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  <subtitle type="html"><![CDATA[DITE LA VOSTRA: Libere recensioni musicali & cinematografiche...]]></subtitle>
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    <published>2007-06-07T06:14:42+02:00</published>
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    <![CDATA[<p>Con questo ultimo post abbandono il blog. 
E' un periodo strano, difficile, tra incertezze e mezzi desideri.&nbsp; E' soprattutto un periodo fatto di pensieri. 

Ringrazio tutti coloro che hanno letto e commentato questo blog.
Vi lascio con queste parole

&quot;Scacciando via i          momenti che riempiono un giorno noioso
Sciupi e sprechi le ore in una strada fuori mano 
Gironzolando in un angolo della tua citt&agrave;
Aspettando qualcuno o qualcosa che ti mostri la via 
Stanco di giacere nella luce del sole stando a casa a guardare la pioggia
Tu sei giovane e la vita &egrave; lunga e c'&egrave; tempo da ammazzare          oggi 
E poi un giorno trovi che hai 10 anni dietro di te
Nessuno ti dice quando correre, hai mancato lo sparo iniziale

E tu corri e corri per raggiungere il sole, ma sta tramontando

E correndo intorno per spuntarti ancora alle spalle 
Il sole &egrave; relativamente lo stesso, ma sei pi&ugrave; vecchio
Col respiro pi&ugrave; corto e un giorno pi&ugrave; vicino alla morte          

Ogni anno diventa pi&ugrave; corto, nessuno sembra trovare il tempo 
Progetti che finiscono nel nulla o mezza pagina di righe scarabocchiate          
Sopravvivere in una quieta disperazione &egrave; il modo all'inglese 
Il tempo se n'&egrave; andato, la canzone &egrave; finita, pensavo di          dover dire qualcosa di pi&ugrave;&quot;




</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12544290#comment" >Commenti (38)</a>

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    <title type="html"><![CDATA[FABRIZIO DE ANDRE' - SE TI TAGLIASSERO A PEZZETTI]]></title>
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    <published>2007-06-04T04:19:52+02:00</published>
    <updated>2007-06-04T04:19:52+02:00</updated>
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      <name>ArnoldLayne84</name>
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    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p>

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio
di Dio il sorriso

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso

ti ho detto dammi quello che vuoi,
io quel che posso

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato cos&igrave; a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino

alla fine siamo caduti
sopra il fieno

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'&egrave; stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera

spettinata da tutti i venti
della sera

E adesso aspetter&ograve; domani per avere nostalgia
signora libert&agrave; signorina fantasia
cos&igrave; preziosa come il vino cos&igrave; gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino

camminavi fianco a fianco
al tuo assassino

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio
di Dio il sorriso



&quot;Se ti tagliassero a pezzetti&quot; teorizza come sia difficile distruggere negli uomini la propria naturale vocazione al vivere con la &quot;signora libert&agrave;&quot; e la &quot;signorina fantasia&quot; nella propria coscienza.. Infatti, si lascia intendere nella prima strofa, per quanto la societ&agrave; possa tagliare a pezzetti una persona limitandone o annulandone libert&agrave; e fantasia, questa sarebbe ricomposta col &quot;polline di Dio&quot; e il &quot;di Dio il sorriso&quot;, e con la complicit&agrave; del mondo della natura (&quot;il vento&quot;, &quot;il regno dei ragni&quot;, &quot;la luna&quot;). 

La poesia nella sua semplicit&agrave; sembra quasi tradire                      la ricchezza di valenze simboliche di cui &egrave; dotata e, certo, non sar&ograve; io a scoprirle tutte. 
A quanti amano questa canzone, baster&agrave; leggere il brano come, per esempio, una riflessione di De Andr&eacute; sui suoi anni passati con la libert&agrave; e che con la fantasia (che &egrave; un po' anarchia, come si lascer&agrave; freudianamente scappare il poeta in un concerto). 
La seconda e terza strofa raccontano il passato, come il &quot;suonatore di chitarra&quot;, &quot;suonatore di mandolino&quot; Faber l'ha vista la prima volta, e come fu il loro primo incontro, cio&eacute; una sorta di colpo di fulmine suggellato da un bacio sulle &quot;labbra di miele rosso rosso&quot;. 

E come resistere, del resto, a una &quot;rosa gialla, rosa di rame&quot; &quot;trovata lungo il fiume&quot; che suonava &quot;una foglia di fiore&quot;, che cantava &quot;parole leggere, parole d'amore&quot;? Dopo un lungo, estenuante ed inedito ballo (&quot;mai ballato cos&igrave; a lungo&quot;), all'alba (&quot;lungo il filo della notte sulle pietre del giorno&quot;) i due cadono &quot;sopra il fieno&quot; per far cosa, Faber, non lo dice neanche sotto metafora! 
Poi, nella quarta strofa, il presente, dove si constata come l'et&agrave;, i nuovi impegni della maturit&agrave; o chiss&agrave; cosa, han allontanato la libert&agrave;/fantasia dalla vita del poeta. Succede che anche gli innamorati pi&ugrave; felici si lascino senza un vero motivo (&quot;persa per molto persa per poco&quot;), forse era solo un flirt (&quot;presa sul serio presa per gioco&quot;), fatto sta che dopo una notte di ballo e un'alba d'amore, la sera ha portato la &quot;fortuna&quot; che &quot;sorrideva come uno stagno a primavera&quot;, cio&eacute; intrigante nella sua natura primaverile, pur nello squallore di esser comunque uno stagno, lasciando che il vento spazzasse via e mettesse in ombra la signora del ballo di un attimo prima (&quot;spettinata da tutti i venti della sera&quot;). 

Se la quarta strofa ci ha mostrato il presente e la seconda e terza il passato (scritte, si osservi, in passato prossimo), la quinta strofa s'interroga sulle future conseguenze. Allora sar&agrave; il caso di aspettare il &quot;domani/per avere nostalgia&quot; di una signora/signorina &quot;cos&igrave; preziosa come il vino&quot; e gratuita &quot;come la tristezza&quot;, certamente con la sua &quot;nuvola di dubbi e di bellezza&quot; che la rende pi&ugrave; seducente.

