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  <title type="html"><![CDATA[Il tempo, lo spazio ed il silenzio...]]></title>
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  <updated>2003-07-15T13:32:20+02:00</updated>
  <subtitle type="html"><![CDATA[<b>Poesie</b><br><br>

Scrivere, per me è un viaggio, una lunga strada che percorro nel mondo dell'anima...]]></subtitle>
  <rights>Copyright (c) 2001-2006, Tipic Inc.</rights>
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  <author>
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Dedicato a mia madre
CIÒ...]]></title>
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    <published>2003-07-15T13:32:20+02:00</published>
    <updated>2003-07-15T13:32:20+02:00</updated>
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    <![CDATA[




Dedicato a mia madre
CIÒ CHE SCRIVO
&nbsp;
Piccolissime cose... frammenti, schegge del mio cuore regalati al vento e alle anime che sanno e vorranno ascoltarne - silenziose - l'eco.
&nbsp;
SALENDO SU PER I BRICCHI
Ventimiglia, 12 gennaio 02
Salendo su per i bricchial primo meriggio d'una primavera inoltrata, madida e calda, l'estate ormai non troppo lontana,una bambina dai capelli castani e dorati,estasiata, mi si faceva incontro gioiosa,la guardavo accorrere verso meaffascinato da i suoi occhi azzurri, in cui cielo e mare, parevano troppo angusti per specchiarvisi elasciavano che il mio cuoreincredulo e sorpreso, il sorriso suoospitasse per sempre.
NEL PROFONDO DELL'ESTATE
&nbsp;
Nel profondo dell'estatehai lasciato in meil freddo d'un inverno sconfinato
Non giunga a tegelido il ventodell'amore mio perduto.
&nbsp;
A PEZZI L'AMORE A TERRA SFINIVA
&nbsp;
Il sonno, spezzato,dal sordo rumoreche ci sorprese.
A terra lo sguardo fiero,la statuettadel nobile guerriero,in mille schegge,frantumata, giaceva,le membra, sparsenell'ultima fragile,inutile battaglia.In ogni frammento,i nostri giornile nostre nottie l'amore a pezzi, l'amore a terra sfiniva.
&nbsp;
NON IL RICORDO DEL SUO SORRISO O DELLE SUE TRISTEZZE
Di Lei,della nostalgia di leinon il ricordo del suo volto,del suo sorrisoo delle sue tristezze,né l'immagine delle sueamarezze, o della gioiach'essa esprimevadiscreta come le foglieche cadono d'autunno,ma certe sue carezze,mancano,ed un suo certo mododi sfiorarmi il collo con la bocca,le sue mani sul mio dorsoleggere e forti,e la sua pellei suoi capelli su di me.Ecco la nostalgiadell'ultima volta che le sfioraigli occhi con le labbrae piano, ricordo,scendeva una lacrimache lenta scivolavasulla guancia,mentre lei, per asciugarla,mi sfiorava il cuore...
&nbsp;
SARÒ
Sarò un passo indietro sulla strada,qualche parola in meno tra la gente,qualche stella in più nei miei occhi,una canzone nuova alle tue orecchie,mille candele accese sulla torta di panna,una coperta calda sotto il sole che scotta,un albero senza navi e foglie senza vento,un battito di ciglia, una lacrima, un sorriso,qui a guardare me stesso attraverso i vostri occhi...sarò un respiro.
&nbsp;
QUEL CHE NON HO DATO A CATERINA
A Caterinanon ho dato la parola - madrenon ho dato il sospiroleggerodel dormire nella culla,nella fiaba che incantae trastulla.
A Caterinanon ho dato la parola - finene una qualche canzoneleggerache scivola sui titoli di codache scioglie le catene ed i lacci snoda.A Caterina non diedi mai la parola - t'odione una scusa per uscire d'impeto furioso dove a volte l'effetto nottenon é finzione da copioneche impone le lotte.A Caterina non ho dato le parola - rimanilei odiava le paroleincredulocontinuavo a colorare aggettivie verbi e congiunzioniinutili ed inespressivi.
&nbsp;
COSPARGENDO DELICATA SUL VISO IL FARD
Le chiuse nel cuore che battepoche note e colori a sorprenderedel poco o tanto che turba, il suo ritorno,che dirà mai a suo demerito?Schiuderà l'impolverato scranno?Tenderà a me il corpo del suo piccino,mentre arrossisco,nascondo la rabbia che trasportail sangue sul mio viso.Fingerà d'aver visto ovunqueimmagini di sé, d'una vita spenta,cospargendo delicata sul viso il fard.Nella testa un cancello che sbattesuoni e immagini sul banco a venderequel raro o frequente disadorno pensiero,cosa farà mai a suo scapito?Correrà verso me con il cuore in affanno?Stenderà pietoso un velo su un mattinoda sguardi di basilisco?Mattino di nubi grigie e tempestad'assassinio di presente improvviso.Fingerà d'essere stata comunqueinnamorata di me, la mia vita rasentail suo impalpabile svolazzante foulard.
&nbsp;
IL RAGGIO VERDE
I ciottoli allungatidistesi, affaticati,sassi più grandi insolenti acuti,come spine: rami d'alberi caduti.Il sole nasconde accecanteombra e disegno dell'Esterel,che come una donna distesaattende che il fuoco del giornosi sciolga dietro le sue gugliearroventate e scoscese.Osservo il lentissimo muoveredell'obice celeste,rovente fornace,immane ardere di fiamme,spaventoso inferno vitale,che il ruotar della terranasconde agli occhi attentidelle coppie amanti.Il rosso infiamma l'orizzonte,ad oriente già alta la luna,segue inutilmente l'amato rovente,uno smisurato gabbiano di nuvolesfugge allo sfinito infinito del cielo.Tra le tenebre ed il dì che si perdetenue delicato evanescentesi staglia il raggio verde.
&nbsp;
ASPETTA
Aspetta,non muovertiguarda lontanoed allarga il tuo limpido sorriso.Aspetta,baciamie chiudi gli occhi,lascia vibrare in tele incredibilionde della vita.
