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 <title>tutto scorre</title>
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 <description>"Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va."
Eraclito
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 <language>it</language>
 <pubDate>Wed, 23 Jul 2008 20:30:03 +0200</pubDate>
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 <title>Splinder</title>
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 <title>Pirandello: il dominatore perfetto della logica sua</title>
 <link>http://realtafrantumata.splinder.com/post/17544529/Pirandello%3A+il+dominatore+perf</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Luigi Pirandello nella Stampa fascista &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pirandello, iscrittosi al partito fascista nel 1924, a breve distanza dal delitto Matteotti, riusc&amp;igrave; ad ottenere dal regime i finanziamenti per creare il Teatro d&amp;rsquo;Arte di Roma.&lt;br /&gt;
Alcuni intellettuali fascisti, per&amp;ograve;, non l&amp;rsquo;apprezzavano e mostravano, nei suoi confronti, la spia di un clima culturale e di un gusto critico del giornalismo fascista, anche quando si mettevano alla prova nel campo della cultura e della letteratura.&lt;br /&gt;
Carlo Martello, in &amp;ldquo;Europa svegliati!&amp;rdquo; (1935), riconosce la grandezza e la bellezza dell&amp;rsquo;arte dello scrittore e la sua genialit&amp;agrave;, ma lo ritiene nemico della Rivoluzione e della generazione fascista. Per Pirandello, secondo Martello, il mondo si sarebbe fermato alla vigilia della guerra e le idee di questo mondo, per lui, non avrebbero pi&amp;ugrave; camminato; gli orgogli, gli impeti e le passioni sarebbero rimasti immobili al livello giolittiano, quello dell&amp;rsquo;Italia che non voleva la guerra e metteva alla berlina l&amp;rsquo;eroismo, rinunciando all&amp;rsquo;impero, perch&amp;eacute; impero significava sacrificio&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Martello l&amp;rsquo;accusa, inoltre, d&amp;rsquo;individualismo, mentre il pensiero fascista esalta l&amp;rsquo;eroismo che, in vista di una vittoria, unisce l&amp;rsquo;uomo singolo e la massa: una &amp;ldquo;aristocrazia che combattendo conduce&amp;rdquo; e un &amp;ldquo;popolo che seguendo combatte al pari&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
Come semplice artista, cio&amp;egrave; come &amp;ldquo;dominatore perfetto della logica (la logica sua, naturalmente)&amp;rdquo;, lo sente vicino a s&amp;eacute;, per il suo ragionamento dal metodo solido.&lt;br /&gt;
Come pensatore, invece, non gli &amp;egrave; possibile catalogarlo fra i fascisti.&lt;br /&gt;
La Patria dei fascisti non &amp;egrave; una &amp;ldquo;idea astratta da poeti&amp;rdquo;, bens&amp;igrave; &amp;ldquo;realt&amp;agrave; continuamente vivente&amp;rdquo;, vissuta di continuo &amp;ldquo;non solo dai poeti, ma anche dagli operai, dai contadini, dai soldati&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carlo Martello&lt;br /&gt;
Il caso Pirandello&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi &amp;egrave; Pirandello? Abbiamo promesso di non falsare le carte in tavola, non le falseremo. Pirandello ha rappresentato e rappresenta un momento glorioso del teatro italiano. Senza di lui il nostro palcoscenico, da oltre vent&amp;rsquo;anni, non avrebbe visto altro che una miserevole poltiglia di piccoli drammi senza arte n&amp;eacute; fascino o nervo. Vi &amp;egrave; nell&amp;rsquo;arte di questo scrittore una grandezza e una bellezza, pi&amp;ugrave; esattamente forse una genialit&amp;agrave;, che noi per primi riconosciamo ed onoriamo.&lt;br /&gt;
Pirandello non fa per&amp;ograve; parte del nostro clima, del nostro tempo, della nostra passione rivoluzionaria. Non sappiamo davvero anche se come uomo, ma certo ed indubbio come scrittore. Di fronte a tale constatazione, frutto di istinto e di ragionamento nello stesso tempo, non possiamo rinunciare alla nostra insurrezione verso di lui. Per Pirandello il mondo si &amp;egrave; fermato alla vigilia della guerra. Le idee di questo mondo, per lui, non hanno pi&amp;ugrave; camminato, i sentimenti, gli orgogli, gli impeti, le passioni sono rimasti immobili al livello giolittiano, dell&amp;rsquo;Italia giolittiana che non voleva la guerra, metteva in berlina l&amp;rsquo;eroismo, rinunciava all&amp;rsquo;impero, perch&amp;eacute; impersonifica sacrificio. [&amp;hellip;]&lt;br /&gt;
&amp;Egrave; questo il Pirandello che noi chiamiamo nemico della Rivoluzione e quindi anche nostro. Fra la sua anima e quella di noi, generazione fascista, vi &amp;egrave; un abisso. Lui &amp;egrave; ancora in mezzo al cerebralismo, schiavo, vittima e poeta di questo, noi siamo invece meno alti ma perci&amp;ograve; pi&amp;ugrave; profondi; noi siamo nell&amp;rsquo;intimo dell&amp;rsquo;anima umana che soffre ben altri drammi ed &amp;egrave; combattuta da ben altre guerre che quelle pirandelliane fatte di ombre, che aspira a ben altre cose, che ha bisogno di vincere e vivere non di ricette astratte, ma di forza e fede: forza e fede umane.&lt;br /&gt;
Non solo. Tutto il pensiero pirandelliano &amp;egrave; ancora individualista, &amp;egrave; il capolavoro non solo italiano ma mondiale, dell&amp;rsquo;individualismo. Noi fascisti siamo invece tutti dominati, tutti presi, tutti commossi da una idea di popolo e prima ancora che da una tale idea, sopra di questa, siamo esaltati da un sogno di impero per il quale occorre la fusione perfetta dell&amp;rsquo;uomo singolo e della massa: aristocrazia che combattendo conduce e popolo che seguendo combatte al pari.&lt;br /&gt;
Noi fascisti siamo per il combattimento, siamo per la guerra, siamo per l&amp;rsquo;eroismo, siamo tutti per un senso di umanit&amp;agrave; piena, spirito e carne, che deve salire, conquistare, vincere qualcosa che &amp;egrave; in noi stessi e fuori di noi stessi, che &amp;egrave; privatamente, singolarmente, individualisticamente nostro e nello stesso tempo di tutti: dei camerati, del popolo, della storia: la grandezza di quella grande immensa unica unit&amp;agrave; e famiglia terrena che nella mente del Pirandello, aristocrate della democrazia, non &amp;egrave; mai passata: la Patria, una Patria non idea astratta da poeti, ma realt&amp;agrave; continuamente vivente e di continuo vissuta non solo dai poeti, ma anche dagli operai, dai contadini, dai soldati.&lt;br /&gt;
Ecco il distacco fra noi (la nostra epoca) e il grande Pirandello. Grande senza ironia. Come semplice artista, tornitore di frasi, dominatore perfetto della logica (logica sua, naturalmente) e del sillogismo, ragionatore dal metodo solido, limpido, persuasivo, sintetico, noi possiamo salutarlo come uno dei nostri, o quasi. Come pensatore, invece, assolutamente non ci &amp;egrave; possibile catalogarlo n&amp;eacute; tra la vecchia n&amp;eacute; tra la nuova guardia fascista. N&amp;eacute; ci si dica che la sua &amp;egrave; una satira. &amp;Egrave; un satireggiare allora con troppa compiacenza.&lt;br /&gt;
&amp;Egrave; antifascista Pirandello? Sebbene intorno al 1930 o &amp;rsquo;31 abbia accordato una intervista nella quale annunciava la sua partenza per l&amp;rsquo;America onde poter finalmente scoprire una vera giovent&amp;ugrave; (!?!), a noi il fatto di un suo antifascismo politico personale, qualora ancora dovesse esistere, (e bisognerebbe provarlo) in questo momento non ci interessa affatto. Pu&amp;ograve; essere anche non solo un fascista, ma un fascistone, un fascistissimo come tanti ve ne sono, di super-commendatori, ad ogni passo, con pancetta ed un fervorino sempre pronto sulla punta de la lingua: &amp;egrave; certo che come scrittore e pensatore di libri e di drammi non &amp;egrave; fascista perch&amp;eacute; afascista. Essendo afascista, &amp;egrave; inutile oggi anno XIII voler sofisticare, &amp;egrave; un antifascista anche se, come lo speriamo, non intenzionalmente.&lt;br /&gt;
 (&amp;ldquo;Europa svegliati!&amp;rdquo;, 1935).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Rosalba&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;Pubblicato da &lt;a href="http://www.splinder.com/profile/flash6155" &gt;flash6155&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://realtafrantumata.splinder.com/post/17544529/Pirandello%3A+il+dominatore+perf#comment" &gt;Commenti (30)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tags: &lt;a href="/myblog/tags/fascismo" rel="nofollow"&gt;fascismo&lt;/a&gt;, &lt;a href="/myblog/tags/pirandello" rel="nofollow"&gt;pirandello&lt;/a&gt;, &lt;a href="/myblog/tags/carlo+martello" rel="nofollow"&gt;carlo martello&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 13:21:24 +0200</pubDate>
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 <title>Salvezza casuale</title>
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 <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presso il bordo d'una piscina&lt;br /&gt;
una  farfalla leggera batte sull'acqua&lt;br /&gt;
pesanti ali grondanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salvezza &amp;egrave; illusione vicina,&lt;br /&gt;
una mano diverrebbe ponte,&lt;br /&gt;
o immenso impegno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
soverchierebbe sdegno&lt;br /&gt;
di viandanti da altri pensieri distratti&lt;br /&gt;
e da propri problemi ubriacati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo un bimbo tende la mano,&lt;br /&gt;
ha un unico impellente bisogno:&lt;br /&gt;
salvare una vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo semplice ingenuo sogno&lt;br /&gt;
distende i palmi e sorride,&lt;br /&gt;
la libert&amp;agrave; vola via,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e sulla sua scia&lt;br /&gt;
lascia il bruno corpo&lt;br /&gt;
dell'altra farfalla disteso sull'acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rosalba&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;Pubblicato da &lt;a href="http://www.splinder.com/profile/flash6155" &gt;flash6155&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://realtafrantumata.splinder.com/post/17450556/Salvezza+casuale#comment" &gt;Commenti (32)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tags: &lt;a href="/myblog/tags/poesia" rel="nofollow"&gt;poesia&lt;/a&gt;, &lt;a href="/myblog/tags/individuo" rel="nofollow"&gt;individuo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 16:18:44 +0200</pubDate>