 
Questo nei propositi e nel proprio immaginario, ma capita magari di riincontrarla casualmente &quot;alla stazione&quot;, intrappolata in un ruolo ben preciso e magari sottoposta a dei superiori, come lascia intuire il &quot;tailleur grigio fumo&quot; che porta, tipico della donna in carriera, per di pi&ugrave; con &quot;i giornali in una mano&quot; e magari una 24 ore di documenti ed effetti personali nell'altra (&quot;e nell'altra il tuo destino&quot;). E' molto triste rivedere la ragazza libera e spensierata del fiume, ridursi a donna ingrigita da un ruolo imposto da una societ&agrave; con la quale ormai ha accettato di andare a braccetto e che, presto o tardi, la uccider&agrave; (&quot;camminavi fianco a fianco al tuo assassino&quot;). 
Eppure De Andr&eacute; ne &egrave; sicuro che sotto quel tailleur, c'&egrave; ancora quella libert&agrave;/fantasia che ha conosciuto bene e anche se l'assassino dovesse riuscire a compiere il suo assassinio, Dio non potr&agrave; che lavorare per ricomporla (&quot;ma&quot; - congiunzione avversativa - &quot;se ti tagliassero a pezzetti/il vento li raccoglierebbe/...&quot;). 
Insomma oggi ognuno di noi e chi &egrave; di una minoranza in particolare, vive con una libert&agrave; e una fantasia limitata, per motivi pi&ugrave; o meno chiari. Tutti noi abbiamo messo, chi con rassegnazione, chi con insofferenza, un tailleur grigio fumo alla propria libert&agrave;, ma malgrado ci&ograve; mai nessun uomo riuscir&agrave; a distruggere definitivamente ci&ograve; che natura ha instillato in ogni individuo.&nbsp; 

Se per la libert&agrave; e per la fantasia dell'animo c'&egrave; pur sempre speranza che essa non muoia mai, diversa &egrave; la liberazione da ogni costrizione fisica del corpo, quale pu&ograve; essere una riserva o una vita limitata dal potere. Sperando in una futura liberazione, anche ultraterrena, De Andr&eacute; in segno di solidariet&agrave; canta, sul modello delle danze rituali dei pellerossa, il paradiso degli oppressi, canta Verdi pascoli &quot;perch&eacute; presto la notte&quot; se ne vada. 

Diceva Faber al tg il giorno dopo la sua liberazione:&quot;I veri sequestrati erano loro, che stanno ancora l&agrave; mentre noi siamo qua liberi a fare una vita normale&quot;.

&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (fonte: <a href="http://www.viadelcampo.com" target="_blank">http://www.viadelcampo.com</a>) 
</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12494274#comment" >Commenti (8)</a>

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    <published>2007-05-31T22:56:21+02:00</published>
    <updated>2007-05-31T22:56:21+02:00</updated>
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    <![CDATA[<p>
Amazzonia ecuadoregna



&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Machu Picchu - Per&ugrave;



Salto Angel - Venezuela



Lago Louise - Canada



Ma solo in America ci sono paesaggi del genere? Forse si..
Comunque, la seguente foto &egrave; scattata in Italia...indovinate dove!


</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12450087#comment" >Commenti (19)</a>

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    <published>2007-05-29T07:11:44+02:00</published>
    <updated>2007-05-29T07:11:44+02:00</updated>
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      <name>ArnoldLayne84</name>
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    <![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Recensione&nbsp; a cura di&nbsp; <a href="http://www.debaser.it/recensori.asp?IDAnagraficaRecensore=2290" target="_blank">Gregor Lake</a>
&quot;Fermiamoci, stabiliamo una cosa. Noi ora stiamo per creare un nuovo lavoro. Siamo con la Virgin. Stiamo ancora facendo fesserie cosmiche, ma non possono essere le stesse fesserie di prima. Noi vogliamo vendere dischi. Noi vogliamo vendere UN BEL PO' di dischi. Vogliamo essere commerciali. Abbiamo bisogno di esserlo, e lo saremo. Ma saremo eleganti in questo. Saremo creativi e commerciali allo stesso tempo. Faremo l'impossibile, non sacrificheremo la nostra identit&agrave;, ma ci&ograve; nonostante saremo popolari.&quot;
Parlando francamente, non riesco ancora a capire come &quot;Phaedra&quot; abbia potuto raggiungere quelle alte posizioni nelle classifiche dell'Europa del tempo. Probabilmente &egrave; per lo stesso motivo per cui &quot;Thick as a brick&quot; dei Jethro Tull raggiunse i primi posti due anni prima: la gente stava inebriandosi dello spirito del tempo e ha provato ad adattarsi ad esso, o probabilmente si augurava di riuscirci.
Ad ogni modo, insieme ai Kraftwerk, si differenziano e non di poco dal resto della musica dominante al tempo. Tangerine Dream e Kraftwerk erano di fatto i due pi&ugrave; grandi gruppi elettronici della met&agrave; dei '70 (attenzione: parl&ograve; della met&agrave;, e non dei primi '70 dove band come Faust e Can dominavano superbe e vendevano miseramente). L'elettronica era il futuro, e farsi spazio cercando di essere accessibili a tutti non era cosa facile. Ma mentre il sogno dei Kraftwerk era di perfezionare una sorta di freddo approccio &quot;robotico&quot;, i Tangerine Dream stavano ancora perfezionando i loro componimenti astrali.
&quot;Phaedra&quot; fa proprio questo - ancor pi&ugrave; di &quot;Green Desert&quot; - ossia va prepotentemente a ricreare un atmosferico e vertiginoso ambiente spaziale. Da prassi, il primo lato &egrave; interamente occupato da una sola traccia (la title-track), mentre il secondo lato &egrave; dedicato a tre tracce &quot;minori&quot;.
&quot;Phaedra&quot; &egrave; strutturata in maniera similare ad &quot;Atem&quot;: una parte veloce ed energica seguita da una lenta e &quot;malinconica&quot;, solo che in questo caso le due parti sono pi&ugrave; o meno uguali in lunghezza. Sono 17 minuti di poema elettronico, mai prima d&rsquo;ora la band aveva usato ritmi sequenziali cos&igrave; ampiamente, e l&rsquo;effetto prodotto &egrave; davvero ammaliante. Dopo una calma, luccicante introduzione, entra una costante linea di bassi (quasi morfinica direi) che &egrave; il punto attorno al quale si sviluppa una delicata tessitura di synth; quindi i bassi si affievoliscono progressivamente (non senza un ultimo riflusso) non appena riparte la quieta atmosfera iniziale. A questo punto entrano delle &ldquo;voci&rdquo; solenni, e il pezzo termina con una rivelazione finale. Un pezzo nel quale confluiscono inscindibilmente tutti i crucci musicali della band, ed &egrave; questa probabilmente la quintessenza del periodo classico dei Tangerine Dream. Pi&ugrave; in particolare, la parte accelerata introduce al pubblico per la prima volta un particolare loop, il boopy (presente anche sul disco &quot;Green Desert&rdquo; registrato l'anno prima ma pubblicato solo 12 anni dopo), ed &egrave; davvero affascinante nel suo sviluppo e nella sua progressione, sebbene oggi possa essere ottenuto facilmente anche senza esser troppo esperti di elettronica; tutto sta nel piccolo effetto col quale il loop improvvisamente inizia a salire di tonalit&agrave;, fondamentale per la resa, fantastico nel regalarci una situazione di ansia e quiete allo stesso tempo.
Un segmento di 50 secondi riproducente voci e rumori di bimbi che giocano ci prepara a &ldquo;Mysterious Semblance at the Stand of Nightmares&rdquo;, che non ruota propriamente attorno a un perno centrale ma piuttosto evolve da una serie di variazioni armoniche che possono facilmente ricordare, tra l&rsquo;altro, una processione notturna. La strumentazione &egrave; dominata dal mellotron, ancor pi&ugrave; che in &quot;Fauni-Gena&quot; da &quot;Atem&quot; dell&rsquo;anno precedente. A met&agrave; del quinto minuto un breve passaggio introduce ad uno stato di tensione causato da melodie quasi in competizione tra loro, ed &egrave; facile che ci&ograve; ci regali le visioni pi&ugrave; assurde; il piano di Baumann va man mano sfumando, e il mellotron dapprima in ripresa sprofonda nel silenzio, mentre pian piano risale un rumoroso vento che va ad unirsi alle oscillazioni del VCS3. Personalmente parlando, prestazioni di tale enfasi al mellotron le ho sentite soltanto in &ldquo;Aguirre&rdquo; dei Popol Vuh.
In &ldquo;Movements of a Visionary&rdquo; Baumann inizia a riprodurre una labile voce col synth, alla quale vien data una forte tonalit&agrave; acuta, che dopo un po&rsquo; va ad unirsi ad una veloce sequenza di note che fuoriescono dal moog di Franke. La sequenza poi riecheggia dal synth, e Froese ci butta su delle note d&rsquo;organo dalle tonalit&agrave; abbastanza elevate, che vengono intercettate dal riverbero del piano di Baumann. Bastano questi minuti finali ad elevare la resa del pezzo, e il concentrare del tutto in una cos&igrave; breve durata va tutto a vantaggio dei loro meriti creativi.
In &ldquo;Sequent &lsquo;C&rsquo; &rdquo; &egrave; solo Baumann a suonare. E&rsquo; una fuga che si svolge su un lungo e costante indugio in modo che dopo circa 20 secondi egli possa continuare a suonare una nuova melodia su quella precedente. Ci&ograve; pu&ograve; essere in parte di rimando ad alcune riproduzioni musicali di Terry Riley, e a mio avviso non v&rsquo;era miglior modo per concludere il disco.</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12404388#comment" >Commenti (10)</a>