&nbsp;
PAROLE
Parole han sapored'accrocchi di stellespiaccicate sul nerod'un infinito mare.Parole son colorenel ghiaccio ribellefrantumato su biancointerminabile cielo.Parole han saporedi mandrie di solispalancati sullo scurod'un definito telo.Parole son colorenello spazio di moliproiettati su cobaltoinconfondibile pennello.Parole han saporedi stoppie anneritesdrucciolevoli e sicuredeliranti e teatranti.
Parole son colorenello scherzo che immolascalcinato e disperatol'immagine e la colora.
&nbsp;
MOFFETTA STRIATA TIMIDA E CURIOSA
Moffetta striata timida e curiosa,accenni sospetta verso me un movimentorivolgi tutt'intorno uno sguardo sgomentoispidi rovi di more proteggono i cucciolinati da poco nel nido nascosto nel boscoantichi alberi, vestiti di muschio son tettopasso dopo passo, a te m'avvicino sicura.Rapido il musetto fiuta un odore sospettoallungo la mano, serena t'osservo mormorandotranquille parole d'amore, alle tue spalle, compaionoebbri e stupefatti gli occhietti della tua piccola prolelanci un segnale ed accorrono agili al tuo cospettola mia voce si perde tra le fronde e nel profumo d'autunno,impavida annusi la mano ed insieme fuggite sorridendo.
&nbsp;
AMORI CHE MUOIONO
&nbsp;
Amori che muoionocome fiumi di lava,inesplosa,scompaiono nel fondooscuro e profondocorpo-cuorevita senza colore.Amori che muoionocome neve dei ghiacci schiavaincantevole, sconvolgono un mondosicuro e fecondodi case-amoremani colme di calore.
&nbsp;
ANIMA GEMELLA
Incontrai l'anima gemella,vissi con lei, innamoratogiorni indimenticabiliaccesi nel cuore la fiammella.Anni, anni ed anni assiemecome conviene ci sposammo,fu felicità incontrovertibile,solo che lei era gemellaunicamente di se stessa, se ne andò avendo trovatonella moltitudine, un'animapiù gemella della mia amavo di lei un'idea invisibilerimasi con i miei umori instabili.Sto cercando ancora l'ideache m'assomigli,nulla facenti e perditempoastenersi.Se speculare alla mia,anima curiosaal mio cuore s'aggrovigli. 
&nbsp;
SILENZI
Silenzi e sciabordiod'onde distesi sulla ghiaiami sussurravimute paroled'amore.Non il suonodella tua vocema d'animache di gioia trema.Silenzi e rotolardi sassipassi lenti sul gretoti mormoravopensieri leggeri d'amore.Non il coloredella mia vocema d'animache arde di desiderio. 
&nbsp;
MURI
&nbsp;
Murifoglie sparseimpercettibilii tuoi passisu di mesulle mie coseappesecome pannisu rami maturi.Muricento caseindifendibileil mio silenziosu di tesulle tue cosedistesecome stradesu colli oscuri.Murivecchie fotoincredibilile nostre ombresulle cosesu di noiabbandonatecome pontili spogliormeggi insicuri. 
&nbsp;
IL DESERTO
Che tracce lascerà la mia vita, su di voiche camminate al mio fiancoindifferenti, ed ascoltatecuriosi i miei silenzi?Che segno lasceràsu di me la vostra vita?Se cammino al vostro fiancoattento ad osservareimpertinente, i gesti lentidelle vostre rumorose mani.Che orme lasceràquesto deserto? Che incombesu di noi e copre di sabbia le parole,sparge dorate dune nella mente,nell'arido ed oscuro giorno,in un domani, stilla del presente. 
&nbsp;
SENTIMENTO
Vuoto dentro,nell'immagine di cementoche mi riempie,cerco di scalfire inutilmenteil sogghigno del suo sorrisoe d'aprire il suo pugnochiuso intorno al fiore di cristallo,che coltivai con l'acquadell'amore con il sole dell'attenzioneed ormai nellasua mano muore,quel fiore nel suo pugno:il mio sentimento.
&nbsp;
NOTTE DI FERRAGOSTO
Lampare all'orizzonteuna dirompente magiacristalli danzano sul mare,incoscienti correnti a trasportareancora, qualche stupefatto bagliore.Grazia divina del sole che muore,incamminati scoscesi e scogli amari,rapide stordite ed onde spoglie,aurora negli occhi d'ambra chiara,languide e remote danze, movenze dimenticate,darsene esposte a venti e tempestosi marosi,incidono unite, profonde orme nell'anima.
&nbsp;
LEI HA OCCHI D'AMETISTALei ha occhi d'ametistae voce lieve e lontanacome d'una remota sorgente,ed i suoi delicati gestimuovon come giunco al ventola sua chiara capigliatura,ai raggi d'un pallido sole, mista.Lasciano tracce sull'animole sue parole, come disegnigiapponesi dai tenui colori,arroccati pini su rocce protesi,ove si staglia sottile la figurad'una donna d'estremo oriente.Ecco com'eterea geïsha m'appare,le sue sono ali d'airone d'argentocristallino sorriso che sa di mare,di caldo sole, d'onde in movimento.
&nbsp;
IL VULCANO
Cascate di corallo,occhio nel vuoto ti perdi.Terra di fuoco e metalloe tetre piane un tempo verdihan colore di notti e di stelle,accese e disperate viscere.Disperate voci, brividi a fior di pelles'apre la faglia, piove cenere.
&nbsp;
ODIO SETTEMBRE...