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 <title>Desiderio d'ignoto</title>
 <link>http://realtafrantumata.splinder.com/post/17392012/Desiderio+d%27ignoto</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Impetuosa nella sua immane imponenza &lt;br /&gt;
si erge&lt;br /&gt;
la bianca schiena calcarea &lt;br /&gt;
sulla distesa marina,&lt;br /&gt;
profonda sutura d&amp;rsquo;acqua e cielo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tremito assordante rocciosi anfratti&lt;br /&gt;
pervade&lt;br /&gt;
e allaga le stanze dell'anima,&lt;br /&gt;
brivido d'ignota scoperta &lt;br /&gt;
che supera deluse speranze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed &amp;egrave; subito vita.&lt;br /&gt;
Grani di sabbia  finissima brillano&lt;br /&gt;
su lievi gobbe dorate dal sole &lt;br /&gt;
infervorato dal gioco di luci intrecciate.&lt;br /&gt;
Sulla spiaggia ruote di bimbe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vele cangianti s&amp;rsquo;inarcano &lt;br /&gt;
sul profilo di azzurre onde&lt;br /&gt;
e inseguono creste canute&lt;br /&gt;
tra voci indistinte d&amp;rsquo;estate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mille  tersi rivoli &lt;br /&gt;
si rovesciano cristallini&lt;br /&gt;
sulle nostre macerie abbandonate,&lt;br /&gt;
su illusioni scamuffate,&lt;br /&gt;
su vuoti miraggi e sogni rifiutati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un secolare svago,&lt;br /&gt;
che &amp;egrave; fresco solo per chi si rinnova,&lt;br /&gt;
l&amp;rsquo;acqua oltre i detriti &lt;br /&gt;
s&amp;rsquo;arena,&lt;br /&gt;
spiana sabbie a castelli incantati,&lt;br /&gt;
alleva sogni, speranze e chimere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rosalba&lt;/p&gt;Pubblicato da &lt;a href="http://www.splinder.com/profile/flash6155" &gt;flash6155&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://realtafrantumata.splinder.com/post/17392012/Desiderio+d%27ignoto#comment" &gt;Commenti (23)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 20:36:47 +0200</pubDate>
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 <title>Anima nera</title>
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 <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Per pi&amp;ugrave; di un&amp;rsquo;ora, da docili venti trascinata,&lt;br /&gt;
volai su candide nubi ovattate: infine arrivammo&lt;br /&gt;
alla terra dei Lotofagi, che mangiano cibi di fiori.&lt;br /&gt;
Qui sul lido scendemmo e attingemmo dell&amp;rsquo;acqua;&lt;br /&gt;
e subito presero il pasto, nel bianco paradiso, i compagni.&lt;br /&gt;
Poi, come di cibo fummo sazi e di vino,&lt;br /&gt;
allora ebbi il coraggio di guardare, intorno, la fame,&lt;br /&gt;
osservai la gente, su quella terra, accontentarsi di poco.&lt;br /&gt;
Mi mescolai fra i mangiatori di loto, mentre in disparte&lt;br /&gt;
i compagni mi tiravano, perch&amp;eacute; non facessi domande&lt;br /&gt;
indiscrete, perch&amp;eacute; non chiedessi se davvero&lt;br /&gt;
il dolcissimo frutto del loto l&amp;igrave; ancora crescesse,&lt;br /&gt;
se conoscessero Ulisse e i suoi compagni,&lt;br /&gt;
ai quali, un tempo, il fiore dell&amp;rsquo;obl&amp;igrave;o fu offerto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al largo della costa tunisina, nell&amp;rsquo;isola di Djerba, ti ho cercato: proprio l&amp;agrave;, nella terra dei Lotofagi in cui giunse Ulisse, dopo aver doppiato Capo Malea, deviato dalla corrente, dalle onde e da Borea, e poi allontanato oltre Citera. &lt;br /&gt;
Tra la dolcezza dei paesaggi e le spiagge assolate, ho dimenticato il presente, il mio presente, senza aver assaporato alcun fiore dell&amp;rsquo;obl&amp;igrave;o.&lt;br /&gt;
Ho ricordato il tuo sguardo intenso, la tua pelle nera, quando, negli anni miei dell&amp;rsquo;incoscienza, che mi rendevano tutto pi&amp;ugrave; facile, qualcuno offendeva, con un idioma a me ben noto, i miei biondi capelli, mentre teneramente ci prendevamo per mano. Il chiaroscuro, con i suoi contrasti, &amp;egrave; bello da vedersi solo nell&amp;rsquo;arte.&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;albergo che l&amp;rsquo;agenzia di viaggi ci aveva riservato era un immenso paradiso bianco, avvolgente, pulito: i miei amici sapevano scegliere bene e conoscevano la mia maniacale passione per la pulizia. L&amp;rsquo;immensa piscina di fronte al mare, con la sua enorme quantit&amp;agrave; d&amp;rsquo;acqua, emanava forti riverberi e un&amp;rsquo;insistente esalazione di cloro. Mi sentivo in gabbia; per la prima volta desideravo vedere la polvere, quella reale polvere rossa che a malapena riusciva a filtrare all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;immane struttura alberghiera, depositandosi nelle scanalature degli arredi esterni e negli ombrelloni, anch&amp;rsquo;essi bianchi, che completavano il paradiso artificiale, costruito, tra vasi di fiori, per i turisti. &lt;br /&gt;
E di nuovo pensavo a te, al colore della tua pelle, provavo l&amp;rsquo;irresistibile impulso di uscire fuori da quel bianco accecante, per scoprire la verit&amp;agrave;, per vedere la vita reale degli abitanti dell&amp;rsquo;isola.&lt;br /&gt;
Fuori da quella prigione abbagliante, trovai donne fiere e lavoratrici instancabili; uomini dalla carnagione brunita patteggiavano prezzi nei mercati. Poi polvere, profumi di spezie, odori umani e calma, molta calma. La povert&amp;agrave; non ha fretta. &lt;br /&gt;
Visitai la riserva di coccodrilli, i musei d&amp;rsquo;artigianato e di cultura locale; vidi la danza delle donne con le brocche sul capo e le danzatrici del ventre: inni alla gioia per gli occidentali conquistatori. La cultura berbera restava nel retroscena. &lt;br /&gt;
Un vecchio dai piedi accartocciati, a fatica, si trascinava dondolandosi sulle sue pantofole sformate e, lentamente, accatastava casse di arance, speranza di sopravvivenza nel polveroso mercato di strada. Vesti colorate e lunghe tuniche sgargianti, eleganti, sfilavano accanto ad abiti dalla forgia occidentale, consunti e impolverati, sfoggiati con lo stesso orgoglio di chi, da noi, li aveva indossati, quand&amp;rsquo;erano di moda, venticinque anni fa. La povert&amp;agrave; non ha fretta, la povert&amp;agrave; ferma il tempo e d&amp;agrave; ad ogni cosa il suo giusto valore.&lt;br /&gt;
Come mi sentivo ricca in quelle strade dalla polvere rossa! &lt;br /&gt;
E ancora ripensavo alla tua pelle nera, pi&amp;ugrave; ombrosa dell&amp;rsquo;ambrata carnagione araba, pi&amp;ugrave; scura di tutte le sfumature del brunito bronzo. &lt;br /&gt;
La mia pelle &amp;egrave; chiara, ma la mia anima &amp;egrave; pi&amp;ugrave; nera della tua pelle, perch&amp;eacute; io non riesco a fare niente per chi soffre; la mia anima &amp;egrave; pesante e spessa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I mercati e l'artigianato di Djerba&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riserva di coccodrilli &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Uova di coccodrillo&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Piccoli coccodrilli&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            La riserva&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Coccodrilli adulti stesi al sole&amp;nbsp; dopo il bagno&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
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    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            &amp;nbsp;Coccodrillo adulto&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La danza con le brocche&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La danza del ventre&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 16:37:31 +0200</pubDate>
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 <title>Tutte quelle cose, così vere, non ebbero corpo, né nome</title>
 <link>http://realtafrantumata.splinder.com/post/16175006/Tutte+quelle+cose%2C+cos%C3%AC+vere%2C</link>
 <description>&lt;p&gt;Acquattata nel silenzio, inseguo con gli occhi un fascio di luce, che modella giovani germogli lungo un filo spinato, su cui s&amp;rsquo;avvinghiano tralci di vite. Tenere gemme presto fioriranno; sullo sfondo, frange d&amp;rsquo;aghi di pino dorate e uno scorcio di mare, separato dal cielo con un sottile cingolo, delimitano la vetrata, che incornicia la parete della stanza come un quadro invadente. In quel ritaglio, che &amp;egrave; solo mio, il silenzio mi protegge dagli sguardi. Non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; dolore: ora posso finalmente pensare. Ci&amp;ograve; che vedo &amp;egrave; vero e reale, durer&amp;agrave; poco, il tempo del calar della sera, quando il sole avr&amp;agrave; deciso di portare i suoi regali altrove. Ma io non ci sar&amp;ograve;, quando scender&amp;agrave; la notte.&lt;br /&gt;
Affondo la testa tra i cuscini del divano per proteggermi persino da me stessa e dai miei sentimenti; e, nel silenzio tutto mio, le prime note di Romeo Scaccia inondano la stanza con Not Yet. Finalmente mi appartengo.&lt;br /&gt;
Riprenditi le parole con cui mi accarezzavi, cos&amp;igrave; vere, cos&amp;igrave; calde, eppure irreali e fatue; potrai comporre nuovi canti d&amp;rsquo;amore, potrai scaldare altri cuori. Abbi solo un riguardo: mescolale bene tra loro, perch&amp;eacute; nessuno si accorga che hanno provocato un gran dolore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, mentre canterai un nuovo affetto, potrai continuare ad esplorare l&amp;rsquo;amore, quello universale, quell&amp;rsquo;amore che &amp;egrave; di tutti, ma, proprio per questo, di nessuno.&lt;br /&gt;
Solo il sole &amp;egrave; reale. Solo il sole mi riscalda, e i miei ricordi inseguono i versi del poema di Pedro Salinas:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[III] &lt;br /&gt;
[&amp;hellip;] Al di l&amp;agrave; di te ti cerco.&lt;br /&gt;
Non nel tuo specchio&lt;br /&gt;
e nella tua scrittura,&lt;br /&gt;
nella tua anima nemmeno.&lt;br /&gt;
Di l&amp;agrave;, pi&amp;ugrave; oltre [&amp;hellip;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[V]&lt;br /&gt;
&amp;Egrave; stato, accadde, &amp;egrave; vero.&lt;br /&gt;
Fu in un giorno, fu una data&lt;br /&gt;
che segna il tempo al tempo.&lt;br /&gt;
Fu in un luogo che io vedo.&lt;br /&gt;
I suoi piedi toccavano il suolo&lt;br /&gt;