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    <title type="html"><![CDATA[INDOVINA IL FILM - 1]]></title>
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    <published>2007-05-26T06:40:59+02:00</published>
    <updated>2007-05-26T06:40:59+02:00</updated>
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    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p>
Indovinate da quale film &egrave; tratta la seguente frase:



&quot;..&egrave; un avvertimento! I culi nudi amano i gesti fioriti..vorrei che si facessero vedere..&quot;


&nbsp;Suggerimenti:

- E' un film di avventura abbastanza conosciuto

- E' dei primi anni '80

- Vi recita una famosa attrice italiana</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12363213#comment" >Commenti (22)</a>

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    <title type="html"><![CDATA["Qual è  il miglior album della storia del rock?"]]></title>
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    <published>2007-05-22T03:47:22+02:00</published>
    <updated>2007-05-22T03:47:22+02:00</updated>
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      <name>ArnoldLayne84</name>
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    <content type="html" >
    <![CDATA[<p>
Quante volte &egrave; capitato di farsi o di sentirsi fare domande tipo: &quot;Qual &egrave;&nbsp; il miglior album della storia del rock?&quot; oppure &quot;Beatles o Rolling Stones?&quot;

Beh, &egrave; evidente che le risposte a queste domande saranno quasi sempre motivate da gusti personali, e non&nbsp; ci sar&agrave; mai una risposta giusta o sbagliata, dato che IO dico a TE quel che piace a ME, ed &egrave; tutto innocuo.

Ma quando invece&nbsp; sono 172 &quot;ESPERTI&quot;a dire a MILIONI DI PERSONE quel che piace a LORO, attraverso una rivista a scala mondiale?
E' ancora tutto innocuo? 


Si, vabb&egrave;, ok..quasi tutti (spero) sappiamo che queste classifiche per le masse lasciano il tempo che trovano..e che, soprattutto, pi&ugrave; che sul lato artistico, si basano su quello sociale/commerciale ecc, ma non sapevo che altro postare stasera.
<a href="http://www.rollingstone.com/news/story/5938174/the_rs_500_greatest_albums_of_all_time/1" target="_blank">Questa qui</a> &egrave; una classifica stillata nel 2003 da 172 appassionati di musica fra critici musicali, manager della discografia e artisti vari. 
Ora, non &egrave; che io pretenda di trovarmi d'accordo su tutto, nemmeno su met&agrave;, e nemmeno su un quarto, ma come si pu&ograve; lontanamente pensare di mettere 


&quot;London Calling&quot; (8) prima di &quot;The Velvet Underground &amp; Nico&quot; (13), 
&quot;Nevermind&quot; (17) prima di &quot;The Doors&quot; (42), 
&quot;Thriller&quot; (20) prima di &quot;Bitches Brew&quot; (94), 

&quot;The Joshua tree&quot; (26) prima di &quot;The Piper at the gates of dawn&quot; (347!), 
&quot;Physical Graffiti&quot; (70) prima di &quot;Led Zeppelin 2&quot; (75),
&quot;Please please me&quot; (39) prima di Pink Moon (320!),

&quot;Appetite for destruction&quot; (61) prima di &quot;Black Sabbath&quot; (241)
&quot;Ramones&quot; (33) prima di &quot;Electric Ladyland&quot; (54)


e tantissime altre immense castronerie???


