassegnazione, e soprattutto terrore per un futuro dai toni&nbsp;progressivametne pi&ugrave; cupi.Non&nbsp;dico nulla sul finale, ve lo lascio scoprire; e&nbsp;se avete amato le dystopian novels del passato, adorete questo piccolo capolavoro.Buona lettura! Zia ManuReference: P.D. James, Children of Men, 1992; 278 pg.</p>Pubblicato da <a href="index.php?q=http://www.splinder.com/profile/Windlover75" >Windlover75</a> | <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/post/11874484/Children+of+Men#comment" >Commenti</a>
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    <title type="html"><![CDATA[Esercizi di Stile]]></title>
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    <published>2007-04-01T20:45:33+02:00</published>
    <updated>2007-04-01T20:45:33+02:00</updated>
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      <name>Windlover75</name>
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    <![CDATA[<p>Tranquilli, non sono compiti a casa... Exercices de style (Esercizi di stile, appunto) &egrave; il titolo di un'opera di Raymond Queneau. Mi correggo, &egrave; il titolo di una GENIALE opera di Raymond Queneau, in cui un unico episodio breve&nbsp;di vita quotidiana viene raccontato 99 volte in 99 stili diversi. La genialit&agrave; sta nel fatto che,&nbsp;bench&eacute; la trama non cambi mai, ogni racconto&nbsp;&egrave; allo stesso tempo uguale e diverso da quelli che lo precedono e lo seguono. Inoltre, la variet&agrave; lessicale &egrave; straordinaria: Queneau riesce a dare ad ogni racconto uno stile ed un vocabolario sempre diversi, e per ben (lo ricordiamo) 99 volte!&nbsp;Una vera manna per gli studenti e gli appassionati della lingua francese, che possono approfittare di questo squisito testo per abbuffarsi di vocaboli e sfruttarlo per ripassare sia la grammatica, sia gli stili espositivi. Il linguista ossessionato ed ossessivo poi (come la sottoscritta ) non mancher&agrave; di farsi tentare (e di cedere&nbsp;alla tentazione!) dal leggere l'opera in traduzione italiana (e anche inglese, tedesca, spagnola... A seconda di quante lingue conosce!)Buona lettura!&nbsp; Zia ManuReference: Raymond Queneau, Exercices de Style, 1947; 164 pg.</p>Pubblicato da <a href="index.php?q=http://www.splinder.com/profile/Windlover75" >Windlover75</a> | <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/post/11600687/Esercizi+di+Stile#comment" >Commenti (1)</a>
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    <title type="html"><![CDATA[Un giornata particolare]]></title>
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    <published>2007-03-14T20:09:40+01:00</published>
    <updated>2007-03-14T20:09:40+01:00</updated>
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    <![CDATA[<p>HAPPY Pi-Day</p>Pubblicato da <a href="index.php?q=http://www.splinder.com/profile/Windlover75" >Windlover75</a> | <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/post/11356614/Un+giornata+particolare#comment" >Commenti</a>
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    <title type="html"><![CDATA[Libri di vita]]></title>
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    <published>2007-03-11T17:13:01+01:00</published>
    <updated>2007-03-11T17:13:01+01:00</updated>
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      <name>Windlover75</name>
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    <![CDATA[<p>Seconda sottosezione di questo blog, dedicata a quelli che io amo definire libri docenti. Sono&nbsp;testi come biografie,&nbsp;saggi storici o trattati scientifici, che riescono per&ograve; ad insegnarci molto di pi&ugrave; di&nbsp;una serie di utili nozioni,&nbsp;lasciando&nbsp;un'impronta nel nostro animo e aiutandoci&nbsp;a rivalutare le nostre posizioni sul mondo, sugli altri, sulla Natura,&nbsp;su noi stessi e sul nostro ruolo. Per intenderci, si tratta di testi come Il diario di Anna Frank, libro-simbolo di questa categoria che non ha bisogno di ulteriori presentazioni.
Il&nbsp;testo che ho scelto per inaugurare questa seconda sottosezione &egrave; uno dei libri pi&ugrave; toccanti e avvincenti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Si tratta de Il banchiere dei poveri, scritto dal Professor&nbsp;Muhammad Yunus,&nbsp;Premio Nobel per la Pace 2006. 
Docente di Economia presso l'Universt&agrave; di Chittagong (Bangladesh), nel 1977 il Professor Yunus&nbsp;ha ideato e fondato la Grameen Bank, istituto di credito indipendente che pratica il microcredito senza garanzie. Grameen &egrave; stata definita anche come la banca dei poveri, dato che i suoi&nbsp;clienti&nbsp;appartengono esclusivamente alle fasce pi&ugrave; povere della popolazione, e&nbsp;si affidano a Grameen per ottenere prestiti di denaro dagli importi ridicoli che altre banche definirebbero ridicoli (a volte dell'ordine di&nbsp;5-10&euro;). Negli anni, l'intuizione e il lavoro del Professor Yunus hanno fatto s&igrave; che&nbsp;i poveri del suo Paese prima, e di altre nazioni in seguito, trovassero un&nbsp;modo per&nbsp;usicre dalla miserie che affliggeva le loro esistenze. 