Odio il dolce settembre,i suoi mari irascibili, le maestose ed incredibili ondee sciocche e sospirate giornate,tra un giovane agognato autunnoe luce accecante e briosa di fine estate,che tinge d'oro porpora e rubino il cielo.E le vendemmietra le vigne spoglie e accese,e roventi tramonti tra i casolari,colori caldi come carezze trafugate,tra recisi filari, e mozzate biasimevoli bestemmie.Settembre che pigramente ripone,affascinanti vermigli su ogni cosa,e in fiamme incredibilmente tramuta le chiomed'alberi, le colline e i monti, faticosamente spengetra gli sbadigli del sole, improbabili arroventate nuvole.E l'argentea luna, come fiera maculata e sincera,in un pallido lume ardente all'orizzonte,mirabile e fragile dea, d'incanto tramutata.All'ombra chiara di un'estate che muore,e mutevoli aggrovigliate giornate, sento solo fremere,lieve, la brezza sulla pelle mia abbrunita d'agosto.
&nbsp;
IN OGNI GESTO SINCERO...
Manifesti in ogni gesto sincero la tua gioiaapri il tuo sorriso come una mattina allegrarare volte le tue malinconie su noi diffondiirrequieta mordi le tue dita affusolate,esisti e resisti alle grigie folate dell'esistenzalasci trasparire dell'uomo la tua diffidenzale smancerie ti stancano, smorzano i tuoi entusiasmiavvilendo l'energia dei tuoi gesti, il tuo muoveresinuoso e suadente, da Aïsha danzante d'occidenteQuando sgrani gli occhi, mentre di me ti fai giocouna burla d'altri tempi, come ai tempi della scuolaaccendi dentro me mille ricordi d'un ragazzo svanito,rapisci con gli occhi, stupefatti sguardi ingenui e astuti,croci sul tuo corpo nascondono vinte paure del passato.Istrice-pavone, lasci che il tutto scivoli, sabbia e saponeannunciano rocce sotto le superfici suadenti dell'amore.Fuoco nei capelli, nessun rimedio alle fiamme che accendiinvano accorrono le acque dell'oceano-sonno nella notte,come un raggio laser giunge al mattino la tua immagine,hai l'energia per abbattere muri e vecchie convinzioniin me, che avevo costruito certezze appese ad aquiloni.
&nbsp;
DEA DEL NUOVO MILLENNIO
Azzurra come una moderna dea indiana,dietro a te il fuoco arde,inferno o passione?Una ciocca cade sul pettoLo sguardo intrigante i tuo i seni, protesifrecce d'Eros puntate al cuore,minacciosa e affascinantetrai la tua forzadal magma che ti circonda.Tu come un vulcano di passionesfidi divina l'universo,Kalì o Devi del nuovo millennio.
&nbsp;
PERDUTO L'IO
Perduto l'io, perdute le mie carezzesulla tua pelle,il fremito di un brividosulla tua schiena, perduto.Perduto l'io,perdute le sue amarezze,sulla mia pelleil brivido di un bacio rubatoed un graffio sulla mia schiena. 
&nbsp;
RIFLESSI
Coprire di calce vivai colori nuovi,un'antica via ritrovatae poi smarritaqualche giovane emozione,fresca e dolcecome frutto di stagione,nel timore mal celatodel riflesso di te,sulla mia vita.
&nbsp;
IL COMMIATO
Addio amore,lascia un po'di spazio per me,nel tuo cuore.Addio amore,spacca i mobilibrucia le fotospezza le catene.Ma, lascia un po'di spazio per me,nel tuo cuore.Addio ai tuoi occhialle labbra tuecome luna disegnateed al tuo viso.Addio all'accennod'ogni tuo lieve sorriso.Addio amore,squarcia i muri,brucia le cose.Ma, lascia un po'di spazio per me,nel tuo cuore.Addio ai tuoi seniai fianchi armoniosifiamma nello sguardoper qualche secondo
Addio all'immensosospirare profondo.Addio amore,fai a pezzi i vasispezza fiori e rose.Ma, lascia un po'di spazio per me,nel tuo cuore.
&nbsp;
COS'È UN POETA
Poeta è colui che vibra come un diapason, ad ogni gioia e sofferenza vissuta o percepita della altrui e propria vita.
&nbsp;
EFFIMERE IMMENSITÀ
Non esiste amore eterno,ma effimere immensitànelle quali i nostri ricordi,come reliquie giacciono,chiusi e sigillatinelle teche oscuredella nostra memoria.Un dì rivivràper un attimol'eterno...
&nbsp;
QUEST'AMORE
Quest'amore ci riempie e ci svuota, distrugge e costruisce, vano e fecondo, ci toglie il fiatoquando ci sorprende e quando ci abbandona, ci abbandoniamo ad esso e ci conquista, ma futile l'idea d'ammaestrarlo, ci sfugge; saremo suoi schiavi, ci rapisce e ci incatena. Amore, dolcissima condanna.
&nbsp;
I CUPI PRESUPPOSTI
Là, senza di leimancava al cielo,benché azzurrouna presenza:non ossigenoné uccelli svolazzantiné nuvole o sole,né pioggia, né odoredi terra bagnata.Il cielo, uguale a iericon gli stessi oscurie cupi, presuppostid'improvviso temporale.fondo scena dietro le quinte,era immagine virtuale,ma di lei l'assenza era reale.
&nbsp;
TENEVA TRA LE BRACCIA
Teneva tra le braccia,la bambina, avvolta nel panno,e l'acqua tra i capelli arruffatisegnava leggera una traccia,mentre tra il pianto e l'affanno,cuore ed occhi smarriti, sconsolaticercavano, conforto e coraggio.E lei che un tempo amai,splendeva del sole di maggio,tese a me la bambina, stupita,un bagliore e il pensiero e volato a giorni sbiaditi giorni, lontani ormaicome frammenti di un'altra vita,schegge di foto o forse un miraggio.Occhietti sgranati, scrutavanoil viso mio mal rasato a lei oscuro,scoprivo nel tenero viso,nelle piccole labbra dischiuse,le stesse incantate espressioni,di colei che, come Circe mi rapiva, se incrociavo il suo stregato sorriso.Tenevo tra le braccia,avvolta nel panno, quietatala piccola, con gli occhi socchiusi,il sonno, la colse inatteso,una lacrima segnava il suo viso,ma sul cerchio del volto sereno,s'apriva meravigliosamente un sorriso.