questo stesso che tutti tocchiamo [&amp;hellip;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E quello che lei mi disse &lt;br /&gt;
fu in una lingua del mondo,&lt;br /&gt;
con grammatica e storia.&lt;br /&gt;
Cos&amp;igrave; vero&lt;br /&gt;
che sembrava menzogna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No.&lt;br /&gt;
Devo viverlo dentro,&lt;br /&gt;
me lo devo sognare.&lt;br /&gt;
Togliere il colore, il numero,&lt;br /&gt;
il respiro tutto fuoco,&lt;br /&gt;
con cui mi bruci&amp;ograve; nel dirmelo.&lt;br /&gt;
Mutare tutto in forse,&lt;br /&gt;
in mero caso, sognandolo.&lt;br /&gt;
Cos&amp;igrave;, quando vorr&amp;agrave; smentire&lt;br /&gt;
ci&amp;ograve; che mi disse allora,&lt;br /&gt;
non mi morder&amp;agrave; il dolore&lt;br /&gt;
d&amp;rsquo;una felicit&amp;agrave; perduta&lt;br /&gt;
che io tenni fra le braccia,&lt;br /&gt;
come si tiene un corpo.&lt;br /&gt;
Creder&amp;ograve; di aver sognato.&lt;br /&gt;
Che tutte quelle cose, cos&amp;igrave; vere,&lt;br /&gt;
non ebbero corpo, n&amp;eacute; nome.&lt;br /&gt;
Che perdo&lt;br /&gt;
un&amp;rsquo;ombra, un sogno ancora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Pedro Salinas, da &amp;ldquo;La voce a te dovuta&amp;rdquo;, a cura di Emma Scoles, Einaudi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rosalba&lt;/p&gt;Pubblicato da &lt;a href="http://www.splinder.com/profile/flash6155" &gt;flash6155&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://realtafrantumata.splinder.com/post/16175006/Tutte+quelle+cose%2C+cos%C3%AC+vere%2C#comment" &gt;Commenti (89)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tags: &lt;a href="/myblog/tags/poesia" rel="nofollow"&gt;poesia&lt;/a&gt;, &lt;a href="/myblog/tags/pedro+salinas" rel="nofollow"&gt;pedro salinas&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 19:14:48 +0100</pubDate>
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<source url="http://realtafrantumata.splinder.com/post/16175006/Tutte+quelle+cose%2C+cos%C3%AC+vere%2C">Tutte quelle cose, così vere, non ebbero corpo, né nome</source>
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 <title>Lo scrittore è un operaio come un altro</title>
 <link>http://realtafrantumata.splinder.com/post/16086195/Lo+scrittore+%C3%A8+un+operaio+com</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&amp;Eacute;mile Zola (Parigi, 1840 &amp;ndash; 1902), scrittore francese rappresentante del Naturalismo, nel fare un&amp;rsquo;analisi sociale del letterato nell&amp;rsquo;antico regime del Seicento-Settecento e nella societ&amp;agrave; moderna nella quale egli vive, esprime un giudizio positivo sul rapporto che si crea tra letteratura, denaro e societ&amp;agrave; nel corso dell&amp;rsquo;Ottocento.&lt;br /&gt;
Lo scrittore, per campare, non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; costretto, come in epoca precedente, ad accettare la protezione di grandi signori che lo sfamano, lo vestono e gli forniscono alloggio, e non deve pi&amp;ugrave; ricambiarli con la celebrazione delle loro lodi. La letteratura non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; asservita alla nobilt&amp;agrave;, alla maniera del vecchio regime monarchico e non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; soggetta a questa al pari della terra e della gente stessa. Lo scrittore diventa &amp;ldquo;un operaio come un altro, che si guadagna la vita con il suo lavoro&amp;rdquo;. Cambia anche il rapporto tra l&amp;rsquo;opera letteraria e il pubblico: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;opera nasce dalla gente e per la gente&amp;rdquo; e &amp;ldquo;nelle lettere si ha l&amp;rsquo;avvento della democrazia&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
Il successo o l&amp;rsquo;insuccesso dello scrittore &amp;egrave; deciso dalla maggioranza del popolo, che stabilisce se comprare o no i suoi libri.&lt;br /&gt;
Riporto alcuni passi tratti da &amp;ldquo;Il romanzo sperimentale&amp;rdquo; (1800) di Zola, in cui &amp;egrave; ben evidente l&amp;rsquo;entusiasmo per l&amp;rsquo;espansione del mercato e dell&amp;rsquo;industria editoriale come un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di libert&amp;agrave; per lo scrittore e di democratizzazione per l&amp;rsquo;opera d&amp;rsquo;arte; allo stesso tempo, mi domando, e lo domando anche a chi legge il post, se sia applicabile, ai giorni nostri, e nel nostro ambiente socio-culturale, una valutazione di questo tipo sulla figura dello scrittore-operaio, sulla letteratura e sull&amp;rsquo;editoria. L&amp;rsquo;immagine che segue il testo di Zola raffigura &amp;ldquo;Lo scrittore&amp;rdquo;, di Vincenzo Guerrazzi, scrittore, operaio ed anche pittore dei nostri giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;ldquo;Spesso sento questo lamento levarsi intorno a me: &amp;laquo;L&amp;rsquo;ingegno letterario tramonta, le lettere sono soffocate dallo spirito commerciale, il denaro uccide il talento&amp;raquo;. Ed altre dolenti accuse si muovono contro la nostra democrazia che invade i salotti e le accademie, guasta la finezza della lingua, fa dello scrittore un mercante qualsiasi che colloca o no la sua merce secondo il marchio di fabbrica, raccogliendo una formula o morendo in miseria. [&amp;hellip;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco dunque la vera situazione degli scrittori nel diciassettesimo e nel diciottesimo secolo. [&amp;hellip;] L&amp;rsquo;opera letteraria non pu&amp;ograve; mantenere il suo autore il quale, perci&amp;ograve;, diviene una sorta di uccello prezioso, la cui magnificenza solamente il re ed i grandi signori hanno i mezzi per potersi concedere. Fra il protettore e il protetto si forma un contratto; il protettore vestir&amp;agrave;, nutrir&amp;agrave; e allogger&amp;agrave; oppure si accontenter&amp;agrave; di dare una pensione al protetto, che in cambio ne celebrer&amp;agrave; le lodi e gli dedicher&amp;agrave; le sue opere per trasmettere alla posterit&amp;agrave; il suo nome e la notizia dei suoi benefici. Ci&amp;ograve; rientra nel ruolo che il vecchio regime monarchico attribuiva alla nobilt&amp;agrave;: in cambio dei suoi privilegi, essa aveva il dovere di aiutare tutti quelli che le si sottomettevano e le lettere non erano che una delle cose a lei soggette, come la terra e la gente stessa. La gerarchia regnava in maniera assoluta, protetta da un secolare rispetto. Se il re o i signori si abbassavano a familiarizzare con uno scrittore, si trattava di una condiscendenza passeggera, perch&amp;eacute; a nessuno sarebbe venuta l&amp;rsquo;idea di mettere su un piano di perfetta uguaglianza, per esempio, il re Luigi XIV ed il commediante Moli&amp;egrave;re. [&amp;hellip;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consideriamo ora la condizione materiale dello scrittore ai nostri giorni. La Rivoluzione ha spazzato via i privilegi, trascinando con s&amp;eacute; come un fulmine la gerarchia ed il rispetto. Nel nuovo Stato, lo scrittore &amp;egrave; certamente uno dei cittadini la cui situazione &amp;egrave; mutata pi&amp;ugrave; radicalmente. Non ci se ne &amp;egrave; resi conto subito. Sembr&amp;ograve; che sotto Napoleone, sotto Luigi XVIII, sotto Carlo X, le cose riprendessero come prima; ma tutto, con lenta forza, si trasformava, non si era e non si viveva pi&amp;ugrave; nello stesso modo ed ogni giorno il nuovo spirito letterario si formava in base alle condizioni materiali che la giovane societ&amp;agrave; forniva alla letteratura. Ogni movimento nella societ&amp;agrave; implica un movimento intellettuale.&lt;br /&gt;
Innanzitutto si diffonde l&amp;rsquo;istruzione, si creano migliaia di lettori. Il giornale penetra dovunque, anche nelle campagne si comperano libri. In mezzo secolo il libro, che era un oggetto di lusso, diventa un oggetto di consumo corrente. Un tempo costava carissimo; oggi le borse pi&amp;ugrave; modeste possono farsi una piccola biblioteca. Sono fatti di importanza decisiva: non appena il suo popolo sa leggere e pu&amp;ograve; leggere a buon mercato, il commercio librario decuplica i suoi affari e lo scrittore trova ampiamente il modo di vivere della sua penna. Dunque, la protezione dei grandi non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; necessaria, il parassitismo scompare dal costume, un autore &amp;egrave; un operaio come un altro, che si guadagna la vita con il suo lavoro. [&amp;hellip;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il libro &amp;egrave; divenuto insieme facile da collocare e con utili rigorosamente adeguati. &amp;Egrave; una puerilit&amp;agrave; lamentarsi del difficile accesso agli editori. Costoro pubblicano troppo; la cifra dei volumi apparsi ogni anno in Francia &amp;egrave; di molte migliaia. Quando si vedono le banalit&amp;agrave;, il diluvio di libri mediocri che ingombrano le vetrine, ci si chiede quali opere gli editori possano mai rifiutare. Quanto ai contratti, vengono oggi stesi in un&amp;rsquo;eccellente atmosfera di reciproca onest&amp;agrave;. [&amp;hellip;] La maggior parte degli editori paga un diritto fisso per ogni copia stampata. [&amp;hellip;] L&amp;rsquo;autore guadagna pi&amp;ugrave; o meno a seconda del suo successo e l&amp;rsquo;editore stesso ha la garanzia di non versare allo scrittore che diritti proporzionali alle somme che incasser&amp;agrave;. [&amp;hellip;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nuovi modi di vivere sono assicurati agli scrittori; e subito la gerarchia scompare, l&amp;rsquo;intelligenza diventa un titolo di nobilt&amp;agrave; ed il lavoro acquista la sua dignit&amp;agrave;. Al tempo stesso, per logica conseguenza, vien meno l&amp;rsquo;influenza dei salotti e dell&amp;rsquo;Accademia, nelle lettere si ha l&amp;rsquo;avvento della democrazia: cio&amp;egrave; le cricche si perdono nel gran pubblico, l&amp;rsquo;opera nasce dalla gente e per la gente&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(&amp;Eacute;mile Zola, Il romanzo sperimentale, traduzione dal francese di I. Zaffagnini, Pratiche Editrice, Parma, 1980)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Guerrazzi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Lo scrittore, di Vincenzo Guerrazzi&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rosalba&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 10:09:12 +0100</pubDate>