Cio&egrave;, qua non si tratta di una classifica basata sui gusti di una sola persona..questa &egrave; la storia del rock falsata da quella che a detta di molti &egrave; la pi&ugrave; importante rivista rock esistente. Un paradosso.
Falsata perch&egrave; gi&agrave; il fatto di classificare di per s&egrave;, senza una spiegazione pi&ugrave; o meno accurata ma soltando dando dei numeri, &egrave; fortemente discutibile; falsata perch&egrave; sminuisce incredibilmente il valore di alcuni dischi, e in generale di alcuni artisti, a vantaggio di altri decisamente meno validi; falsata perch&egrave; ci vuole dare visioni e&nbsp; versioni del rock mai esistite, alle quali pu&ograve; facilmente abboccare chi vi accede senza un minimo cultura in ambito musicale; falsata perch&egrave; se questi esperti fanno una classifica prettamente basata sui loro gusti e non su fattori tecnici o storici o comunque &quot;artistici&quot;, allora che razza di esperti sono? A questo punto bastava un normale sondaggio, che avrebbe potuto coinvolgere molte pi&ugrave; persone, se non altro; falsata, come falso &egrave; il &quot;rock&quot; di oggi.


Il significato di questo post? 




Nessuno, non voglio certo mettermi a discutere sulla validit&agrave; di questo genere di classifiche, ne su cosa c'&egrave; e non ci dovrebbe essere e viceversa..
Spero solo che uno dei tanti ragazzini che prendono come oro colato certe classifiche passi di qui e legga questo post. 


Ripeto, non sto attaccando le scelte di questi esperti, non mi interessa minimamente, n&egrave; vi sto dicendo che qui o l&igrave; non sono per nulla d'accordo.
 
Semplicemente ho voluto soltanto dirvi che quando sento qualcuno basarsi su liste del genere, beh, un po' mi dispiace, ecco tutto..

</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12301669#comment" >Commenti (32)</a>

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    <title type="html"><![CDATA[INTERVISTA AD AKIRA KUROSAWA]]></title>
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    <published>2007-05-14T05:26:26+02:00</published>
    <updated>2007-05-14T05:26:26+02:00</updated>
    <author>
      <name>ArnoldLayne84</name>
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    </author>
    <content type="html" >
    <![CDATA[<p>C'&egrave;            poco da dire. 
Kurosawa non era un tipo simpatico, rispondeva spesso a monosillabi            e alla domanda &quot;qual &egrave; il suo film preferito?&quot; non veniva nemmeno sfiorato            dal dubbio che gli si stesse chiedendo di film diretti da altri. Quest'intervista            lo ripropone com'era: lucido, secco, geniale.

Perch&eacute;            la chiamano &quot;Imperatore&quot;?
           &Egrave; un soprannome che mi diede un giornalista&hellip; alla gente piace.
 Perch&eacute; non ha              fatto il pittore?
             Non ho passato gli esami.
 Qual &egrave; il suo              film preferito?
             Secondo qualcuno &egrave; I sette samurai. In quel periodo ero davvero              popolare. Ma non &egrave; proprio il mio preferito. Dare la vita a un lavoro              significa allargare un&rsquo;idea che cresce. &Egrave; difficile dire quale dei              miei film preferisco. Mi piacerebbe poter dire che tutti &ndash; in un momento              o nell&rsquo;altro &ndash; prendono vita.
 Che genere di              film le piace di pi&ugrave;?
             Non filmo mai qualcosa che non voglio filmare. Non mi interessa fare              film per fare soldi. Che sia buono o no, uno deve tenere duro. Il              cineasta deve credere in qualcosa, essere onesto con se stesso e obiettivo              sul proprio lavoro. Il produttore deve dare i soldi al cineasta, e              quindi il cineasta deve credere che anche il produttore creder&agrave; alla              sua creativit&agrave;.
 Cosa mi dice              del suo rapporto con la Verit&agrave;?
             Devo trovare quasi sempre il modo di farla entrare di straforo nei              film. &Egrave; difficile fare soldi dicendo la verit&agrave;. Ma &egrave; stato pi&ugrave; facile              ritrarre la storia giapponese ed esprimerne i valori culturali.
 Perch&eacute; non appare              il nome del montatore nei suoi film?
             Io lavoro per conto mio. Faccio tutto. Fa parte del mio lavoro di              regista. Monto il giorno dopo avere girato. Sono diverso dagli altri.              Preferisco fare a questo modo per evitare qualsiasi decisione dell&rsquo;ultimo              momento. &Egrave; pi&ugrave; efficace montare con il ricordo ancora fresco della              ripresa. &Egrave; pi&ugrave; facile ottenere un equilibrio finale. Mi ci vogliono              al massimo un paio d&rsquo;ore per montare tutto quello che ho girato in              una giornata.
 Quanto tempo              dedica alle riprese?
             Circa otto mesi. Non giro tutti i giorni. Uso tre cineprese in ogni              scena. Ripeto di rado una ripresa. A volte ne faccio una in sedici              minuti, senza fermarmi.
 Quanto conta              la sceneggiatura? Quanto gli attori?
             La parte pi&ugrave; importante di un mio film &egrave; la sceneggiatura perch&eacute; senza              una buon testo gli attori non servono a nulla. Gli attori non professionisti              sono molto bravi. Io voglio che i miei attori siano naturali.
 Quanto sono              importanti le lenti che usa per le sue riprese?
             Sono un modo importante per esprimere degli effetti visivi. Nei miei              ultimi film ne ho usate molte. La CBS Sony &egrave; stata molto gentile nell&rsquo;aiutarmi              a sviluppare alcune riprese che volevo fare con la tecnica dell&rsquo;Hi-Vision.              Questo procedimento tecnico aiuter&agrave; l&rsquo;industria sul lungo periodo              ed &egrave; un ottimo modo per elaborare degli effetti tecnici. Naturalmente              ci vorr&agrave; del tempo per perfezionarlo, ma credo che questa nuova tecnica              sia molto avanzata e negli anni a venire rivestir&agrave; una grande importanza.
 Usa la tecnologia              in alta definizione?
             L&rsquo;HDTV &egrave; molto utile per certi scopi, ma la cinepresa pu&ograve; catturare              delle sfumature &ndash; negli occhi delle persone, ad esempio &ndash; che l&rsquo;alta              definizione non coglie.
 Quali sono i              suoi progetti per il futuro?
             Uno dei progetti che vorrei realizzare da una vita &egrave; una biografia              cinematografica di Vincent Van Gogh. Magari ci lavorer&ograve; in questi              miei ultimi anni, se &egrave; cos&igrave; che deve andare.
 Perch&eacute; nei suoi              ultimi quattro film non ha fatto recitare Toshiro Mifune?
             Toshiro Mifune &egrave; un grande attore. Siamo ancora ottimi amici, e anche              se non l&rsquo;ho fatto recitare nei miei ultimi film provo per lui un grande              rispetto.
 Qual &egrave; il suo              segreto nel lavoro con gli attori?
 Li faccio provare, li faccio preparare. Ci vogliono otto mesi per              prepararsi, cos&igrave; possono farsi coinvolgere e comprendere il personaggio              e sviluppare un interesse per la propria recitazione. Ci vuole del              tempo per sviluppare un personaggio. Non ci sono segreti. &Egrave; solo una              questione di pazienza. Quando fai un film, anche come regista, sei              una sola cosa con il protagonista&hellip; ridi, piangi, soffri con lui&hellip; questo              &egrave; un film. 
 Se avesse il              potere di influenzare la societ&agrave; e cambiarla, cosa farebbe?
             Cercherei di sfruttare al meglio le mie capacit&agrave; creative e artistiche.              Io sono felice di avere la possibilit&agrave; di esprimermi. Provo un senso              di responsabilit&agrave;, verit&agrave; e onest&agrave; nei confronti della mia professione              e ne sono cosciente. Non ho segreti. Parlo della societ&agrave; giapponese              e cerco di essere franco, nel trattare i nostri problemi. Spero che              si capisca, vedendo i miei film. Sono un cantastorie. Non ho segreti.
&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (fonte: <a href="http://www.trax.it" target="_blank">www.trax.it</a>)</p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12185640#comment" >Commenti (18)</a>