&nbsp;
LA SOGLIA
Se varcassi la sogliadella notte? Dove buio e luce si fondono,ed il dolore si confonde alla gioia,quando dei giorni spezzato l'incantesimoe lasciata alle spalle,la sfera infuocata del sole,rimarranno i sogni, sospesi e deformi sullo specchio dell'universo.Anche i visi familiariappariranno come Erinni,gridanti ed assordanti.Dove, persi il caldo tepore dei giorni,anche banali e in apparenza scialbi,o il tintinnio d'una tazza a caffè,o lo scrosciare d'acqua sotto la doccia,tracce di parole perdute,guideranno il mio cammino,come i sassi bianchi d'un smarrito bambino.Il buio avido avrà attratto a sé,le ultime luci d'impercettibili momenti,le sponde del fiume e l'auto che brilla,sui ciottoli bianchi di luna,e vorace a lunghi sorsi avrà ingollato,le spiagge assolate, e le pelli dorate.E se tutto finisse? Se chiudendogli occhi, al buio cedessi?Chi mi aprirà la soglia?Quale venere, soffusa accoglierà,ciò che rimarrà della mia sensibilità?
&nbsp;
SVANITO IL RICORDO
Svanito il ricordo, il velo sollevato,la bocca d'una donna, a me sconosciutam'appare come una cesellata statua,occhi come un mare, occhi dal taglio felino.
Intreccio gli sguardi di donne dal collo incantato,ed ogni scoperta è una gioia che pareva perduta,pallidi volti, dolci naiadi dalla bellezza fatua,fianchi arroganti, foggiati su un dolce declino.Gambe nascoste da vesti di lino pregiato,voce sinuosa o grave, sommessa, a tratti acuta,dita snelle che sfogliano libri come ali di nottua,un naso affilato, e movenza danzante d'ermellino.Seni sfrontati, sfidano le trame d'un abito attillato,braccia ondulate, arco su una preda rattenuta,capelli al vento, come velatura dalla sorte mutua,in forme cangianti e colorate dal disegno sibillino.
&nbsp;
SULL'AUTO
Sull'auto, seduti come se ci amassimo ancoralei al posto guida, io accanto,mi annuncia fierail premio della sua battaglia:- Sono incinta! Come fosse vendettacon un sorriso spavaldo!- Avevi forse detto un giorno -"quel che è perduto, è perduto!"Dice - Sbagliavi!Ecco il figlio che ho sempre voluto,ecco il frutto della mia forza,la ragione della mia vita.Il tuo dolore, le mie menzogne,Le tue vendette, le mie ripicche?I lamenti dei parenti, lo sgomento degli amiciLe verità camuffate?"Il fine giustifica i mezzi."Questa creatura che nascecancella, come Cristo, i peccati,cancella il passato. E' luce che emana purezza, e incanto, è struggimento,distoglie lo sguardo dal mondo!Per la creatura, che importa se ho finto di amare, o simulato nell'ascoltarechi avesse avuto qualcosa da dire, se il prezzo è stato salato,e qualche sentimento è stato ferito, azzoppato, o rimasto sul selciato,lo ripuliremo, con l'aiuto di potenti mezzi meccanici,delle moderne strutture d'operatoriecologici d'avanguardia,già predisposte al riciclaggiodelle storture del mondo,di uomini sterili, falsi amici,false amiche, falsi suocerio peggio:parenti interessati al vile denaro,il mondo si piegherà,al cospetto della creatura così tanto voluta,ed ad ogni costo desiderata,Ripuliremo il mondodalle scorie di rabbia,dai sacchetti di meschinità,s'apriranno i cassonetti,per gettarvi il ricordodelle necessarie falsità.Decine d'anni vissuti in casualità.Ma la creatura non capiràche l'amore ha spesso radici amare,e una madre nascosedietro un sorriso una lama,ed il suo corpo scaldòdue cuori diversi,e s'appresteràa porgergli lo stesso seno,che porse con passionea l'uomo che amavae a colui che tradiva.L'amore disposto su di leicome un cuscino caldo,le carezze e le dolci nenieogni tenero gesto,Mentre il ventre suocresceva dolcemente,bruciavano le ultimeceneri e vestigia del mio amore.
&nbsp;
SFOGLIO NEL CUORE PAGINE BIANCHE
Sfoglio nel cuorepagine bianchedove, nascoste parolestingono l'inchiostrotra le dita stanche.Pagine vuoteNé capo, né coda,ogni sentire diffusonel pallido coloredi carta ingiallita,stracciata al contattod'impulsi di vita.Cercando il coraggiodi scrivere ancorauna trama sgualcitatra le ombre ed i coloridi un ultimo Maggio.Se volgo lo sguardoSe nego il dolorelo scritto d'incantoriprende spessore. 
&nbsp;
MUSA LONTANA
Poserai sulle spalle- mentre la brezza d'agostoscioglierà i tuoi capelli,e del mare l'aspro profumofarà fremere il tuo respiro - l'azzurro ceruleo scialle?Poserai distratta, un autunno - mentre sul poggio infuocatoil mosto legherà terra e profumi,ed il sorso d'un vino rubinot'offrirà un brivido all'inverno carpito - lo sguardo, verso il mare, oltre i colli?
&nbsp;
PREGHIERE DISTANTI
Noi due veri o in un sognoaquile perse su monti giganti,su frammenti di vita sgomenti,occhi come mandorli in fiore,ora in disgrazia gli antichi canti,braccia tese, serpenti di mille falangivoci si spaccano in note dolenti,e mani fredde cercano calore,un'India che freme... Ohm ShantiMadre é la terra, Dio é fiume - AshtangiAshanti, preghiere distanti...
&nbsp;
L'UOMO SEDUTO SUL LETTINO
L'uomo seduto sul lettino,le cannucole d'ossigeno al nasoalzava ed abbassava lo sguardopensando al suo destino,- Quanta presunzione nella vita!Inutile orgoglio e avidità!Diceva, sgranando gli occhi- E non siamo niente, appesi ad un filo di seta!Mentre l'agitarsi d'infermiereche apparivano indifferentidistoglieva l'attenzione dal vecchio,le mani scosse da mille fermenti,il sordo ribollio dell'ossigeno,in silenzio le gocce nel bracciosi scioglievano. L'uomo, alzando ancora lo sguardo,sembrava cercare un po' di cielo.