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 <title>Iceland: connection to nature</title>
 <link>http://realtafrantumata.splinder.com/post/16017939/Iceland%3A+connection+to+nature</link>
 <description>&lt;p&gt;(Seconda parte)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Acqua, ghiaccio e fuoco&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un conflitto continuo, acqua, ghiaccio e fuoco vivono, nella natura islandese, uno stretto e appassionato connubio. Le coste dell&amp;rsquo;Islanda offrono paesaggi con luci e sfumature singolari e ospitano, nei propri fiordi, piccoli centri di pescatori, che fanno del mare la loro principale risorsa. Cascate, laghi, lagune, ghiacciai, vulcani, solfatare, geysir costituiscono un&amp;rsquo;irresistibile attrattiva turistica e una seducente tappa per gli amanti della geologia.&lt;br /&gt;
La costante tensione tra freddo e calore, ghiaccio e fuoco &amp;egrave; una percezione talmente intensa, emozionante e ineguagliabile, che resta impressa per sempre nell&amp;rsquo;anima dei visitatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;effetto pi&amp;ugrave; spettacolare dell&amp;rsquo;unione tra ghiaccio e fuoco si osserva in occasione del risveglio di un vulcano sotto uno dei grandi ghiacciai islandesi. Le eruzioni sotto la calotta glaciale causano lo scioglimento del ghiaccio e la pressione provocata dal calore e dal vapore rialza la calotta, generando un&amp;rsquo;ondata di piena, che arreca effetti disastrosi sul territorio contiguo. L&amp;rsquo;effetto di quest&amp;rsquo;eruzione &amp;egrave; detto, in islandese, j&amp;ouml;kulhlaup, &amp;ldquo;esplosione glaciale&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
&amp;Egrave; ci&amp;ograve; che accadde, nel 1996, a Nord-Ovest di Gr&amp;iacute;msv&amp;ouml;tn, uno dei vulcani attivi imprigionati nel ghiacciaio pi&amp;ugrave; grande d&amp;rsquo;Europa, il Vatnaj&amp;ouml;kull. Prima che l&amp;rsquo;acqua irrompesse all&amp;rsquo;esterno, si era formato un grandissimo lago sospeso e, dopo il suo svuotamento, il ghiacciaio &amp;egrave; crollato su se stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            &amp;nbsp;Effetto della j&amp;ouml;kulhlaup a Gr&amp;iacute;msv&amp;ouml;tn verso la fine del 1996&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Il ghiacciaio Vatnaj&amp;ouml;kull &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella parte meridionale del Vatnaj&amp;ouml;kull si trova la Laguna Glaciale di J&amp;ouml;kuls&amp;aacute;rl&amp;oacute;n, costellata da iceberg di un azzurro trasparentissimo, a tratti grigio scuro, dalle forme pi&amp;ugrave; esilaranti: ora sembrano elefanti, ora gigantesche tartarughe e, ogni tanto, &amp;egrave; possibile scorgervi qualche foca vera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Laguna Glaciale di J&amp;ouml;kuls&amp;aacute;rl&amp;oacute;n&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una leggenda islandese, &amp;ldquo;La pelle di foca&amp;rdquo;, conosciuta con diverse varianti nel vasto campionario dei racconti nordici, associa la foca ad una donna, considerata sotto il duplice aspetto d&amp;rsquo;entit&amp;agrave; acquatica e terrestre, un po&amp;rsquo; come le famose sirene. Il punto fondamentale della narrazione &amp;egrave; il furto della pelle, che la donna foca subisce e che la tiene separata dall&amp;rsquo;acqua, dal proprio s&amp;eacute; profondo. La leggenda rappresenta, metaforicamente, la perdita dell&amp;rsquo;anima come prezzo da pagare per scelte di vita estranee alla propria natura profonda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pelle di foca&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta, c&amp;rsquo;era un uomo nell&amp;rsquo;Est dell&amp;rsquo;Islanda, nel Myrdalur, che, di buon mattino, si alzava prima di tutti gli altri e passava accanto a delle rocce lungo il mare. Arriv&amp;ograve; all&amp;rsquo;ingresso di una caverna. All&amp;rsquo;interno della grotta, ud&amp;igrave; frastuoni e danze e, all&amp;rsquo;esterno, vide una gran quantit&amp;agrave; di pelli di foca. Ne sottrasse una, la port&amp;ograve; nella propria abitazione e la rinchiuse in una cassa. Un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; tardi, durante la giornata, l&amp;rsquo;uomo ritorn&amp;ograve; all&amp;rsquo;ingresso della caverna e vide una donna molto bella. Era tutta ignuda e piangeva forte. Si trattava della foca alla quale lui aveva rubato la pelle. L&amp;rsquo;uomo don&amp;ograve; degli abiti alla ragazza, la consol&amp;ograve; e la condusse con s&amp;eacute;. Lei gli era devota, ma non riusciva per niente a stare in compagnia con gli altri. Spesso, restava seduta tutta triste, guardando verso il mare. Dopo qualche tempo, lui la spos&amp;ograve;, tutto fra loro and&amp;ograve; bene ed ebbero anche dei figli. L&amp;rsquo;uomo rozzo custodiva sempre la pelle sotto chiave dentro la cassa e portava addosso a s&amp;eacute; la chiave, ovunque andasse. Un giorno, dopo parecchi anni, se ne and&amp;ograve; a remare dimenticandosi la chiave a casa, sotto l&amp;rsquo;orlo del suo guanciale. Altri raccontano che il paesano and&amp;ograve; con i suoi familiari alla messa di Natale e che la sua donna era malata e non aveva potuto accompagnarlo. Quando si era cambiato, aveva dimenticato di ritirare la chiave dalla tasca dei suoi abiti di tutti i giorni. Ma quando rientr&amp;ograve; a casa, la cassa era aperta, la pelle e la foca erano sparite. Lei, presa la chiave, aveva guardato ci&amp;ograve; che c&amp;rsquo;era dentro la cassa e aveva trovato la pelle. Allora non pot&amp;eacute; resistere alla tentazione, salut&amp;ograve; i propri figli, si nascose nella pelle e si gett&amp;ograve; in mare. Si narra che, poco prima, lei avesse pronunciato sottovoce queste parole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;ldquo;Io non so che fare,&lt;br /&gt;
ho sette figli nel mare&lt;br /&gt;
e sette figli sulla terra&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si dice che l&amp;rsquo;uomo ne fu molto commosso.&lt;br /&gt;
In seguito, quando lui remava per pescare, vi era spesso una foca che nuotava attorno alla sua barca e si sarebbe detto che dai suoi occhi colassero lacrime. Da quel momento in poi, egli fu particolarmente felice durante la pesca ed ebbe gran fortuna. Frequentemente, quando i loro figli andavano sulla riva, una foca si mostrava l&amp;agrave;, davanti a questi, nel mare, e lui gettava dei pesci di tutti i colori e delle belle conchiglie. Mai, per&amp;ograve;, la loro madre fece ritorno sulla terra.&lt;br /&gt;
(da Contes populaires d&amp;rsquo;Islande, Ed. Almenna B&amp;oacute;kaf&amp;eacute;lagiđ)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Islanda acqua, ghiaccio e fuoco convivono in un contrasto scenografico straordinario. Nella regione vulcanica di Krafla &amp;egrave; possibile osservare le rocce fumanti e le solfatare di Leirhnj&amp;uacute;kur; a Hverarond, quelle di N&amp;aacute;maskarđ; e poi, nel Nord dell&amp;rsquo;isola, proprio accanto alla Ring Road, la bellissima cascata di Gođafoss, &amp;ldquo;La cascata degli dei&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Il vulcano di Krafla&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Il vulcano di Krafla&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Krafla, solfatare di Leirhnj&amp;uacute;kur&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Krafla &amp;egrave; un monte alto 818 m, che si trova a 7 km a Nord della Ring Road, ma con il suo nome si designa l&amp;rsquo;intera regione vulcanica, in cui sorge una centrale elettrica alimentata da energia geotermica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Hverarond, solfatare di N&amp;aacute;maskarđ&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gođafoss &amp;ldquo;La cascata degli dei&amp;rdquo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cascata di Gođafoss ebbe origine dalle acque del fiume glaciale Skj&amp;aacute;lfandaflj&amp;oacute;t, che modell&amp;ograve; un campo di lava creato da un&amp;rsquo;eruzione vulcanica di un cratere non distante dal Vatnaj&amp;ouml;kull, 8000 anni fa. Il nome della cascata risale all&amp;rsquo;anno 1000, quando l&amp;rsquo;Al&amp;thorn;ing (l&amp;rsquo;antica Assemblea parlamentare) prese ufficialmente la decisione di accettare la religione cristiana. Tutte le sculture delle divinit&amp;agrave; pagane norrene furono cos&amp;igrave; gettate dentro la cascata, che prese il nome di &amp;ldquo;Cascata degli dei&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
A Sud dell&amp;rsquo;Islanda, non lontano dal villaggio di Sk&amp;oacute;gar, lungo la strada che conduce alla capitale, si pu&amp;ograve; incontrare un&amp;rsquo;altra bellissima cascata, quella di Selijandsfoss, le cui acque si scagliano da una parete rocciosa verso un laghetto verde: seguendo un sentiero, si pu&amp;ograve; anche fare il giro dietro il getto d&amp;rsquo;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cascata di Selijandsfoss&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Notevole, inoltre, la zona geotermica di Geysir, nell&amp;rsquo;Islanda centro-meridionale, a poco pi&amp;ugrave; di 100 km da Reykjav&amp;iacute;k. I geysir sono manifestazioni di vulcanismo e si formano quando l&amp;rsquo;acqua, riscaldata dall&amp;rsquo;energia geotermica, rimane imprigionata nelle fenditure del terreno. L&amp;rsquo;acqua in superficie si raffredda, mentre quella sotterranea si surriscalda, si trasforma in vapore ed esplode scagliando in aria l&amp;rsquo;acqua pi&amp;ugrave; fredda sopra di essa. Il getto d&amp;rsquo;acqua calda e vapore contiene disciolti numerosi sali e silice idrata che si depositano formando la geyserite.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;a href="http://fotoviaggiando.altervista.org/geysir.