Ammetto senza problemi di essermi&nbsp;follemente innamorata di ques'uomo che ha&nbsp;scelto di impegnare le sue capacit&agrave; e compentenze per cercare di risolvere in modo efficace&nbsp;il problema della povert&agrave;. Provo per lui una profonda stima ed ammirazione e leggere il suo&nbsp;libro me ne ha fatto&nbsp;innamorare ancor di&nbsp;pi&ugrave;.
Perch&eacute; Il banchiere dei poveri &egrave; un libro di vita? 
Perch&eacute; ci insegna a considerare&nbsp;i poveri come&nbsp;persone con&nbsp;un progetto che non hanno per&ograve;&nbsp;la possiblit&agrave; di realizzare&nbsp;piuttosto che come&nbsp;derelitti di serie B da aiutare&nbsp;facendo la carit&agrave; e donando i vestiti vecchi senza occuparci poi pi&ugrave; di tanto di cosa serva realmente loro. 
Perch&eacute; ci insegna che per cambiare il mondo non serve bruciare i cassonetti nelle manifestazioni o sputare veleno contro chi non sfila per la pace nel mondo, ma si deve soprattutto agire l&agrave; dove serve, insieme&nbsp;a&nbsp;chi ha bisogno del nostro aiuto. 
Perch&eacute; ci dimostra come la determinazione, la volont&agrave; e la spinta verso il bene trascendano razze, religioni, lingue e costumi e siano il vero&nbsp;motore delle nostre azioni&nbsp;quando al centro del nostro sforzo c'&egrave; l'essere umano e non il ritorno di fama che le nostre azioni ci daranno. 
Perch&eacute; ci insegna ad amare chi ci sta accanto,&nbsp;ad interessarci alle sue problematiche e a cercare di risolvere i problemi nostri e degli altri non dalle cattedre e con la teoria, ma&nbsp;direttamente&nbsp;sulle strade e affrontando i prolemi in pratica.
Semplicemente, perch&eacute; parla della vita di&nbsp;Muhammad Yunus, un uomo che ha molto da insegnare a tutti noi.

Buona lettura &nbsp;
&nbsp;</p>Pubblicato da <a href="index.php?q=http://www.splinder.com/profile/Windlover75" >Windlover75</a> | <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/post/11311722/Libri+di+vita#comment" >Commenti (2)</a>
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    <title type="html"><![CDATA[I consigli della Zia - 2]]></title>
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    <published>2007-03-07T13:46:57+01:00</published>
    <updated>2007-03-07T13:46:57+01:00</updated>
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    <![CDATA[<p>
Chi di noi non ha mai sbuffato&nbsp;di fronte all'elenco apparentemente noiso e stantio di libri che ci venivano propinati da&nbsp;leggere per le vacanze scolastiche? 
Quanti di noi hanno spesso chiuso le proprie menti davanti a certi titoli o a certi autori solo perch&eacute; proposti dal professore noioso, dal/la compagno/a di classe saputello/a o perch&eacute; l'argomento semplicemente sembrava non interessare? 
Si dice che scrivere un buon libro non sia&nbsp;facile, ed &egrave; sacrosanto. E' per&ograve; altrettanto difficile&nbsp;scegliere un buon libro, soprattutto quando siamo obbligati a farlo.&nbsp;Ecco allora alcune cose da NON fare quando si sceglie un libro in libreria: 
1- Nel testo di&nbsp;Dude Looks Like a Lady gli Aerosmith inseriscono&nbsp;un famoso proverbio inglese: Never judge the book by its cover, che corrisponde pi&ugrave; o meno al&nbsp;nostro L'abito non fa il monaco. Ai fini di questa rubrica, comunque, va bene anche la traduzione letterale dell'esperssione. NON scegliete mai un libro basandovi SOLO sulla sua copertina. Accade&nbsp;spesso, infatti, che le copertine pi&ugrave; appariscenti o meglio realizzate&nbsp;nascondano un prodotto la cui qualit&agrave; &egrave; decisamente inferiore alle aspettative suscitate dalla confezione (la pubblicit&agrave; &egrave; l'anima del commercio, si sa...). Se una copertina vi attarae, prima di acquistare il libro date per lo meno un'occhiata al riassunto sulla quarta di copertina o sulle alette, tanto per farvi un'idea. 
2- Come dissero una volta i Bee Gees Size Isn't Everything. Ovvero, NON fatevi tentare dalle dimensioni di un libro. Non si dovrebbe mai scegliere un libro in base a quante pagine ha. Il Piccolo Principe &egrave; un meraviglioso libro di neanche 100 pagine, e Don Chisciotte &egrave; un favoloso romanzo di oltre 1000. Allo stesso modo Poppy e Dingam &egrave; un libro corto ma piuttosto&nbsp;scialbo, e La Diana (scritto da&nbsp; Montemayor) &egrave; un noioso e corposo romanzo che sembra non finire mai...