&nbsp;
LA VITA RICONQUISTA INESORABILE...
La vita,riconquista inesorabile,le sue piccole torri fortificate,le distanze, divengono abissie così le meravigliose coincidenze,svaniscono, dietro facili abitudiniesse, appaiono misteri insolubili.E' tardi, quando io scoproil tuo dolce nome simulato,e dispero d'essermi lasciatoandare alla solita vita:tra le cose banali,gli amici in carne ed ossa,che riempiono sì, i miei giorni,di gioia e d'affettoa cui devo un enorme rispetto.Eppure manca,quello splendido, magico effettoche m'agita l'animo, avvertivopur se distanti la tua presenza.E confuso, cerco di comprendere,che manca a queste giornate:stanche, ballanti e festose tranquille o spericolate che siano.Forse l'incantesimo?
&nbsp;
E CIÒ CHE RIMANE
E ciò che rimanescava dentro minieredi carbone, dentro il cuoresolleva nubi acri e nere,come un pittore accecatoin questa nebbiadel domani,calpesto il mio passato.
&nbsp;
INUTILI I SUOI PASSI SUL SELCIATO
Inutili i suoi passi sul selciato,le affannose corse tra i carrelli del mercato,inutili passeggiate sul corso o in riva al marei balli al sabato sera, le ore dedicate a cazzeggiare,inutile rincorsa quotidiana da casa all'ufficio,dall'ufficio a casa, come un fuoco d'artificio,e bruciano i sogni, si dedica un po' d'affettoall'effimera esistenza di un ignaro animaletto.Ore ed ore spese ad insulsi progetti di mero decorotorvi od onesti intenti nell'ambito del lavoro.Inutile lo sguardo innocente d'un bambinose il mesto sangue e miscelato al vino,inutili le grida tra un gol ed un palo della partitanel lento smorzarsi d'un'incolpevole vita.Sbatti il mostro in prima pagina in bella posa,all'attenzione sfuggente, come bramosa lupad'un mondo che accomuna e sposaluminoso nulla e beata moltitudine cupa.
&nbsp;
IL SILENZIO
A seguire della campana il terzo rintocco,un silenzio irreale d'universo in attesa,immobili pianeti e le stupite stelle,in sé ripiegato di mille soli ogni raggio,senza tristezza un immenso tacere un velo nero cela della luna ogni faccia,mute comete, tace del loro fiocco il sibilo,impadronitosi di me,ed ogni parola o pensiero tacendoegli in frantumi svanisce al tocco della mezza.
&nbsp;
NEVE
Neve,ferita lieveall'estatied alle primavereNeve,immacolata bendasulla terra cade,tenue proteggegrano e seme. 
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11 SETTEMBRE
Quando, questa mattina mi lasciasti lì sul marciapiede al voloed in un balzo scesi dall'auto porgendoti un saluto con la manoscrutando, ansioso, nello specchietto per scorgere il tuo visomai avrei pensato che fosse l'ultima volta che l'avrei veduto....
Quando, accesi la sigaretta osservando, lo sguardo curiosoquella strana tipa, tutta di rosa vestita ed i suoi piedi affilati,e la sua mano agitata, nervosa, mi squadrava nascosta da lenti nere,mai avrei creduto fosse l'ultima donna che avrei osservato....Quando, immergevo il mio sguardo nel caffè bollente e rivedevo,innocente, il tuo sorriso, tu nel mezzo cortile assieme ai tuoi compagnicorrere come uno sciame d'api giocose, miele e zucchero della vitabambino mio, mai fosse stato l'ultimo sorriso che m'avresti offerto....Quando, seduto sulla poltrona di pelle meditavo su rapporti e relazionisulle reazioni dall'amministratore da contenere, alle prospettivedel mercato che mi offrivano un'opportunità ed un futuro sicuro,mai avrei immaginato ch'esso fosse d'innanzi a me infuocato e scuro....Quando, raggiunsi l'ultimo piano e le scale mobili mi portarono lenteal piano aperto dove il cielo è più vicino delle case e son macchie gialle i taxila curva della terra, come un fantastico trampolino con il sole per medagliamai avrei creduto che quello fosse stato il mio ultimo salto....Quando, squillò il telefono e risposi, il tuo pianto acuto, mi dicevi: Ti amoe non capivo, seguivo inebetita lo srotolarsi d'interminabili attimi. Ti amorispondevo al telefono ormai muto, il fuoco ingoiava crudele ed assurdola vita: la tua, la mia. Avrei fermato il tempo per sentire la tua voce in eterno....Quando, salivo le scale quattro a quattro, il fumo acre sempre più denso e invadenteed io bardato di asce, estintori e maschere come un cavaliere del nuovo millenniocorrevo imponendo al cuore uno scudo, nascosta la paura dietro la mia armatura, salendoogni piano stridente metallo, ogni atrio scroscianti cristalli, ogni passo lembi di fuocoe donne, e uomini torcia, vento infernale e incedere lento del cemento su se stessoun assurdo e malefico accartocciarsi del mondo, rinchiudersi in sé dell'universo ...Immaginavo la morte meno atroce, le porte d'un inferno aperte da un volo innocente. 