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Grande Geysir, che inizi&amp;ograve; ad emettere getti d&amp;rsquo;acqua bollente nel XIV secolo, fin dagli anni &amp;rsquo;60 ha ridotto notevolmente la sua attivit&amp;agrave; ed ora si possono notare solo piccole fuoriuscite di vapore. Vi &amp;egrave;, per&amp;ograve;, un altro geysir, lo Strokkur, che emette zampilli alti fino a 35 m ogni 10 minuti circa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Zona geotermica di Geysir: lo Strokkur&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'origine degli elfi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli elfi, simboli nella mitologia norrena della forza della natura, resistenti alle malattie e alle forti temperature, sembrano gli abitatori ideali dei paesaggi islandesi. Il legame tra il &amp;ldquo;popolo invisibile&amp;rdquo;, costituito da entit&amp;agrave; sovrannaturali, spesso collegate agli spiriti dei defunti, e gli islandesi &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; saldo di quanto si creda. Ancor oggi, se ci sono dei lavori in corso per costruire una strada o un edificio, e si verifica qualche inconveniente, la popolazione islandese ritiene che, probabilmente, si sta invadendo qualche dimora segreta degli elfi. Per costruire la strada che unisce K&amp;oacute;pavogur a Reykjav&amp;iacute;k, anzich&amp;eacute; eliminare una collinetta, abitata, presumibilmente, dagli elfi, si &amp;egrave; preferito far seguire alla strada una larga curva, perch&amp;eacute;, durante i lavori, i macchinari utilizzati per rimuovere la collina s&amp;rsquo;inceppavano. L&amp;rsquo;origine di queste credenze &amp;egrave; da ricercarsi nelle radici pagane delle tradizioni islandesi; una natura forte e misteriosa, le eruzioni vulcaniche, i soffioni sulfurei ed altri fenomeni naturali, un tempo imprevedibili e inspiegabili razionalmente, favorirono l&amp;rsquo;idea di una possibile convivenza con esseri invisibili. In periodo cristiano, gli elfi divennero persino sequestratori di bambini, ci&amp;ograve; lascia trasparire l&amp;rsquo;evidente difficolt&amp;agrave; che la nuova religione incontr&amp;ograve; nel dover coesistere con convinzioni pagane. Un palese tentativo di conciliazione tra questi spiriti della tradizione pagana e il cristianesimo si ha nella nota leggenda popolare sull&amp;rsquo;origine degli elfi, che si riallaccia al mito d&amp;rsquo;Adamo ed Eva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La leggenda sull&amp;rsquo;origine degli elfi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un giorno, Dio onnipotente and&amp;ograve; a trovare Adamo ed Eva. Loro lo accolsero bene e gli mostrarono tutto ci&amp;ograve; che possedevano nella propria casa. Gli mostrarono anche i propri figli, che lui trov&amp;ograve; molto promettenti. Egli domand&amp;ograve; ad Eva se avesse altri figli oltre a quelli che gli aveva appena mostrato. Lei rispose di no. Il fatto era che Eva non aveva lavato alcuni dei suoi bambini e, per questo motivo, si era vergognata di farli vedere a Dio: perci&amp;ograve; li aveva nascosti. Ma ci&amp;ograve; Dio lo sapeva e disse: &amp;ldquo;Ci&amp;ograve; che deve restare nascosto a me sar&amp;agrave; nascosto anche agli uomini&amp;rdquo;. Cos&amp;igrave;, questi figli sono rimasti invisibili per gli uomini e abitano i monti e le alture, le caverne e le rocce. Questi sono diventati gli elfi, mentre gli uomini derivano da quei figli che Eva mostr&amp;ograve; a Dio. Gli uomini non possono vedere gli elfi, salvo che non siano gli stessi elfi a volerlo, perch&amp;eacute; loro possono vedere gli uomini e lasciarsi guardare. &lt;br /&gt;
(da Contes populaires d&amp;rsquo;Islande, Ed. Almenna B&amp;oacute;kaf&amp;eacute;lagiđ).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spesso, nei giardini privati, accanto alle proprie abitazioni, gli islandesi dedicano ampi spazi alle casette degli elfi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Lago M&amp;yacute;vatn e le mucche con il reggiseno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&amp;rsquo;Islanda nord-orientale, in una zona vulcanica ricca di campi lavici e attivit&amp;agrave; geotermica, non molto distante da Krafla, sorge il Lago M&amp;yacute;vatn, il cui nome significa &amp;ldquo;lago del moscerino&amp;rdquo;. Diverse specie di moscerini, infatti, trovano un luogo di riproduzione ideale nelle acque del lago, ricco d&amp;rsquo;alghe e profondo mediamente solo 2,5 m, ma con una superficie di 37 kmq. Questi insetti sono una fonte di sostentamento per animali selvatici: le loro larve costituiscono un nutrimento per le trote e per alcuni tipi di uccelli durante il periodo della nidificazione. Gli esseri umani, per difendersi dal fastidio dei moscerini, possono indossare sul capo una particolare rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Scacciamoscerini&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fattoria presso il lago M&amp;yacute;vatn, accanto ad una staccionata, un cavallo dalla criniera bionda, dopo aver lottato contro uno sciame di moscerini, si ricompone e china il capo verso l&amp;rsquo;erba. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tormento dei moscerini diventa pi&amp;ugrave; evidente per le mucche da latte, che sono costrette a portare dei reggiseni di protezione, tenuti da delle cinghie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'ingrandimento si vedono le cinghie che legano il reggiseno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle vicinanze del Lago M&amp;yacute;vatn, sorge un bagno termale. Le acque della laguna provengono da alcuni pozzi della National Power Company di Bjarnarflag. Allo stato naturale, si trovano a temperature molto elevate; la temperatura viene ridotta facendo passare le acque in uno scambiatore di calore: esse sono poi convogliate in un bacino accanto alla laguna, quando, ormai, hanno raggiunto la temperatura di 36-40&amp;deg;C.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caccia alle balene&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin dal 1986, la Commissione Internazionale per la Caccia alla Balena (CWI) aveva vietato la caccia dei cetacei per scopi commerciali, ma gli islandesi avevano continuato a cacciare, con le loro baleniere, fino al 1989, per &amp;ldquo;scopi scientifici&amp;rdquo;. Qualunque fossero questi scopi scientifici, la carne di balena era venduta ai ristoranti islandesi e giapponesi e le carcasse erano utilizzate per l&amp;rsquo;alimentazione di animali domestici, oppure da queste si ricavavano mangimi per polli, dadi per brodo e olio lubrificante. Non &amp;egrave; poi raro vedere costole di balena utilizzate come oggetti ornamentali o portafortuna presso giardini di abitazioni private. In un villaggio di un fiordo dell&amp;rsquo;Islanda occidentale, Eskifj&amp;ouml;rđur, in un giardino di una casa, alcune costole di balena, come si pu&amp;ograve; notare nelle immagini seguenti, sono utilizzate come stendibiancheria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&amp;rsquo;ingrandimento, sono ben visibili il cordone per stendere e le mollette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1989 l&amp;rsquo;Islanda, sotto le pressioni internazionali e per via delle azioni degli ambientalisti contro le proprie baleniere, rinunci&amp;ograve; alla caccia dei cetacei, ma nell&amp;rsquo;agosto del 2003 dichiar&amp;ograve; di voler riprendere quest&amp;rsquo;attivit&amp;agrave;, osteggiata dalla IWC, da alcuni membri della comunit&amp;agrave; scientifica internazionale e da diversi gruppi dell&amp;rsquo;industria turistica islandese, che vedevano nella caccia alle balene un grave danno per il turismo.&lt;br /&gt;
A H&amp;uacute;sav&amp;iacute;k, una citt&amp;agrave; dalle case coloratissime, che sorge in una baia su un pittoresco porto dell&amp;rsquo;Islanda nord-orientale, sullo sfondo delle cime innevate di V&amp;iacute;knafj&amp;ouml;ll, vi &amp;egrave; il principale centro d&amp;rsquo;osservazione delle balene. Il Centro per le Balene include un&amp;rsquo;accattivante esposizione sull&amp;rsquo;industria baleniera in Islanda e s&amp;rsquo;interessa anche della tutela delle balene. Il museo, ora situato in un ex mattatoio presso il porto, contiene una collezione di enormi scheletri di megattere, balenottere minori e capodogli, tutti trovati imprigionati nelle reti dei pescatori o arenati sul litorale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Il museo delle balene a H&amp;uacute;sav&amp;iacute;k&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal porto di H&amp;uacute;sav&amp;iacute;k partono le imbarcazioni che effettuano escursioni lungo le coste per l&amp;rsquo;avvistamento delle balene:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            Il porto di H&amp;uacute;sav&amp;iacute;k: uno specchio d&amp;rsquo;acqua tra cime innevate&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dyrh&amp;oacute;laey: tra faraglioni, basalti colonnari, archi e pulcinelle di mare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non lontano da V&amp;iacute;k, a Sud dell&amp;rsquo;isola, si estende l&amp;rsquo;altopiano roccioso di Dyrh&amp;oacute;laey, che domina la pianura circostante, spiegandosi poi sul mare. La Saga di Nj&amp;aacute;ll narra che qui aveva la sua fattoria K&amp;aacute;ri, (genero di Nj&amp;aacute;ll), l&amp;rsquo;unico sopravvissuto all&amp;rsquo;incendio che aveva distrutto il suo clan. Nell&amp;rsquo;estremit&amp;agrave; orientale dell&amp;rsquo;altipiano si trova un grande arco roccioso. Lo si pu&amp;ograve; osservare bene dalla nera spiaggia vulcanica di Reynisfjara.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spiaggia di Reynisfjara &amp;egrave; cinta da un gruppo di colonne basaltiche che sembra un enorme organo di chiesa, su cui nidificano le pulcinelle di mare e, sulle acque prospicienti, affiorano maestosi faraglioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da queste alture i piccoli dei pulcinella di mare, in estate, imparano a spiccare i loro primi voli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Pulcinella di mare&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sole di mezzanotte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando il sole, nel periodo estivo, resta basso sull&amp;rsquo;orizzonte e le ombre si allungano, tutto acquista un&amp;rsquo;inconsueta profondit&amp;agrave; che avvolge le vette delle montagne, i tetti delle case e le verdi pianure: &amp;egrave; il cosiddetto &amp;ldquo;sole di mezzanotte&amp;rdquo;, che raggiunge anche l&amp;rsquo;Islanda e, nelle sue aree pi&amp;ugrave; settentrionali, conferisce alle coste dei fiordi e alle spiagge marine uno splendido contrasto bruno-dorato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nostalgia del presente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In quel preciso momento l'uomo si disse:&lt;br /&gt;