3- Se studiate lingue, cercate di leggere in lingua originale il pi&ugrave; possibile. Gli indiscutibili vantaggi sono a) consolidamento delle proprie conoscenze linguisitche; b) acquisizione di nuovi vocaboli; c)&nbsp;acquisizione di una&nbsp;velocit&agrave; di lettura in lingua straniera; d) progressiva familiarit&agrave; con la lingua straniera. Per gli studenti principianti un buon aiuto sono gli audiolibri: una guida alla pronuncia &egrave; indispensabile soprattutto per chi si avvicina per la prima volta ad un nuovo idioma.
Per ora &egrave; tutto, al prossimo post. Ciao!

&nbsp;
</p>Pubblicato da <a href="index.php?q=http://www.splinder.com/profile/Windlover75" >Windlover75</a> | <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/post/11255656/I+consigli+della+Zia+-+2#comment" >Commenti</a>
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    <title type="html"><![CDATA[I consigli della zia]]></title>
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    <published>2007-03-06T13:27:25+01:00</published>
    <updated>2007-03-06T13:27:25+01:00</updated>
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    <![CDATA[<p>In questa sottorubrica cercher&ograve; di dare consigli su come affrontare in modo sereno e divertente lo studio della letteratura e delle lingue straniere, argomenti per i quali ho una vera e propria ossessione. Studiare &egrave; sempre stata la mia passione, fin da bambina. Dalla&nbsp;mia esperienza di studentessa e da quella breve di insegnante ho imparato che il modo migliore per imparare qualcosa &egrave; essere motivati a farlo. In realt&agrave; &egrave; una cosa che ho capito meglio proprio mentre insegnavo, perch&eacute; da ragazza non ho mai avuto difficolt&agrave;negli studi e la mia naturale curiosit&agrave; verso il mondo esterno ha fatto sempre da propulsore. La mia breve esperienza nell'insegnamento mi ha fatto capire di non essere tagliata per quel mestiere, principalmente perch&eacute; per poter motivare una persona secondo me bisogna conoscerla bene, o essere in&nbsp;grado di empatizzare di primo acchito con tutti, cosa che ahim&eacute; non so fare. E io volevo vedere i risultati subito...Oralmente non sono brava a spronare le persone, tendo a far risaltare troppo la mia esperienza personale (deriva egocentrista di cui non riesco a liberarmi nonstante i tentativi), cercando di capire se pu&ograve; collimare con quella di chi mi ascolta. Per iscritto, per&ograve;, a detta di molti so essere distaccata, analitica&nbsp; e razionale, forse proprio perch&eacute; non vedo stampare su carta le mie emozioni e le mie esperienze... Chiss&agrave;. Comunque, dal prossimo post in poi, la &quot;zia Manu&quot; cercher&agrave; di dare ricette e consigli per apprezzare anche la letteratura pi&ugrave; antica (siamo sempre pi&ugrave; nani sulle spalle di giganti) e per imparare al meglio le lingue straniere, la mia vera unica ossessione.&nbsp;&nbsp;</p>Pubblicato da <a href="index.php?q=http://www.splinder.com/profile/Windlover75" >Windlover75</a> | <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/post/11241301/I+consigli+della+zia#comment" >Commenti (2)</a>
<br /><br />Tags: <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/tag/la+zia+manu+consiglia" >la zia manu consiglia</a><br /><br /><br /><br />]]>
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    <title type="html"><![CDATA[Starters]]></title>
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    <published>2007-03-06T11:35:53+01:00</published>
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    <![CDATA[<p>Ho pensato a lungo al primo libro da proporre in questo nuovo spazio dedicato alla letteratura italiana e internazionale di tutti i tempi, perch&eacute; come si sa la prima impressione &egrave; quella che conta. 
Fortunatamente (o forse dovrei dire sfortunatamente?) l'attualit&agrave; mi viene in soccorso, ed &egrave; con estremo piacere che come prima lettura segnalo Brave New World di Aldous Huxley.
Brave New World &egrave; sicuramente uno dei miei testi preferiti (l'ho letto 4 o 5 volte). La prima volta&nbsp;che lo lessi (era il &quot;lontano&quot; 1993) &nbsp;mi acolp&igrave;&nbsp;la straordinaria attualit&agrave; della trama, scritta nel 1932 ed ambientata nel 2540, un tempo lontanissimo persino per noi oggi. 
Per chi volesse saperne un po' di pi&ugrave;&nbsp;prima di accingersi alla lettura, ecco una buona fonte:
&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brave_New_World">http://en.wikipedia.org/wiki/Brave_New_World</a>
Buona lettura!
</p>Pubblicato da <a href="index.php?q=http://www.splinder.com/profile/Windlover75" >Windlover75</a> | <a href="index.php?q=http://learnfrombooks.splinder.it/post/11239864/Starters#comment" >Commenti (2)</a>
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