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GLI AMICI
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Gli amici hanno lo sguardoaperto sul nostro futurosfogliano senza timoreogni capitolo scuroche travolge la vitae ne acceca la sicura parvenza.Accendono luci, nel tardopomeriggio di un giorno scialboe fiacco le nella notteper aggiungere stelle al sognoed all'incanto di trasandate estati,le loro parole profonde o sciattetracciano disegni nell'animo,colorano di rosso e giallole bigie giornate d'inverno.Seppur parrebbe leggerala mia e la loro esistenza:festini all'ombra d'un faggio,il vino che scorre, una cenadi semplici cose nel rosso salone,della vita sono l'essenza.Non chiederò loroi lumi dell'estrema saggezza,né mi ergerò s'un piedistallotra noi, poche parole o un cennoo tante cazzate senza ritegno,ma è certa una loro carezza,se, del ricordo di cui sono ostaggiodovessi ancora patire amarezza.Non mi si chieda di rinunciarealla loro quotidiana presenza,se avranno bisogno io accorro,un dì in un tempo lontanorisuoneranno ancora i nostri nomiin riviere di ponente, tra le anse azzurretra i colli impervi e gli ulivi,o in piazza a Soldano.
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ODE ALLE FINESTRE
Rivolta al passatola traccia del vento.Da solo, accecatoda sabbia, cristallo e cemento,diffondo la nebbia.Beffardo il momentoal futuro s'intreccia;presenta il conto, l'artistascava nel tempo, e la gocciadi pallido vino s'attrista.Porterò cantori e baccantirami di ginestre,applausi a faunie gestanti. 
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IN SALVO
In salvo dall'altrove,da altri visi biechida stormi di pensierie dai vicoli ciechidalle onde del destino,e indistinti chiaroscurida cui non ci si muove,dalle case senza muri,dagli oblò delle navisenza mari e senza rotta,dai fondali d'un quartiereo da mille luci sfavillanti,da parole poco sincereda inutili preghiere.
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AVREI RINUNCIATO AL PARADISO
Avrei rinunciato al paradiso,per ascoltare ancora il nome miodolcemente sussurrato dalla tua voce.Un tuo, appena accennato sorriso,per seguire con lo sguardola volatile traccia dei tuoi passi.Dischiudere il fugace effluvio,di creme, profumi ed argilla,asciugamano a mo' di corimbo,mentre esci lieve dal bagno.Le lunghe ore lontano da te,vissute nella estenuante attesa,che del giorno finisse quel limbo,la porta che s'apre sul sognodel viso tuo, di luce illuminato. 
Ma il vuoto dell'amore tuodell'inferno, mi fu più atroce.Del paradiso non v'è traccia,benché chiara sia la tua voce,nei suoni della memoria,l'impronta dei tuoi passi, svanita,sul pavimento e la polvereche brilla al sole, fuoco che dissolvela sua purpurea luce, dietro la città, le colline ed il mare.Sospesa evanescente nell'aria,la bocca tua ed il tuo lucente sorriso,mentre al buio cerco sonno, m'appare,rischiarando le pareti scure, della casa ormai assopita. 
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PAROLE PERDUTE
Spogliecome rami piangentid'avvenute fogliecome un seme d'universoalberi di galassiecoprono d'un lampoquesto tempo perversoraccogliamo pazientiparole perdutenei campi, tra le casetra i motori frementi,legate col filodei ricordi diverrannocollane lucenti. 
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CRISTALLINE PIOGGE ACUTE
Nella nebbia un indirizzovirtuale; si perde tra parole curvesu strade lastricate di pietre dure,del pensiero non conosce il prezzobruma nella mente sfuoca la vervebruciano immagini sacre ed oscure.Scampanio e cristalline piogge acute,libero percorrerò questo sentiero,sciolti i lacci d'un contorto concetto,le foto istantanee rimangono minuteun technicolor volto in bianco e nero.Sorgi e ti dissolvi, limpido dispetto.
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L'OASI
Spiaggia di soli sassiil mare nero e scurodestrieri d'acqua e terrale onde, infrante sui massirami e detriti sul murogozzi sul fianco adagiati.Io come un beduino stancoad osservaresgomento questa guerrasenza eroi.Un raggio, come un oasiaccende ciottoli azzurrie schegge d'acquanell'attesa d'una tregua.
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ESTATE DISSOLTA
Estate dissolta,nel tardo lugliolasciando alle spalle folate di vento, confuseal freddo tormentodel sole d'agosto, odoappena il rimpianto,né frangere di fluttio grida di festosi bagnanti,né musiche o danzedi feste paesane.M'accoglierà l'autunno,sbalordito animo perdutodella metà cui s'era fuso.
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TI AMO COME IL SOLE AMA LA MEZZANOTTE
Ti amo come il sole ama la mezzanottecome stelle nascoste dietro altre stelleti amo come una tela grezza i suoi pennelliper quel che sei e sarai, io ti amoti amo perché so che sei nascostain qualche angolo di mondo e stai aspettando curiosa che apra la tua porta.
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UN CEROTTO NERO
Un cerotto nerosul tuo nome, dolcemente,un cerotto scurocome una parola fine,cancellando sul telefonoil tuo nome e numero, svanisce lentamentetraccia di te sul mio futuro,cancellando le tue spine,sulla mia vita e nel citofono.Per questo film in bianco e neronon è la fine che volevo...
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CASA TRA LE NUVOLE PERSA IN VISTA D'UN LUNGO VIAGGIO
Casa tra le nuvole persai quadri appesi agli angeliali sulle scale del soffitto,stropicciati sui davanzalicoperte e ricami,rimane del lenzuolo un lembo.Dorata dal solela polvere sotto il letto,le mie cose, sparsetra un cumulo e un nembo.La porta lì aperta,sul molo, con vistasu acquaplani in discesa,e cogliere al volosull'aereo il posto migliore,il nostro destino per pista,compagno d'un lungo viaggio:il silenzio.
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LACRIME
Le lacrime che non esconocadono lente inesorabili sul cuoree come stalattiti cresconoe silenti danno più doloreLe lacrime scivolano sulle guancecadono lente inesorabili sul pavimentoe come gocce di pioggia svaniscono,dietro la finestra sorride il sole.
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ECCO QUEL CHE SONO
Sono il tempo senza memoria il fiume senza sete,sono l'inquinatore senza scoriail satellite senza mete.Son colui che va, pur senza essere nella tua casa mai venuto,sono il bruco in moto senza tessereil cuore che si ferma per uno starnuto.Sono la montagna sotto il mare d'erbail frutto il cui succo mai fu spremutosono storia vecchia, seppur acerba. Il folto vuoto dell'universo,sono quel che, benché ritrovato in vero, non fu mai perso...