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    <title type="html"><![CDATA[INTERVISTA A JIM MORRISON]]></title>
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    <published>2007-05-11T00:53:14+02:00</published>
    <updated>2007-05-11T00:53:14+02:00</updated>
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      <name>ArnoldLayne84</name>
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 A CURA DI LIZZE JAMES, 1968
Lizze James: &quot;Penso che i fan dei Doors ti vedano come un  Salvatore, il leader che li render&agrave; tutti liberi. Che sensazione  provi al riguardo? E una specie di pesante fardello, non &egrave; vero?&quot;
Jim Morrison: &quot;&Egrave; un assurdo. Come posso liberare chiunque  non abbia il fegato di sollevarsi da solo e di affermare la propria libert&agrave;?  Penso che si tratti di una menzogna, quella della gente che afferma di  voler essere libera - tutti insistono a dire che la libert&agrave; &egrave;  ci&ograve; che vogliono di pi&ugrave;, la cosa pi&ugrave; sacra e preziosa  che un essere umano possa avere. Ma queste sono stronzate! La gente &egrave;  terrorizzata dall'idea di essere liberata - loro stessi serrano le loro  catene, combattono chiunque cerchi di spezzare quelle catene. Sono la  loro sicurezza... Come possono aspettarsi che io o chiunque altro li liberi  se in realt&agrave; non vogliono essere liberi?&quot; 
 
Lizze: &quot;Perch&eacute; pensi che la gente tema la libert&agrave;?&quot;
Jim: &quot;Penso che la gente faccia resistenza alla libert&agrave;  perch&eacute; ha paura dell'ignoto. Ma &egrave; singolare... che l'ignoto  una volta fosse davvero ben noto. E ci&ograve; a cui appartengono le nostre  anime... L'unica soluzione &egrave; di confrontarsi - confrontare il proprio  Io - con la pi&ugrave; grande paura immaginabile. Di a te stesso le tue  paure pi&ugrave; profonde. Dopo di ci&ograve;, la paura non ha pi&ugrave;  potere, e la paura della libert&agrave; si restringe e svanisce. Tu sei  libero&quot;. 
 
Lizze: &quot;Cosa intendi quando dici &quot;libert&agrave;&quot;?&quot;
Jim: &quot;Ci sono diversi tipi di libert&agrave;, e ci sono parecchi  equivoci in proposito... Il genere pi&ugrave; importante di libert&agrave;  &egrave; di essere ci&ograve; che si &egrave; davvero. Si baratta la propria  libert&agrave; per un ruolo. Si barattano i propri sensi per un atto.  Si svende la propria capacit&agrave; di sentire, e in cambio si indossa  una maschera. Non potr&agrave; esserci alcuna rivoluzione di massa fino  a che non ci sar&agrave; una rivoluzione personale, a livello individuale.  Prima deve avvenire all'interno... Si pu&ograve; privare un uomo della  sua libert&agrave; politica e non lo si ferir&agrave; - finch&eacute;  non lo si priver&agrave; della sua libert&agrave; di sentire. Questo pu&ograve;  distruggerlo&quot;. 
 
Lizze: &quot;Ma come &egrave; possibile privare qualcuno della  sua libert&agrave; di sentire?&quot;
Jim: &quot;Alcune persone rinunciano volentieri alla propria libert&agrave;  - mentre altre sono costrette a rinunciarvi. L'imprigionamento comincia  con la nascita: la societ&agrave;, i genitori, si rifiutano di lasciarti  vivere la libert&agrave; per la quale sei nato. Ci sono modi sottili di  punire una persona per metterne alla prova la capacit&agrave; di sentire.  Puoi ben vedere che chiunque attorno a te ha distrutto la sua vera natura  emozionale. Si imita ci&ograve; che si vede&quot;. 
 
Lizze: &quot;Stai dicendo che noi siamo, in effetti, portati a  difendere e perpetuare una societ&agrave; che priva la gente della libert&agrave;  di sentire?&quot;
Jim: &quot;Certo. Insegnanti, capi religiosi - anche amici, o cosiddetti  amici - riprendono da dove hanno lasciato i genitori... Ci dicono di provare  soltanto le sensazioni che essi vogliono e si aspettano da noi. Per tutto  il tempo ci chiedono di rappresentare sensazioni per loro. Siamo come  attori - abbandonati in questo mondo per vagare alla ricerca di un fantasma...  cercando una semi-dimenticata ombra della nostra perduta realt&agrave;.  Quando gli altri ci chiedono di diventare le persone che essi vogliono  che noi siamo, ci costringono a distruggere le persone che siamo davvero.  &Egrave; una sottile forma di omicidio.., i genitori che pi&ugrave; amano  compiono questo omicidio con il sorriso in faccia&quot;. 
 