che cosa non darei per la gioia&lt;br /&gt;
di stare al tuo fianco in Islanda&lt;br /&gt;
sotto il gran giorno immobile&lt;br /&gt;
e condividere l'adesso&lt;br /&gt;
come si condivide la musica&lt;br /&gt;
o il sapore di un frutto.&lt;br /&gt;
In quel preciso momento&lt;br /&gt;
l'uomo stava accanto a lei in Islanda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
J.L. Borges&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rosalba&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 01:55:56 +0100</pubDate>
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 <title>Vento Rosso: recensione</title>
 <link>http://realtafrantumata.splinder.com/post/15779447/Vento+Rosso%3A+recensione</link>
 <description>&lt;p&gt;Vento Rosso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.ilfiloonline.it/autori/2007/argenio.asp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
di Giuliana Argenio&lt;br /&gt;
Edizioni Il Filo&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://argeniogiuliana.splinder.com/"&gt;Il blog di Giuliana&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://parolaailettori.splinder.com/"&gt;Giuliana e il Vento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con Vento Rosso, Giuliana Argenio ci fa vivere il travaglio individuale di creature sole, i cui destini s&amp;rsquo;incrociano nel tentativo di ritrovare le certezze perdute. &lt;br /&gt;
Un viaggio attraverso la coscienza e la scoperta di dolorose verit&amp;agrave;, raddolcite da un linguaggio ricco di figure retoriche rubate al testo poetico, che degrada, a tratti, anche in un lieve umorismo, o in colorite battute, tipiche dell&amp;rsquo;espressione parlata, soprattutto quando il narratore riporta i pensieri spontanei dei personaggi, o cede il passo ai discorsi diretti.&lt;br /&gt;
&amp;Egrave; un romanzo seducente, che ci lascia avvinghiati alle storie di anime sbriciolate dal loro passato e alla costante ricerca di una stabilit&amp;agrave; interiore, di una felicit&amp;agrave; che esse non raggiungono, se non per brevi attimi.&lt;br /&gt;
Emma, fisicamente fragile e graziosa, in fuga dal consumismo materialistico che assegna agli individui ruoli fittizi in un mondo artefatto, mostra un&amp;rsquo;incredibile forza e una notevole determinazione di fronte al precipitare degli eventi. Conosce Marco tramite internet, ed egli &amp;egrave; subito attratto dalla sua inconsueta capacit&amp;agrave; di accorciare i sentieri che conducono ad una comunicazione profonda, si sente da lei accettato, pur non riuscendo ad accettare se stesso. Tormentato da dissociazioni mentali, lotta, di volta in volta, con le proprie differenti personalit&amp;agrave;, oltre che contro un governo incapace di coronare i suoi ideali politici.&lt;br /&gt;
Rosso &amp;egrave; il vento delle rivolte politiche, rosso &amp;egrave; il vento di una personalit&amp;agrave; violenta, che abbandoner&amp;agrave; Marco esclusivamente quando sar&amp;agrave; la vita ad abbandonarlo. &lt;br /&gt;
Alcool, fumo e poesia accompagnano sempre la sua vita e le sue lotte, al pari delle contrastanti personalit&amp;agrave; di cui non riesce a liberarsi. Solo l&amp;rsquo;affetto e la stima per Emma gli fanno vestire i panni di una normalit&amp;agrave;, ben presto dimenticata, quando diventa Francisco Scuderi. &lt;br /&gt;
Altro personaggio interessante &amp;egrave; Fiamma, una donna che vive in un mondo surreale e immaginario. Mossa dalle sue psicosi ossessive, appare caratterizzata da un determinismo egoistico, causato dall&amp;rsquo;abbandono materno e da un desiderio di compensare il proprio vuoto con il possesso del corpo e dei sentimenti altrui, nell&amp;rsquo;illusione di poter raggiungere la felicit&amp;agrave; con l&amp;rsquo;amore fisico. &lt;br /&gt;
Marco &amp;egrave; un guerrigliero che combatte per la libert&amp;agrave; collettiva contro un governo ingiusto, prima ancora di aver conquistato la propria libert&amp;agrave; interiore. Solo nella sua nuova identit&amp;agrave; di Francisco si sente veramente in trappola e avverte l&amp;rsquo;impellente desiderio di cercare una libert&amp;agrave; individuale, anche a costo di affrontare il carcere. &lt;br /&gt;
Emma raggiunge la propria libert&amp;agrave; interiore attraverso l&amp;rsquo;introspezione e il ragionamento, e scoprir&amp;agrave; se stessa al prezzo di grandi perdite e rinunce.&lt;br /&gt;
Un ruolo di primo piano, nel romanzo, ha la funzione della poesia, che concede alle emozioni di sopravvivere oltre la morte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per July,&lt;br /&gt;
Rosalba&lt;/p&gt;Pubblicato da &lt;a href="http://www.splinder.com/profile/flash6155" &gt;flash6155&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://realtafrantumata.splinder.com/post/15779447/Vento+Rosso%3A+recensione#comment" &gt;Commenti (41)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tags: &lt;a href="/myblog/tags/recensioni" rel="nofollow"&gt;recensioni&lt;/a&gt;, &lt;a href="/myblog/tags/giuliana+argenio" rel="nofollow"&gt;giuliana argenio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 20:13:31 +0100</pubDate>
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<source url="http://realtafrantumata.splinder.com/post/15779447/Vento+Rosso%3A+recensione">Vento Rosso: recensione</source>
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<item>
 <title>Iceland: connection to nature</title>
 <link>http://realtafrantumata.splinder.com/post/15355732/Iceland%3A+connection+to+nature</link>
 <description>&lt;p&gt;(Prima parte)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La natura nuda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le mie vesti&lt;br /&gt;
le ho appese sul campo&lt;br /&gt;
su due spaventapasseri.&lt;br /&gt;
Si sentivano eleganti&lt;br /&gt;
cos&amp;igrave; ben vestiti.&lt;br /&gt;
Pudico &amp;egrave; un uomo nudo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(&amp;ldquo;Le apparenze&amp;rdquo;, dall&amp;rsquo;H&amp;aacute;vam&amp;aacute;l,&lt;br /&gt;
I detti dei Vichinghi,&lt;br /&gt;
traduz. italiana di Paolo Maria Turchi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;Islanda mostra una natura sconfinata, in continua evoluzione, un&amp;rsquo;inarrestabile nascita e rinascita, che ci fa immergere in una primordiale origine e ci introduce in un&amp;rsquo;atmosfera di repentini cambiamenti di colori, luci e paesaggi. Le abitazioni lontane dai grossi centri sembrano ricordare le consuetudini di popoli nomadi, avvezzi a costruzioni leggere, che si integrano perfettamente con l&amp;rsquo;ambiente e la natura.&lt;br /&gt;
Terra di vulcani, ghiacciai, distese di lava, scogliere e cascate, l&amp;rsquo;Islanda vive costantemente il conflitto tra acqua e fuoco. Divisa diagonalmente dalla dorsale medioatlantica, offre lo spettacolo di fenomeni vulcanici e geotermali (geysir, sorgenti termali, soffioni, solfatare, colate laviche, crateri e caldere).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            La Dorsale Medioatlantica&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Faglia lungo la Dorsale Medioatlantica&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Colonizzata alla fine del IX secolo d.C. da popolazioni norvegesi provenienti dalla Scandinavia e da Celti di origine britannica, conobbe nell&amp;rsquo;anno Mille il Cristianesimo.&lt;br /&gt;
Per molti secoli, anche dopo la diffusione del Cristianesimo, l&amp;rsquo;antica filosofia pagana ha continuato a sopravvivere, nelle popolazioni nordiche, come una reazione di sostrato: questa cultura, ancora nel XVII secolo, contemplava stregoni che invocavano la potenza degli dei pagani, di Odino, Thor e Freyr.&lt;br /&gt;
La fiducia umana nelle capacit&amp;agrave; individuali era intimamente connessa con la natura e la societ&amp;agrave;, il ciclo della vita era unico, il mondo vivente costituiva un insieme armonioso in tutte le sue manifestazioni.&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;H&amp;aacute;vam&amp;aacute;l &amp;egrave; uno dei pi&amp;ugrave; famosi poemi eddaici. Le Edde valgono per la cultura nordica come i Veda per l&amp;rsquo;India e i poemi omerici per la Grecia. Non si sa con certezza quale sia il luogo di composizione dell&amp;rsquo;H&amp;aacute;vam&amp;aacute;l (c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi sostiene fosse la Norvegia, altri l&amp;rsquo;Islanda, altri ancora le Isole Britanniche), n&amp;eacute; si conosce con esattezza la sua datazione, ma oggi si tende a collocare l&amp;rsquo;opera tra il 700-900 d.C.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;Edda poetica e l&amp;rsquo;Edda in prosa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;Edda pi&amp;ugrave; antica, detta Edda poetica (o anche di Saemund), e l&amp;rsquo;Edda in prosa di Snorri Sturluson rappresentano le pi&amp;ugrave; importanti raccolte di poemi che riportano la mitologia norrena e le leggende degli eroi germanici.&lt;br /&gt;
Fra i tanti manoscritti membranacei, il Codex Regius che contiene l&amp;rsquo;Edda poetica non &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; antico, fu redatto intorno al 1270, da un solo copista, ed &amp;egrave; costituito da sei fascicoli, per un totale di novanta pagine scritte. Il codice presenta una lacuna di otto fogli dopo il quarto capitolo. La lacuna esisteva gi&amp;agrave; quando il manoscritto venne acquistato da Brynj&amp;oacute;lfur Sveinsson, grande cultore di testi antichi, vescovo della diocesi di Sk&amp;aacute;lholt nell&amp;rsquo;Islanda meridionale dal 1639 al 1675.&lt;br /&gt;
Brynj&amp;oacute;lfur sosteneva che l&amp;rsquo;Edda pi&amp;ugrave; antica fosse opera del chierico S&amp;aelig;mundr Sigf&amp;uacute;sson e che sarebbe andata del tutto perduta, se l&amp;rsquo;epitome di Snorri Sturluson non ne avesse salvato qualche traccia. &lt;br /&gt;
Ma il Codex Regius non era il vero corpo dell&amp;rsquo;Edda e il manuale di poetica di Snorri Sturluson non era la sua epitome.&lt;br /&gt;
Molto incerta &amp;egrave; l&amp;rsquo;origine del nome Edda: &amp;ldquo;bisavola&amp;rdquo;, secondo alcuni; secondo altri &amp;ldquo;Oddi&amp;rdquo; (nome della fattoria e della scuola in cui sarebbe vissuto il presunto autore S&amp;aelig;mundr Sigf&amp;uacute;sson e luogo in cui visse la propria giovinezza Snorri Sturluson); altri ancora fanno derivare il termine Edda da una radice ricostruita *eddr, che significa &amp;ldquo;onorato&amp;rdquo;, per cui il nome assumerebbe il senso di &amp;ldquo;libro venerato&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