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L'ABBANDONO
Solo nell'abbandonoquel che celiamoconcediamo in dono,afferrando ciecamente,con assetata passioneogni frutto agognato.Lontano ogni ricordo,il presente è un sorrisoche avvampa le guance,le mani ed il suo corposcivolano come calde goccesul noi sul me in trance. 
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L'ACETO
E l'aceto sancisce il suo verdettoil sale scende nelle vene come veleno,benché primo, sarò sempre figlio cadetto,guarite le ferite dal tempo arcobalenola luce d'oggi, sarà buio di domani.Una lacrima di fine grappa langue,eppur felicità a tutto s'aggregascivola come sabbia sulle mani, il sangue.stridono i freni, ed il semaforo prega...
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QUANDO SE NE ANDÒ
Quando se ne andòcostrinse l'eternoin un angolo recessodel mio cuore,in esso l'immensodivenne minimo assoluto.Dell'amore (nostro)non rimase traccia.Ma il doloremagica meraviglia della vitafu tale nutrimentoper l'animo e per il cuore,ché in me sbocciaronotimidi o irriverentiturbini di parole.E il disincanto mutò in poesia.
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LE LABBRA CHE BACIAI
Le labbra che baciai,calde e morbide,intrise di miele,o agili come gazzelle,piccanti e nervose.
Lasciarono sul mio cuore,piccole dolcissime feritee se appena, schiudola bocca, sento ancoraimpalpabile, il loro sapore.
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ESTATE S'È SCIOLTA 
Estate s'è sciolta,nel tardo lugliolasciando alle spallefolate di vento, confuseal freddo tormento.Del sole d'agosto, odoappena il rimpianto,né frangere di fluttio grida di festosi bagnanti,né musiche o danzedi feste paesane.M'accoglierà l'autunno,sbalordito da un animo perdutodella metà cui s'era fuso.
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ADESSO CHE IL DOLORE SVANISCE
Adesso che il doloresvanisce nella lentamonotonia dei giorni,e parole vuote,occupano il fiaccosusseguir dei minuti.Adesso che l'ossessivoripetere dei gesti,riconquista l'inariditotempio delle lacrime,e solo l'immane stanchezzaraccoglie il mio sonno.Vibra in me la paura,e lacrime inespressepremono il pettoil silenzio si fa scurotacciono le risa del giorno,e bevo l'amaro caliceche l'ombra tua mi offre.Non temo la morte,che, della vita cogliei frutti, ad ogni garbatao gelida stagione,ma quel che il destinom'assegnò, disegnandoun dì, la mia sorte. 
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LA GATTA
La gatta,sulle mie gambe appoggiata,respira dolcemente, contemplando,curiosa, i segni che scorrono sul video,non aspettava altro, dal primo mattinoquando la lasciai, chiudendo la porta,lo sguardo colpito dal mio nuovo abbandono.E così ogni giorno si stupisce,mentre accosto la soglia, e l'immaginovagando sola per casa,rispecchio in lei la mia solitudine,piccola compagna indifesa,che appoggia mollemente e la testa sul braccio,le zampe protese in avanti.Che sognerà? Nel placido sopore,correrà per i colli, che attenta scrutadai balconi di casa, dalle finestre,o dai socchiusi battenti,penserà soltanto, che s'apra la porta,e qualcuno riempia la ciotola vuota?Chissà sé nel sonno non le giunga inattesa,della donna dissolta, la voce e l'odoredevota matrigna da cui dipendeva.Di Lei non chiede, e l'esistenza sua non freme,sebbene il suo sguardo a volte s'attristi,ed il miagolio sia mesto, e di ciboblanda la sua richiesta.A volte dorme cheta, sulla scrivaniatra le carte ammassate ai ricordi,e la luce soffusa diffonde la sua ombra,e al suo lento respiro s'aggiunge,dal computer il ronzio del ventolino,o allora, lungamente distesasul divano, del vuoto e muto salone,in attesa d'improbabili feste.E lei che accompagna, dei miei giorni,le gioie ed i tormenti, le gridae le lunghe notti silenti,lei testimone sola, delle mille nottie ancora mille, e poi mille ancora,trascorse con Lei.E chissà sé nel sonno non giunga a me, indesiderata,della donna dissolta, la voce e forse l'odore, nel brivido freddo del letto, le braccia, strette a me stesso, cercandoil perduto calore, di Lei effimera musa,da cui dipendevo.Un dì quando io, solo testimone,di lei piccola compagna indifesa,dissolta e svanita,leggerò le tracce sue, come graffisulla mia vita.Chissà sé nel sonno quel giorno,non giungano a Lei,inaspettati, i miagolii festosi,e le frementi grida del suodisinteressato amore.
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CARRI MERCI
Carri mercilenti, sui binaricome sui mari,mentre sibilanolancinanti cantilene,canti di metallichebalene,passano indolenti,accanto a me,panciuti e rigonfidi grano e di spezie,portano in sé,il fuoco di letalimiscele,il latte di millemammelle.Dietro me,s'allontanano stridendo.Affondano nel buio,così come m'apparvero,svanendo... 
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LE CASE SONO BAGLIORI DI LUCI
Le case sono bagliori di luci,l'aria immobile pare aspettarel'ombra della nottee le brezze leggere del mare.Il rumore della stradanell'agitare del mezzogiorno,mentre la vita scivola lentanell'attesa del suo ritorno.Nel rimorso di vane parole.
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CONFUSO DALLA BELLEZZA TUA
Confuso dalla bellezza tua,mi perdo nel mare immaginario,rosso e nero,inferno e paradiso.Soffiano su di me i ventileggeri e terribilid'immagini che scuotono,trasportato dalle onde dei tuoi occhi,perso nel nero profondodei tuoi capelli.