Lizze: &quot;Pensi che sia possibile per un individuo liberare  se stesso da tali forze repressive da solo?&quot;
Jim: &quot;Questo genere di libert&agrave; non pu&ograve; essere  concessa. Nessuno pu&ograve; conquistarla per te. Si deve fare da se. Se &egrave; qualcun altro che lo fa per te sarai ancora dipendente dagli  altri. E sarai ancora vulnerabile a quelle repressive, maligne forze esterne&quot;. 
Lizze: &quot;Ma alla gente che vuole questa libert&agrave; non  &egrave; possibile unirsi combinando le proprie energie per farsi forza  reciprocamente? Deve essere possibile&hellip;&quot;
Jim: &quot;Gli amici possono aiutarsi reciprocamente. Un vero amico  &egrave; qualcuno che ti lascia la totale libert&agrave; di essere te  stesso, e in particolare la libert&agrave; di sentire o di non sentire.  E in questo che consiste il vero amore - lasciare che una persona sia  ci&ograve; che davvero &egrave;... La maggior parte delle persone ti amano  per quello che pretendono tu sia... Per ottenere il loro amore, devi fingere,  esibirti. Ottieni amore per la tua finzione... E vero, siamo ingabbiati  in un'immagine, una messinscena - e la cosa triste &egrave; che la gente  &egrave; cos&igrave; abituata alla propria immagine, crescono attaccati  alle proprie maschere. Amano le proprie catene. Si dimenticano chi sono  in realt&agrave;. E se cerchi di ricordarglielo, per questo loro ti odiano  - si sentono come se tu stessi cercando di carpirgli le loro propriet&agrave;  pi&ugrave; preziose&quot;. 
 
Lizze: &quot;&Egrave; beffardo, &egrave; triste. Essi non possono  vedere che quello che stai cercando di mostrargli &egrave; la strada verso  la libert&agrave;?&quot;
Jim: &quot;La maggior parte delle persone non ha idea di quello che sta  perdendo. La nostra societ&agrave; assegna un valore supremo al controllo  - al nascondere ci&ograve; che si sente. La nostra cultura deride le &quot;culture  primitive&quot; e si fa un vanto della repressione degli istinti e degli  impulsi naturali&quot;. 
 
Lizze: &quot;In alcune delle tue poesie, ammiri apertamente e  rendi omaggio ai popoli primitivi - gli Indiani d'America, per esempio.  Vuoi dire che non sono gli esseri umani in generale ma la nostra specifica  societ&agrave; che &egrave; carente e distruttiva?&quot;
Jim: &quot;Guarda come si vive nelle altre culture - in pace totale,  in armonia con la Terra, le foreste, gli animali... Loro non costruiscono  macchine belliche e non investono milioni di dollari per aggredire altri  Paesi i cui ideali politici contrastano con i propri&quot;. 
 
Lizze: &quot;Viviamo in una societ&agrave; malata&quot;.
Jim: &quot;E vero.., e parte della malattia &egrave; che non siamo  coscienti di essere malati... La nostra societ&agrave; ha troppo da conservare,  e valori come la libert&agrave; sono alla fine dell'elenco&quot;. 
 
Lizze: &quot;Ma non c'&egrave; qualcosa che un artista possa fare?  Se tu, da artista, non senti di poter fare qualcosa, come puoi andare  avanti?&quot;
Jim: &quot;Io offro immagini, evoco i ricordi di libert&agrave;  che possono ancora essere raggiunti - come Le Porte, giusto? Ma noi possiamo  soltanto aprire le porte, non possiamo trascinarvi la gente attraverso.  Io non posso liberarli senza che essi vogliano essere liberi pi&ugrave;  di ogni altra cosa... Forse i popoli primitivi hanno meno stronzate in  cui credere, a cui rinunciare - non si tratta soltanto della ricchezza.  Tutte le stronzate che ci hanno insegnato - tutto il lavaggio del cervello  della societ&agrave;. Si deve rinunciare a tutto ci&ograve; per raggiungere  l'altro lato. La maggior parte degli individui non &egrave; disposta a  farlo&quot;. 
 
 
      

  
Lizze James: &quot;Nel tuo materiale dei primi tempi, per il primo  album, c'&egrave; la sensazione di una visione apocalittica - &quot;aprirsi  un varco&quot; - una trascendenza. La vedi ancora come una reale possibilit&agrave;?&quot;
Jim Morrison: &quot;Ora &egrave; diverso... Si era soliti credere  che fosse possibile generare un movimento, la gente che si solleva e si  unisce in una protesta di massa, rifiutando di essere ancora repressa  - vedi, avrebbero dovuto unire tutte le loro forze per rompere ci&ograve;  che Blake definisce &quot;le manette forgiate dalla mente&quot;... I tempi  della strada dell'amore sono finiti. Certo, &egrave; possibile andare  oltre, ma non a livello di massa, non una ribellione universale. Ora ha  preso posto a un livello individuale - ogni uomo per se stesso, come si  dice. Salva te stesso. La violenza non sempre &egrave; malvagia. Quello  che &egrave; malvagio &egrave; l'infatuazione per la violenza&quot;.
Lizze: &quot;Che cosa la provoca?&quot;
Jim: &quot;Se energie e impulsi naturali vengono severamente repressi  per troppo tempo, essi divengono violenza. E naturale per qualcosa che  &egrave; stato a lungo compresso diventare violenza quando viene rilasciato...  una persona che &egrave; stata troppo severamente repressa prova grande  piacere in quei violenti rilasci... che probabilmente sono rari e brevi.  Cos&igrave; si diviene infatuati della violenza&quot;.   
 
Lizze: &quot;Ma allora, la vera fonte del male non &egrave; la  violenza, o l'infatuazione per essa, ma sono le forze repressiye...&quot;
Jim: &quot;E vero. Ma in qualche caso l'infatuazione di un individuo  per la violenza implica una segreta complicit&agrave; con i suoi oppressori.  La gente cerca i tiranni. Li adora e li sostiene. Collabora con le limitazioni  e le regole, e risulta incantata dalla violenza implicita nelle loro brevi  ribellioni&quot;. 
 