I pi&amp;ugrave; antichi manoscritti della cultura islandese sono ora conservati nell&amp;rsquo;Istituto &amp;Aacute;rni Magn&amp;uacute;sson di Reykjav&amp;iacute;k: l&amp;rsquo;Islanda dovette darsi da fare parecchio per riaverli dalla Danimarca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Interessante, a proposito del Codex Regius, il libro: Edda Poetica &amp;ndash; Il Carme di Sigrdrifa, a cura di Carla Del Zotto, Libri Scheiwiller &amp;ndash; PlayOn, con testo e traduzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per l&amp;rsquo;Edda di Sturluson, che si districa tra narrazione e didattica, &amp;egrave; utile il libro curato da Giorgio Dolfini, Snorri Sturluson &amp;ndash; Edda, Adelfi Edizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lingua, la scrittura e le rune&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;Islandese &amp;egrave; una lingua di origine germanica. Appartiene, precisamente, al ramo germanico settentrionale che, nella sua fase pi&amp;ugrave; antica, &amp;egrave; documentato nelle famose iscrizioni runiche, cos&amp;igrave; chiamate dal nome dei segni utilizzati per la loro trascrizione, detti &amp;ldquo;rune&amp;rdquo;. Le pi&amp;ugrave; datate risalgono al II &amp;ndash; III secolo d.C e sono diffuse prevalentemente in Danimarca e in Svezia sino al VII &amp;ndash; VIII secolo d.C.: esse attestano una lingua unitaria in tutto questo territorio.&lt;br /&gt;
Sicuramente si riferiva alle rune lo storico latino Tacito, quando descrisse il modo in cui gli antichi popoli germanici predicevano il futuro. Egli racconta che i Germani usavano rami e ricavavano bastoncini su cui incidevano dei segni (rune), poi poggiavano i bastoncini su un panno, li estraevano a sorte e ricavavano il futuro.&lt;br /&gt;
Questa scrittura pi&amp;ugrave; antica dei Germani &amp;egrave; associata, in origine, ad una funzione magica e sacrale , infatti, in varie lingue germaniche, runa significa &amp;ldquo;mistero&amp;rdquo;, &amp;ldquo;segreto&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
In certe zone del mondo germanico settentrionale, l&amp;rsquo;uso delle iscrizioni runiche si &amp;egrave; protratto sino al XIV secolo d.C..&lt;br /&gt;
Dopo la fase pi&amp;ugrave; antica, in cui il Germanico era indifferenziato, inizi&amp;ograve; la diversificazione del ramo settentrionale, che si distinse in due sottogruppi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
da un lato il Germanico Settentrionale Occidentale, che comprende il Norvegese e l&amp;rsquo;Islandese (originato dal Norvegese quando alcune famiglie vichinghe abbandonarono la Norvegia per colonizzare l&amp;rsquo;Islanda); vicino al Norvegese &amp;egrave; anche il Feringio, parlato nelle isole F&amp;aelig;r&amp;Oslash;er;&lt;br /&gt;
da un altro lato il Germanico Settentrionale Orientale, che comprende lo Svedese (parlato anche in alcune regioni della Finlandia) e il Danese.&lt;br /&gt;
Alcune lettere dell&amp;rsquo;alfabeto runico sopravvivono nell&amp;rsquo;attuale scrittura islandese, che utilizza l&amp;rsquo;alfabeto latino, introdotto con il Cristianesimo intorno all&amp;rsquo;anno Mille.&lt;br /&gt;
Si tratta dei grafemi che corrispondono ai fonemi &amp;thorn; (thorn), pronunciato come il th sordo dell'inglese thanks e đ (eth), il corrispondente sonoro, pronunciato come l&amp;rsquo;inglese that; infine, &amp;aelig; ed &amp;ouml;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.astercenter.net/vichinghi/vichinghi05.htm"&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            Le rune.&lt;br /&gt;
            Clicca sull'immagine per avere ulteriori informazioni&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La musica: Bjork e i Sigur R&amp;oacute;s&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            &amp;ldquo;Volevo che i testi &lt;br /&gt;
            delle mie canzoni &lt;br /&gt;
            avessero il sapore dell&amp;rsquo;epica,&lt;br /&gt;
            cos&amp;igrave; li ho fatti scrivere&lt;br /&gt;
            a un grande poeta islandese,&lt;br /&gt;
            il mio amico Sj&amp;oacute;n&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            Bj&amp;ouml;rk&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &amp;nbsp;&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            Isobel&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            In a forest pitch-dark&lt;br /&gt;
            Glowed the tiniest spark&lt;br /&gt;
            It burst into flame&lt;br /&gt;
            Like me, like me&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            My name isobel&lt;br /&gt;
            Married to myself&lt;br /&gt;
            My love isobel&lt;br /&gt;
            Living by herself&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            In a heart full of dust&lt;br /&gt;
            Lives a creature called lust&lt;br /&gt;
            It surprises and scares&lt;br /&gt;
            Like me,like me&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            My name isobel&lt;br /&gt;
            Married to myself&lt;br /&gt;
            My love isobel&lt;br /&gt;
            Living by herself&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            When she does it she means to&lt;br /&gt;
            Moth delivers her message&lt;br /&gt;
            Unexplained on your collar&lt;br /&gt;
            Crawling in silence&lt;br /&gt;
            A simple excuse&lt;br /&gt;
            Nana na nana, nana na nana&lt;br /&gt;
            Nana na nana, nana na nana&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            In a tower of steel&lt;br /&gt;
            Nature forges a deal&lt;br /&gt;
            To raise wonderful hell&lt;br /&gt;
            Like me, like me&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            My name isobel&lt;br /&gt;
            Married to myself&lt;br /&gt;
            My love isobel&lt;br /&gt;
            Living by herself&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            When she does it she means to&lt;br /&gt;
            Moth delivers her message&lt;br /&gt;
            Unexplained on your collar&lt;br /&gt;
            Crawling in silence&lt;br /&gt;
            A simple excuse&lt;br /&gt;
            Nana na nana, nana na nana&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            Bj&amp;ouml;rk Gu&amp;eth;mundsd&amp;oacute;ttir scrisse Isobel (presente&amp;nbsp; nell&amp;rsquo;album Post del 1995) con Sj&amp;oacute;n, poeta e scrittore islandese che pubblic&amp;ograve; la sua prima raccolta di liriche a soli quindici anni.&lt;br /&gt;
            Nel 2005, il suo racconto &amp;quot;La volpe azzurra&amp;quot; fu premiato con il Nordic Council Literature Prize, il pi&amp;ugrave; importante riconoscimento letterario scandinavo.&lt;br /&gt;
            La stessa Bj&amp;ouml;rk compose il suo primo album a soli undici anni e riusc&amp;igrave; a venderne settemila copie. L&amp;rsquo;arte di Bj&amp;ouml;rk, fatta di continue sperimentazioni, sfugge a qualunque rigida classificazione.&lt;br /&gt;
            Il suo ultimo album, del 2007, &amp;egrave; Volta.&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bj&amp;ouml;rk - Isobel &lt;br /&gt;
(Prima di aprire il video musicale, disabilitare l&amp;rsquo;audio di sottofondo tramite l&amp;rsquo;icona del lettore nella colonna sinistra del blog)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
J&amp;oacute;n &amp;THORN;&amp;oacute;r Birgisson, &amp;Aacute;g&amp;uacute;st &amp;AElig;var Gunnarsson e Georg H&amp;oacute;lm, detti Sigur R&amp;oacute;s (Rosa della Vittoria), un gruppo musicale islandese di grande successo, nato nel 1994, furono molto apprezzati da Bj&amp;ouml;rk che, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'indipendenza islandese, fece pubblicare nella sua compilation, Smekkleysa &amp;iacute; H&amp;aacute;lfa &amp;Ouml;ld, il loro primo brano, Flj&amp;uacute;g&amp;eth;u.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sigur R&amp;oacute;s - Njosnavelin (acoustic live in Paris)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;THORN;ingvellir e il Parlamento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;THORN;ingvellir, o Thingvellir, a 50 chilometri ad Est di Reykjav&amp;iacute;k, insieme alla penisola di Reykjanes, mostra in modo chiaro la faglia tettonica che separa le placche europea e nordamericana. &lt;br /&gt;
A &amp;THORN;ingvellir, dopo il 930 d.C., fu fondata una delle prime istituzioni politiche islandesi, l'Assemblea parlamentare, detta Al&amp;thorn;ing; &amp;THORN;ingvellir significa, infatti, &amp;quot;Pianure dell'Assemblea&amp;quot;. Essa diede origine alla confederazione islandese composta da 39 trib&amp;ugrave; indipendenti. Durante le sedute legislative dei capi locali si svolgevano giochi, recital, matrimoni.&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;Al&amp;thorn;ing, nell&amp;rsquo;anno Mille accolse pacificamente il Cristianesimo come religione ufficiale. Durante il dominio norvegese e danese (1271-1662), l&amp;rsquo;assemblea prese il nome di L&amp;ouml;g&amp;thorn;ing, &amp;ldquo; Assemblea della legge&amp;rdquo;. Poi, nel 1798, la sede dell&amp;rsquo; Al&amp;thorn;ing fu trasferita nella capitale, Reykjav&amp;iacute;k e nel 1928 &amp;THORN;ingvellir divenne Parco Nazionale. Infine, nel 1944, l&amp;rsquo;Islanda venne proclamata Repubblica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            &amp;THORN;ingvellir: la faglia tettonica&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            &amp;THORN;ingvellir: il Parlamento&lt;br /&gt;
            &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il distributore di idrogeno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A qualche chilometro ad Ovest di Reykjav&amp;iacute;k , &amp;ldquo;baia fumante&amp;rdquo;, detta cos&amp;igrave; per i vapori generati dai geysir intorno al porto naturale, c&amp;rsquo;&amp;egrave; un distributore di idrogeno della Shell per autobus: &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico distributore cittadino di idrogeno. A Reykjav&amp;iacute;k, come in altre citt&amp;agrave; europee, &amp;egrave; stata attuata la sperimentazione per l&amp;rsquo;alimentazione degli autobus ad idrogeno. Il progetto ha avuto un grande successo in Islanda, perch&amp;eacute;, per ottenere idrogeno, si possono sfruttare risorse naturali non inquinanti. &lt;br /&gt;