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QUANDO PARTORIRAI
Quando partorirai,il dolore soffocheràla tua vista,e, nella nebbia dei pensieri,tra le carni lacerateed il pianto d'un piccino,accecato da una luce,a lui oscura,forse, ricorderai il mio viso,o l'accenno di un miospento o festoso sorriso,forse scorreranno,come foglie secchesull'acqua del fiume,immagini di me,del mio futile desideriodi dividere con te,un tale prodigioso momento,forse, una voce lontana,o un azzurro baglioreriflesso nelle lentidi qualche uomodi verde vestitoti rammenteranno quanto,nello sconsolato tentativoed inutile gioco della vita,la mia, sia stata così pocoa te, assortita.E se, si sciolsero i nodi,e le catene cadendoruppero l'incantesimo,non fu per colpadi un amore mio perduto,tanto vuota può sembrare,adesso, l'esperienzacon te vissutama per quel pianto,ed il dolore che sarannol'annuncio d'un sorrisoed un morbido abbraccio.Come se io non fossimai esistito.
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TI HO VISTA ARRIVARE
Ti ho vista arrivare,sembravi ancor più piccola,nel troppo grandee lungo giubbotto,mal assortito ad una grossolana gonna,in una parvenza d'eleganza.Lunghi i tuoi capellineri e lunghi,circondavano il tuo voltopallido ed emaciato,sorridevi appena il viso segnato,dov'è la svolta della vita?Nei tuoi occhi, non c'è gioiao forse l'hai appena perduta.E mentre parlicon amici, in realtà dimenticati,la tua voce smarrita,cerca futili argomenti,intorno a noila strada e le mura di casa,dove chiusi giacciono i ricordi,che ci scrutano sgomenti.E mentre parli,guardo il portone,e mille immagini di te,varcano la soglia,tu gioiosa, triste, o assonnata,nessuna di esse, alla donnache ho di fronte assomiglia.Non posso credere,che tutto questo possa essertiindifferente,la strada e le mura di casadove ancora vibrano i suoni delle nostre risa, e le lacrime,che ancora inondano il presente.
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PAROLE VUOTE
Parole vuoteche coprono di nebbia l'amore,frasi sconnesse e remote,come tracce su sabbia,ogni grano un diverso destino;come lacrime in mareogni goccia un nuovo mattino;come tele di scarno spessoreogni tratto un ricordo smarrito.E senza parlar t'allontanifremito nel cuore,impacciato muovere di mani...
UN FUOCO
Un fuocod'ogni dolore,delle pagine bianchedelle parole non dette,fuoco d'ogni giornocon te vissuto,delle ore accese o stanchedelle notti belle o maledette.Un fuocod'ogni felice momento,delle pagine scured'ogni cosa che rassicura,fuoco d'ogni minutoper te vissuto,delle estati giovani o matured'ogni sguardo, di gioia o paura.Un fuoco,del tuo nomenella mia mente, del saporedella tua bocca e della tua pellefuoco d'ogni ricordodel tuo seno, dei tuoi baci,del tuo nascosto e segreto odoredell'amore tuo, al mio ormai ribelle.Un fuoco,dell'immagine dei tuoi fianchidell'ancheggiare sciolto,del passo tuo breve ed agile,fuoco d'ogni trasportod'ogni passione, che nasce e muore,ed in noi ha seminato e raccoltopassione, assieme forte e fragile.
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IL FIENO ED IL TUO VISO
Il fieno biondo ed il tuo viso,lo sguardo abbandonatotra i colli e l'infinito,s'adagia sull'oro, sfinitoil cielo appena velato,lieve è il tuo sorriso.Lo sguardo, si perde un istante,tra l'onde di terra dorata,una brezza mite s'aggroviglia,beltà tua fusa, in questa meravigliaalla tua sottile veste fiorita,e agli aromi d'un mare distante. 
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LA BELLEZZA HA IL TUO NOME
La bellezza ha il tuo nomee l'incantesimo i tuoi occhi,nel mistero del tuo sorriso,nascondi le fiamme ed il paradiso,sei l'istante e l'eterno assieme,nel profondo delle tue pupille,immersi, come in un abisso,adagiati nei fondali limpidi,oceano é la tua anima,mentre traspare la luce del sole,tra le mille scintille che bruciano il cuore.La bellezza ha il tuo nome,il mistero il tuo sorriso.
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ENTRA LENTAMENTE
Entra lentamentementre il buio si colora,infrange come vetro i ricordi,ladro di sogni,irride il sottile gioco dell'inconscioogni traccia d'incanto svanisce.Cento coloriaspettano impazientii tuoi gesti sicuri e lenti.Essenze appena evaporaterichiamano alla memoriaindimenticabili giorni addormentati,non c'è posto che non ricordianche il più piccolo baciomentre sulla bocca sfioranoancora, sapori dolci di parole.Fuori, il sole la tela ricolorae finché riaffioreranno labiliricordi e immagini lontane,ruberà alla menteogni notte di passioneassieme vissuta.
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LE BRIGLIE DALL'ANIMA II
Le briglie dell'anima sciolte,il cielo s'apre e scopre le cartee le fate s'accendono di stelletimida la notte copre il visocon il loro velo.Il giorno nell'attesa,si scalda dolcementedall'altra parte del mondo. 
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LE RONDINI
Le rondini tracciano cerchi,incrociano la lunga linea immacolatadi un aeroplano, colmo di gente assonnata,inventano leggere danze tra case negrenei cieli aperti e incontrastati, stridono allegrestordendo moscerini incoscientifuggiti dal fresco di case accoglienti.Le rondini tornano e raccontanole calde giornate dell'Africa inesploratadei deserti, della savana ruvida e dorata,ingannano il cielo, le nubi ed il sole,si muovono leste, disegnando antiche parolesuggerite da poeti che al loro passaggioscoprivano il capo in saluto, a voi - regine di maggio.
IL TEMPO DOPO IL TEMPO



La fine, l'ultimo baluardo strenuamente difeso e poi perduto non é altro che una porta verso un nuovo universo... 
Dietro di noi l'abisso, di fronte a noi un infinito sconosciuto
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