Lizze: &quot;Ma perch&eacute; &egrave; cos&igrave;?&quot;
Jim: &quot;Per tradizione, forse - per le colpe dei padri. L'America  &egrave; stata concepita con la violenza. Gli americani sono attratti  dalla violenza. Sono attratti oltre il lecito dalla tanto avversata violenza.  Sono ipnotizzati dalla televisione - la televisione &egrave; un invisibile  velo che protegge dalla mera realt&agrave;. Il male della cultura del  Ventesimo Secolo &egrave; l'incapacit&agrave; di sentire la propria realt&agrave;.  La gente si riunisce a grappoli davanti alla televisione, a vedere telenovela,  film, commedie, idoli pop, e sperimenta selvagge emozioni attraverso dei  simboli. Ma nella realt&agrave; della loro vita, essi sono emozionalmente  morti&quot;. 
 
Lizze: &quot;Ma perch&eacute;? Che cosa ci fa rifuggire dalle  nostre sensazioni?&quot;
Jim: &quot;Abbiamo meno paura della violenza che delle nostre sensazioni.  Il dolore personale, privato, solitario, &egrave; pi&ugrave; terrificante  di quello che chiunque altro pu&ograve; infliggere&quot;. 
 
Lizze: &quot;Non capisco...&quot;
Jim: &quot;La gente tenta di nascondere i propri dolori, ma sbaglia.  Il dolore &egrave; qualcosa da trasportare, come una radio. Sperimentando  il dolore puoi sentire la tua forza. Sta tutto in come lo porti. E questo  che conta. Il dolore &egrave; una sensazione, le tue sensazioni fanno  parte di te, sono la tua realt&agrave;. Se ne provi vergogna, e se le  nascondi, lasci che la societ&agrave; distrugga la tua realt&agrave;.  Dovresti ribellarti per il tuo diritto di sentire il tuo dolore&quot;. 
 
Lizze: &quot;Ti vedi ancora come lo sciamano? Parecchi dei fan  dei Doors ti vedono come colui che li condurr&agrave; alla salvezza. Accetti  questo ruolo?&quot;
Jim: &quot;Non sono sicuro che sia la salvezza quello che la gente  vuole, e neppure che io ve la conduca. Lo sciamano &egrave; un guaritore,  come lo stregone. Non credo che la gente si rivolga a me per questo, non  mi vedo come il Salvatore&quot;. 
 
Lizze: &quot;E allora per cosa si rivolgono a te?&quot;
Jim: &quot;Vedo il ruolo dell'artista come sciamano e capro espiatorio.  La gente proietta le proprie fantasie su di lui e le loro fantasie prendono  vita. La gente pu&ograve; distruggere le proprie fantasie distruggendo  lui. Io obbedisco agli stessi impulsi di ciascuno, ma non lo ammetter&ograve;  mai. Attaccando me, punendomi, loro possono sentirsi sollevati da questi  impulsi&quot;. 
 
Lizze: &quot;Era questo che intendevi prima, riguardo al fatto  che la gente prova emozioni selvagge attraverso i simboli - gli idoli  pop, ad esempio?&quot;
Jim: &quot;Certo. La gente ha paura di se stessa - della propria  realt&agrave;, e soprattutto delle proprie sensazioni. La gente parla  di quanto sia grande l'amore, ma questa &egrave; una stronzata. L'amore  ferisce. Le sensazioni sono fastidiose... Alla gente &egrave; stato insegnato  che il dolore &egrave; maligno, &egrave; pericoloso. Come possono avere  a che fare con l'amore se hanno paura di sentire?&quot; 
 
Lizze: &quot;E per questo che hai detto: &quot;Mia sola amica,  la Fine&quot;?&quot;
Jim: &quot;Talvolta il dolore &egrave; troppo grande perch&eacute;  lo si esamini, o anche solo perch&eacute; sia tollerabile... E comunque  questo non lo rende maligno, o necessariamente pericoloso. Ma la gente  ha paura della morte, e pi&ugrave; ancora del dolore. E strano che abbia  paura della morte. La vita ferisce molto di pi&ugrave; della morte. Al  momento della morte, il dolore &egrave; finito. S&igrave;, credo che sia  un'amica...&quot; 
 
Lizze: &quot;La gente vede il sesso come il grande liberatore...  Parecchie tue canzoni non sono una strada che conduce alla libert&agrave;  attraverso il sesso?&quot;
Jim: &quot;Il sesso pu&ograve; essere liberatorio... Ma pu&ograve;  anche essere una trappola&quot;. 
 
Lizze: &quot;Che cosa fa la differenza?&quot;
Jim: &quot;Dipende da quanto una persona ascolta il proprio corpo,  le proprie sensazioni. La maggior parte delle persone sono troppo occupate  a coprire le proprie sensazioni per poterle ascoltare&quot;. 
 
Lizze: &quot;Il sesso non &egrave; un modo di amplificare le sensazioni?&quot;
Jim: &quot;La sessualit&agrave; &egrave; zeppa di menzogne. Il  corpo tenta di dire la verit&agrave;. Ma solitamente &egrave; troppo colpito  dalle regole per essere ascoltato, e legato con finzioni cos&igrave; che  difficilmente pu&ograve; muoversi. Noi ci rendiamo zoppi con le menzogne&quot;. 
 
Lizze: &quot;Come possiamo aprirci un varco tra regole e menzogne?&quot;
Jim: &quot;Ascoltando il nostro corpo, aprendo i nostri sensi.  Blake ha detto che il corpo &egrave; la prigione dell'anima fino a che  i cinque sensi non sono pienamente sviluppati e aperti. Lui considerava  i sensi le &quot;finestre dell'anima&quot;. Quando il sesso coinvolge  tutti i sensi, pu&ograve; essere una sorta di esperienza mistica&quot;. 
  