La diffusione su larga scala del progetto incontra, per&amp;ograve;, delle difficolt&amp;agrave;, legate soprattutto al trasporto dell&amp;rsquo;idrogeno (non tutte le strade islandesi sono asfaltate e facilmente praticabili).&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;idrogeno si ottiene per elettrolisi dall&amp;rsquo;acqua, che separa l&amp;rsquo;idrogeno dall&amp;rsquo;ossigeno. Per generare questo processo elettrochimico, in Islanda si utilizzano fonti di energia geotermica o, in qualche caso, idroelettrica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Barnafoss: la Cascata dei bambini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Percorrendo, attraverso la Kaldidalur, il lato Sud-Ovest dell&amp;rsquo;Isola e dirigendosi verso Nord-Est, si pu&amp;ograve; osservare il ghiacciaio Langj&amp;ouml;kull, si giunge a Hraunfossar, e si pu&amp;ograve; visitare Barnafoss, la &amp;ldquo;Cascata dei bambini&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una leggenda ne spiega il nome. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel giorno di Natale, tutta la famiglia di Hrauns&amp;aacute;s si era recata a messa, ad eccezione di due fanciulli, rimasti a casa. Quando la gente rientr&amp;ograve; dalla chiesa, i fanciulli erano scomparsi e le loro tracce si fermavano all&amp;rsquo;arco di pietra che scavalcava il fiume. Essi erano caduti nelle acque della corrente ed erano annegati. La loro madre fece allora abbattere il ponte naturale, per evitare che altri bambini conoscessero la stessa sorte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sorgente geotermica di Deidartunguhver&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&amp;rsquo;Islanda occidentale, a circa ventuno chilometri da Reykholt si trova la sorgente geotemica di Deidartunguhver, che rifornisce la regione di acqua calda. L&amp;rsquo;acqua calda corrente arriva direttamente nelle case di Borganes e Akranes attraverso una conduttura di circa 64 chilometri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            La sorgente geotermica&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
            La condotta di convoglio dell'acqua calda&lt;br /&gt;
        &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;essicazione del merluzzo nel fiordo Skagafj&amp;ouml;rđur&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella parte nord-occidentale dell&amp;rsquo;Isola, non distante dall&amp;rsquo;albergo-scuola di Sauđ&amp;aacute;rkr&amp;oacute;kur, una struttura scolastica utilizzata come alloggio turistico-alberghiero, sorge un piccolo villaggio di pescatori, che lungo lo Skagafj&amp;ouml;rđur lavorano il merluzzo. Le fotografie mostrano alcune fasi dell&amp;rsquo;essicazione del pesce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I corpi vengono privati delle teste; queste ultime sono appese ad essiccare separatamente e verranno esportate in Africa, dove sono molto apprezzate, soprattutto nelle zuppe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fattoria di Glaumb&amp;aelig;r: sede centrale del Museo di Cultura Popolare dello Skagafj&amp;ouml;rđur &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fattoria sorge su una collina da cui si allarga una splendida vista sulle circostanti vallate ed &amp;egrave; costituita da abitazioni che risalgono a periodi differenti. Uno scavo del 2002 ha riportato alla luce i resti di fondamenta dell&amp;rsquo;XI secolo. Quando i suoi ultimi abitanti lasciarono la fattoria, essa venne dichiarata patrimonio culturale e nel 1948 venne fondato il Museo di Cultura Popolare dello Skagafj&amp;ouml;rđur. La fattoria fu inaugurata il 15 giugno 1952 con un&amp;rsquo;esposizione sulla vita nelle antiche case in torba. Possiede, infatti, la maggior quantit&amp;agrave; di torba dell&amp;rsquo;intero paese e le sue pareti sono costruite con mattoni di torba , poich&amp;eacute; la pietra da costruzione &amp;egrave; rarissima nella zona. Il legno utilizzato per le infrastrutture proviene da materiali trasportati alla deriva dall&amp;rsquo;oceano e accatastati sulle sponde dell&amp;rsquo;Isola: infatti il legno &amp;egrave; di varie tipologie.&lt;br /&gt;
Attraverso un lungo corridoio, si accede all&amp;rsquo;interno delle singole stanze. La pi&amp;ugrave; affascinante &amp;egrave; la Stanza Blu, costruita nel 1841. Si narra che, nell&amp;rsquo;agosto di quell&amp;rsquo;anno, il poeta J&amp;oacute;nas Hallgr&amp;iacute;msson, ospite di Glaumb&amp;aelig;r, soggiorn&amp;ograve; proprio in questa stanza. In ricordo del suo soggiorno, i versi della sua poesia &amp;ldquo;Ferđalok (fine del viaggio) sono cuciti nelle lenzuola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Caratteristica &amp;egrave; la Stanza degli ospiti, costruita nel 1878:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vi &amp;egrave; anche il locale adibito a cucina, inoltre ci sono tre masserie, un&amp;rsquo;officina per riparare attrezzi, affilare le falci, forgiare ferri di cavallo e due depositi : qui vengono conservati arnesi da fabbro, attrezzi agricoli e altri oggetti tradizionali, il cui uso nelle odierne campagne islandesi &amp;egrave; scomparso. La stanza chiamata Soggiorno fungeva da sala da pranzo e da dormitorio della famiglia, qui si tesseva, si filava, si cardava e si trascorreva la vita.&lt;br /&gt;
Alla base dell&amp;rsquo;alimentazione vi erano i l caratteristico sanguinaccio, lo skyr (una specie di yogurt islandese), il latte, il burro, la carne salata e le patate.&lt;br /&gt;
Nelle foto seguenti si possono osservare gli antichi paiuoli che contenevano i cibi e, appesi ad una parete in cui &amp;egrave; ben evidente la tipica disposizione dei mattoni di torba, degli attrezzi agricoli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rosalba&lt;/p&gt;Pubblicato da &lt;a href="http://www.splinder.com/profile/flash6155" &gt;flash6155&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://realtafrantumata.splinder.com/post/15355732/Iceland%3A+connection+to+nature#comment" &gt;Commenti (64)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 01:09:53 +0100</pubDate>
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 <title>Lavori sordidi</title>
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 <description>&lt;p&gt;Nell'antichit&amp;agrave; greca e romana, il lavoro manuale era disprezzato. Una mentalit&amp;agrave; tipicamente aristocratica riteneva sordidi i mestieri pi&amp;ugrave; umili, soprattutto se si trattava di lavori retribuiti. La retribuzione era infatti considerata un obbligo alla servit&amp;ugrave; dietro pagamento. Cicerone, nel De officis, elenca una serie di mestieri ritenuti sordidi; fra questi colloca anche il lavoro del commerciante all&amp;rsquo;ingrosso e quello degli artigiani. Solo la riconversione in terre e poderi della ricchezza acquisita tramite attivit&amp;agrave; commerciali su vasta scala pu&amp;ograve; condurre una persona all&amp;rsquo;acquisizione di una condizione degna di un uomo libero. Cicerone esalta la situazione privilegiata del ricco proprietario terriero, che non lavora il proprio terreno per necessit&amp;agrave;, ma vive di rendita.&lt;br /&gt;
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[150] Ed infine intorno alle professioni e alle fonti di guadagno, quali debbano ritenersi onorevoli e quali sordide, questa &amp;egrave; pi&amp;ugrave; o meno la tradizione che abbiamo ricevuto. In primo luogo sono riprovevoli quei guadagni che attirano l&amp;rsquo;odio degli uomini, come quelli degli esattori e degli usurai. Indegni di un uomo libero e sordidi sono anche i guadagni di tutti i salariati, dei quali si compra il lavoro manuale, non l&amp;rsquo;abilit&amp;agrave;; poich&amp;eacute; in essi il salario stesso &amp;egrave; quasi prezzo di servit&amp;ugrave;. Sono poi uomini sordidi coloro che comprano dai commercianti all&amp;rsquo;ingrosso e rivendono subito: essi infatti guadagnano a furia di menzogne; n&amp;eacute; v&amp;rsquo;&amp;egrave; alcuna cosa pi&amp;ugrave; turpe della menzogna. Anche gli artigiani tutti esercitano un mestiere sordido; una bottega infatti non pu&amp;ograve; avere nulla di degno di un uomo libero. Del tutto ignobili sono poi quei mestieri, che servono a soddisfare i piaceri: &amp;lt;&amp;lt;i venditori di pesce, i macellai, i cuochi, i pollaioli, i pescatori&amp;gt;&amp;gt;, come dice Terenzio. Si possono anche aggiungere i profumieri, i ballerini e coloro che danno luogo ad ogni sorta di spettacoli poco decenti.&lt;br /&gt;
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[151] Onorevoli invece sono per quelli, alla cui posizione sociale convengono, le professioni che richiedono maggior forza intellettuale e sono fonte di molta utilit&amp;agrave;, come la medicina, l&amp;rsquo;architettura, l&amp;rsquo;insegnamento delle arti liberali. Anche il commercio, se esercitato su piccola scala, &amp;egrave; da ritenersi sordido: ma, se &amp;egrave; esercitato su vasta scala, importando da ogni parte molte merci e distribuendole a molti senza frode, non &amp;egrave; poi del tutto biasimevole; anzi si pu&amp;ograve; lodare a giusto titolo, se chi lo pratica, sazio o piuttosto soddisfatto del guadagno ottenuto, allo stesso modo che spesso si ritirava dall&amp;rsquo;alto mare in porto, si ritira dallo stesso porto nelle sue propriet&amp;agrave; terriere. Di tutte le occupazioni, per&amp;ograve;, dalle quali si trae qualche guadagno, nessuna &amp;egrave; pi&amp;ugrave; nobile, pi&amp;ugrave; produttiva, pi&amp;ugrave; piacevole, n&amp;eacute; pi&amp;ugrave; degna di un vero uomo, di un uomo libero, dell&amp;rsquo;agricoltura. Intorno ad essa ho a lungo parlato nel Catone Maggiore, e potrai trarre di l&amp;igrave; ci&amp;ograve; che si riferisce a questo argomento.&lt;br /&gt;
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Cicerone, De officis, I, 150-151 (trad. A. Resta Barrile).&lt;br /&gt;
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<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 21:26:28 +0100</pubDate>
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