Lizze: &quot;In diversi dei tuoi brani, come Crystal Ship, Soft Parade,  Soul Kitchen, presenti il sesso come una fuga - un rifugio o un santuario. Io sono  sempre stato affascinato dal modo in cui i tuoi testi propongono paralleli tra sesso  e morte: Moonlight Drive ne &egrave; uno splendido esempio. Ma questo non &egrave;  il definitivo rifiuto del corpo?&quot;
Jim: &quot;Niente affatto - &egrave; l'opposto. Se si rifiuta il proprio corpo,  esso diventa la propria cella di prigionia. E un paradosso: bisogna andare oltre i  limiti del corpo, ci si deve immergere in esso, si devono spalancare i propri sensi...  Non &egrave; cos&igrave; facile accettare il proprio corpo - ci hanno insegnato che  il corpo &egrave; qualcosa da controllare, da dominare, processi naturali come pisciare  e cagare sono considerati sporchi... Le tendenze puritane muoiono lentamente. Come  pu&ograve; essere liberatorio il sesso se in realt&agrave; non si vuole toccare il  proprio corpo, se si tenta di eluderlo?&quot;
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (fonte: <a href="http://www.consapevolezza.it" target="_blank">www.consapevolezza.it</a>) 
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    <published>2007-05-08T11:21:00+02:00</published>
    <updated>2007-05-08T11:21:00+02:00</updated>
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C'&egrave; nella filmografia di Steve McQueen una caratteristica quasi sempre presente, se si escludono le prime prove (tra cui non si pu&ograve; ignorare &quot;Fluido mortale&quot;, il celeberrimo The Blob immortalato come sigla della famosa trasmissione di Raitre). La caratteristica a cui accennavo &egrave; quella che vede McQueen interpretare sempre personaggi che si distinguono dalla media, animati da un desiderio di individualit&agrave; e di libert&agrave; non comuni. Sia che interpreti il poliziotto di &quot;Bullitt&quot;, il bandito evaso di &quot;Getaway&quot;, il personaggio di Pap&agrave; nel &quot;Cacciatore di taglie&quot; o il marinaio nell'epico &quot;Quelli della San Pablo&quot;, il pistolero nei &quot;Magnifici sette&quot;, il pilota ne &quot;La 24 ore di Le Mans&quot;, Steve d&agrave; ai propri personaggi una carica in pi&ugrave;, quasi egli venga preso da un irrefrenabile desiderio di distinguersi, di affermare una individualit&agrave; e una personalit&agrave; propria e possibilmente in contrasto con le caratteristiche comuni, &quot;medie&quot; direbbe un sociologo o uno statistico. In questo suo modo di rappresentare i vari ruoli, molti per la breve vita e carriera che il destino gli aveva riservato (&egrave; morto all'et&agrave; di 50 anni nel 1980) c'&egrave; spesso anche un gusto particolare nel dar vita sullo schermo a figure tese ad affermare un insopprimibile voglia di libert&agrave; contrapposta ad una situazione di coercizione che tale libert&agrave; invece nega.
Di questo se ne ha una viva rappresentazione in &quot;La grande fuga&quot;, da un episodio reale della seconda guerra mondiale sulla fuga di alcuni prigionieri angloamericani da un campo speciale di prigionia e dove McQueen d&agrave; vita ad uno dei personaggi pi&ugrave; vivi. E poi &quot;Papillon&quot; che &egrave; l'apoteosi di un McQueen quasi libertario e anarcoide che non si adatta nemmeno alle terrificanti condizioni e regole dell'Isola del Diavolo, il famigerato campo di deportazione e prigionia della Guyana Francese, noto anche come Cayenna.
Nulla e nessuno riescono a piegare l'ergastolano Henri Charri&egrave;re, detto Papillon (per via di un tatuaggio, una farfalla, che porta), nemmeno anni di isolamento e torture psicologiche e tormenti fisici di ogni sorta.
La storia del film &quot;Papillon&quot; &egrave; tratta dal romanzo autobiografico di Henri Charriere e narra la sua deportazione e il suo soggiorno alla Cayenna, oltre che i numerosi tentativi di evasione. Accusato di omicidio (e sempre proclamatosi innocente) Charriere venne condannato all'ergastolo. Dopo un primo tentativo di evasione in Francia viene deportato all'Isola del Diavolo (celebre anche per avere ospitato il famoso Capitano Alfred Dreyfuss, ingiustamente accusato di tradimento). Il film narra la storia dell'irriducibile azione che Charriere, contro tutto e tutti, metter&agrave; in atto per riconquistare la libert&agrave;. E narra la sua amicizia con Louis Dega (uno straordinario Dustin Hoffman), falsario mite quanto altrettanto tenace. 
Una prova d'attore che vede Hoffman e McQueen rimpallarsi la scena come due autentici coprotagonisti in grado di oscurare o ridurre a contorno tutti gli altri. Che recuperano presenza e visibilit&agrave; scenica solo quando i due non si vedono. 
 Del film bisogna dire che &egrave; abbastanza crudo e violento da giustificare il divieto ai minori (fasce d'et&agrave; tra i 15 e i 18 anni) che molti paesi hanno imposto. Tra questi non figura il nostro dove il film &egrave; classificato per tutti.
 Un altro particolare fa di Papillon un film non secondario, per quanto effettivamente il regista Franklin J. Shaffner si sia a volte lasciato andare a qualche eccesso, a momenti di ridondanza e di prolissit&agrave; che sarebbe stato meglio evitare: la presenza come sceneggiatore di Dalton Trumbo, che interpreta anche una piccola parte sia pure senza essere citato nei credits. Dalton Trumbo fu uno dei &quot;dieci&quot;: il gruppo di personaggi del cinema pi&ugrave; perseguitati dalla Commissione McCarty e a cui per anni fu letteralmente impedito di lavorare (cfr. il volume di Trumbo &quot;Lettere dalla guerra fredda&quot;) o furono costretti a farlo sotto falso nome e con gravi rischi per loro e per chi si prestava a coprirli. 
Di Henri Charri&egrave;re va detto che non riusc&igrave; a vedere questo film, tratto dal libro che aveva scritto nel 1969, perch&egrave; mor&igrave; nel 1973 poche settimane prima che venisse terminato il montaggio e la postproduzione e il film uscisse nelle sale.
Di premi il film non ne ottenne alcuno: si segnala solo una nomination agli Oscar 1974 per l'autore delle musiche originali (Jerry Goldsmith e la nomination quale miglior attore per Steve McQueen ai Golden Globe.

&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; (fonte: <a href="http://www.carmillaonline.com" target="_blank">www.carmillaonline.com</a>) </p>Pubblicato da <a href="http://www.splinder.com/profile/ArnoldLayne84" >ArnoldLayne84</a> | <a href="http://recensionilibere.splinder.com/post/12104503#comment" >Commenti (15)</a>

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